Caserta (Lorenzo Torre) – La Casertana prende forma. Non è ancora una rosa completata, ma il lavoro della dirigenza comincia a delineare con maggiore chiarezza quella che sarà la squadra affidata a Vinicio Espinal. Il mercato rossoblù, tra operazioni già ufficializzate, accordi in dirittura d’arrivo e qualche casella ancora da riempire, sta costruendo una rosa con un’identità abbastanza precisa: esperienza nei punti nevralgici, giocatori abituati alla Serie C e soprattutto elementi funzionali al sistema di gioco del nuovo allenatore.
Il lavoro della società sul mercato, infatti, procede parallelamente a quello sul campo. Il presidente Giuseppe D’Agostino e il direttore sportivo Alessandro Degli Esposti hanno affidato la panchina a Espinal con un’idea precisa: costruire una squadra coerente con il calcio del tecnico dominicano, proseguendo anche sul lavoro di valorizzazione del patrimonio tecnico già presente in rosa. Lo stesso ds, al momento della scelta dell’allenatore, aveva sottolineato la volontà di costruire una rosa «idonea alle sue idee», spiegando come l’impostazione tattica osservata nella precedente esperienza alla Giana Erminio avesse rappresentato uno degli elementi decisivi nella scelta.
Ed è proprio partendo da questo presupposto che bisogna leggere l’attuale organico della Casertana. Una rosa che, rispetto a qualche settimana fa, ha già assunto una fisionomia più precisa, ma che non può ancora essere considerata completa.
Partendo dalla porta, la Casertana può contare su Federico Magro e Victor De Lucia, due profili differenti per età, caratteristiche ed esperienza. Magro, classe 2005, rappresenta la soluzione giovane e di prospettiva. De Lucia, invece, classe 1996, mette a disposizione un bagaglio di esperienza decisamente più importante e parte inevitabilmente come principale riferimento del reparto. Il numero 1, conosce già l’ambiente, lo spogliatoio e le dinamiche della Casertana, avendo difeso la porta dei Falchetti nella passata stagione, nella quale ha offerto prestazioni di livello e si è rivelato più volte decisivo. In una stagione nella quale Vinicio Espinal dovrà costruire una squadra solida e affidabile anche dal punto di vista difensivo, poter contare nuovamente su un estremo difensore esperto e già inserito nel contesto rossoblù rappresenta una garanzia importante.
La situazione cambia quando si passa alla difesa, oggi il reparto può contare su Gabriele Rocchi, Francesco Belli, Ivan Kontek, ai quali va aggiunto Pietro Martino. Ma proprio qui si nasconde una delle questioni più interessanti della costruzione della rosa. In entrata sta per arrivare Alessandro Caporale, operazione ormai vicinissima alla conclusione e destinata a diventare uno degli innesti più importanti del reparto. Il classe 1995, 190 centimetri e piede mancino, arriva dal Cosenza dopo una stagione da assoluto protagonista in Serie C: 35 presenze, un gol e oltre 3.100 minuti disputati nel campionato 2025/26. In precedenza aveva giocato 30 partite in Serie B con il Lecco.
Caporale, dunque, non sarebbe semplicemente un difensore in più. La sua caratteristica più interessante per la Casertana è proprio la possibilità di utilizzarlo come centrale mancino in una difesa a tre, ruolo nel quale può sfruttare il piede sinistro e la struttura fisica, ma anche come terzino sinistro in una linea a quattro o, all’occorrenza, come esterno più basso. Una duttilità che aumenta le possibilità tattiche a disposizione di Espinal.
Con Caporale, Rocchi, Belli, Kontek e Martino, il reparto avrebbe una base interessante. Considerando l’uscita di Bacchetti e l’idea di giocare a tre, un ulteriore centrale sarebbe probabilmente opportuno. Non tanto per avere un semplice quinto elemento, quanto per evitare che un’assenza possa costringere il tecnico a cambiare struttura. La Casertana, insomma, avrebbe ancora bisogno di un difensore centrale puro capace di interpretare soprattutto il ruolo di braccetto o centrale nella linea a tre.
