Casertana, l’analisi della stagione 2025/26: Victor De Lucia, il falco che ha riportato orgoglio tra i pali

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Caserta (Lorenzo Torre) – La stagione della Casertana è terminata da qualche settimana, ma il sapore amaro dell’eliminazione nei playoff contro la Salernitana continua ad accompagnare i pensieri del popolo rossoblù. Perché quando un sogno si interrompe a un passo dal traguardo, serve tempo per metabolizzare. Serve tempo per accettare che una stagione importante possa finire senza il premio finale.

Eppure, proprio quando il rumore delle partite lascia spazio alle riflessioni, arriva il momento di guardarsi indietro e analizzare chi ha contribuito a riportare entusiasmo in una piazza che appena dodici mesi prima usciva da una delle stagioni più complicate degli ultimi anni.

Inizia da qui il nostro viaggio tra i protagonisti dell’annata rossoblù e non poteva che partire da lui: Victor De Lucia.

Perché ci sono giocatori che indossano una maglia e poi ci sono quelli che la vivono.

Classe 1996, nato a Santa Maria a Vico, cresciuto a pochi chilometri dal ‘Pinto’, De Lucia è arrivato all’ombra della Reggia nell’estate del 2025 dopo una stagione difficile con il Foggia. Un’annata complicata, fatta di alti e bassi, che aveva inevitabilmente lasciato qualche dubbio attorno al suo nome. Ma la Casertana e Victor si sono scelti nel momento giusto. Il club cercava un portiere affidabile, lui cercava una casa.

Le sue parole al momento della firma raccontavano già tutto.

«Indossare la maglia della mia terra è qualcosa di speciale. Vengo da una famiglia di tifosi e tanti miei amici amano i colori rossoblù. Un figlio di Caserta nella Casertana».

Non era una frase di circostanza, e lo si è capito settimana dopo settimana. Perché il numero 1 rossoblù non si è limitato soltanto a difendere la porta ma ha difeso un’appartenenza.

Lo si vedeva dopo ogni vittoria, nelle corse sotto i Distinti, nelle urla liberatorie rivolte alla Tribuna, nei pugni stretti verso il cielo. Lo si percepiva nelle interviste, nei gesti, negli sguardi. Da vicecapitano è diventato rapidamente uno dei riferimenti emotivi dello spogliatoio.

E anche quando la stagione era iniziata con qualche fisiologica incertezza, non ha mai perso la fiducia del gruppo. I numeri, col passare dei mesi, hanno iniziato a raccontare una storia diversa.

Victor è stato l’unico giocatore della Casertana a disputare tutte le 38 gare di campionato, chiudendo con 12 clean sheet e risultando il calciatore più presente della rosa rossoblù ma sarebbe riduttivo fermarsi alle statistiche.

Perché il suo campionato è stato soprattutto una successione di interventi decisivi, parate che spesso hanno pesato quanto un gol. In una squadra che ha costruito la propria identità sulla compattezza difensiva, De