Martino merita poi un discorso a parte. Nato come terzino destro, può essere adattato in una linea a tre e rappresentare una soluzione sul centro-sinistra, oltre a poter tornare utile anche come esterno di difesa o di centrocampo. È uno di quei giocatori che, in una rosa costruita sulla duttilità, possono avere un peso maggiore di quanto dica il semplice ruolo riportato sulla carta.
Sulle corsie esterne, invece, la situazione è più delicata. Shady Oukhadda rappresenta una delle pedine più importanti dell’organico: terzino destro di ruolo, ma perfettamente compatibile con il ruolo di quinto in un sistema a tre. Il suo dinamismo e la capacità di coprire tutta la fascia lo rendono particolarmente adatto a un’interpretazione aggressiva del ruolo.
Il problema è ciò che si trova alle sue spalle. Pietro Martino può essere una soluzione, ma utilizzarlo stabilmente come alternativa a Oukhadda significherebbe contemporaneamente togliere profondità al reparto dei centrali/braccetti. Per questo, tra gli ultimi interventi necessari, quello di un vero sostituto dell’ex terzino del Modena appare uno dei più logici.
A sinistra, invece, la situazione è completamente diversa. Franco Vezzoni è il profilo che più di tutti sembra sposare l’idea di esterno a tutta fascia. L’argentino, classe 2001, è reduce da una stagione alla Vis Pesaro con 25 presenze e quattro reti in campionato, oltre a una presenza nei playoff. La sua capacità di percorrere la fascia, la resistenza e la disponibilità al sacrificio lo rendono un elemento particolarmente funzionale al 3-5-2 o al 3-4-1-2.
Ma proprio perché Vezzoni sembra destinato ad avere un ruolo importante, manca un’alternativa naturale. E questa è una delle caselle che il mercato dovrà necessariamente colmare.

A centrocampo la Casertana ha compiuto il passo più significativo delle ultime settimane, dove ci sarebbero: Salvatore Pezzella e Stefano Girelli, già protagonista nella seconda parte della scorsa stagione. Un giocatore che la Casertana conosce bene e che, dopo l’impatto avuto nel girone di ritorno e nei playoff, rappresenta una delle conferme più interessanti del nuovo progetto.
A questi si aggiunge Mattia Sandri, ufficializzato nella giornata di ieri, il classe 2001, è arrivato dopo la risoluzione consensuale del contratto con il Crotone. Mancino naturale, può giocare da mediano o da centrocampista e porta in dote una notevole esperienza in Serie C nonostante l’età. Nell’ultima stagione a Crotone ha totalizzato 33 presenze in campionato, con un gol e nove assist, oltre a quattro apparizioni in Coppa Italia e due nei playoff. Un dato, quello degli assist, particolarmente interessante per un centrocampista chiamato a dare qualità alla prima costruzione.
Sandri è, per caratteristiche, un giocatore che può interpretare più ruoli all’interno dello stesso reparto: regista, mediano, mezzala e, in determinate situazioni, anche una posizione più avanzata. La sua presenza permette a Espinal di avere un elemento capace di modificare l’interpretazione del centrocampo senza dover necessariamente cambiare uomini.
La sensazione, però, è che anche qui il mercato possa non essere ancora terminato. Pezzella, Girelli, Sandri garantiscono diverse soluzioni, ma un ulteriore tassello potrebbe completare definitivamente il reparto, soprattutto se l’intenzione sarà quella di costruire una squadra capace di sostenere ritmi elevati e di mantenere intensità per tutta la stagione.
Poi c’è Dino Mehić, vicinissimo alla Casertana e destinato ad aggiungere un’altra caratteristica al centrocampo rossoblù. Il classe 2003 arriverebbe dal Benevento, alto 1,89, strutturato fisicamente, nasce mediano ma può essere utilizzato anche da centrocampista. Alla Virtus Verona aveva messo insieme 57 presenze e otto reti complessive, con una stagione 2024/25 da 35 presenze, sei gol e quattro assist.
La sua fisicità, la capacità di recuperare palloni e soprattutto gli inserimenti senza palla possono diventare una risorsa importante per il tecnico dominicano. Non è il classico mediano esclusivamente difensivo: Mehić ha dimostrato di poter accompagnare l’azione e attaccare l’area, aggiungendo una dimensione verticale alla mediana. L’operazione, come detto, è vicinissima ma non ancora ufficiale.
Il centrocampo rossoblù, dunque, sta assumendo una fisionomia molto precisa: Pezzella può garantire equilibrio, Sandri qualità e costruzione, Girelli dinamismo e inserimenti, Mehić fisicità e profondità, mentre Galletta rappresenta la variabile giovane da testare in una posizione diversa da quella naturale.
In avanti, invece, è probabilmente qui che si concentreranno le prossime mosse. Davide Castelli attualmente è il riferimento centrale. L’attaccante classe 1999 ha caratteristiche da prima punta e può essere una presenza importante per dare profondità alla squadra. Junior Ajayi è un’altra soluzione giovane, ma il reparto è ancora corto per affrontare una stagione lunga e ambiziosa.
Ecco perché Jacopo Manconi rappresenta un’operazione particolarmente importante. L’attaccante classe 1994 è vicinissimo alla Casertana dopo l’esperienza al Benevento, con cui nell’ultima stagione ha realizzato dieci reti in 35 presenze di campionato (visite mediche già programmate). In carriera ha costruito numeri importanti soprattutto in Serie C: 71 gol in 251 presenze secondo i dati disponibili.
Manconi non è però una semplice prima punta. Il suo ruolo naturale è quello di ala sinistra, ma può agire anche da seconda punta e centravanti. Questa duttilità potrebbe diventare fondamentale nel calcio propositivo e di dominio che vuole attuare la Casertana.
Il suo arrivo, tuttavia, non chiuderebbe il reparto. Anzi, renderebbe ancora più evidente la necessità di un altro attaccante. Con Castelli, Manconi e Ajayi, la Casertana avrebbe tre profili, ma per una squadra che vuole competere su più fronti servirebbe almeno un’ulteriore punta di spicco, possibilmente con caratteristiche diverse dagli altri elementi presenti.
C’è poi la questione della trequarti, che merita particolare attenzione. Accursio Bentivegna, oggi, sembra il candidato principale a occupare la posizione alle spalle delle due punte qualora Espinal optasse per il 3-4-1-2. Il classe 1996 nasce però come ala sinistra e, proprio come Galletta, non è un trequartista puro. La sua qualità tecnica e la capacità di giocare tra le linee possono però permettergli di adattarsi alla posizione.
La fotografia, dunque, è quella di una squadra che ha già individuato una precisa direzione ma che necessita ancora degli ultimi ritocchi. Al momento, considerando gli arrivi ormai prossimi di Caporale, Manconi e Mehić, la Casertana sembra avvicinarsi a un organico molto più equilibrato. In difesa manca un centrale per completare realmente la linea a tre, sulle fasce serve un’alternativa a Oukhadda e soprattutto un sostituto naturale di Vezzoni, a centrocampo e sulla trequarti un’ulteriore pedina potrebbe aumentare profondità e concorrenza, mentre in attacco manca ancora una punta.
Espinal ha già iniziato a modellare la squadra secondo la propria idea di calcio e la società sta cercando di consegnargli gli interpreti giusti. La Casertana, insomma, non ha ancora finito di costruire il proprio volto. Ma i contorni cominciano a essere nitidi e quando il mercato chiuderà il cerchio, toccherà al tecnico ex Giana Erminio trasformare questi nomi in una squadra capace di far tornare a volare davvero i Falchi.

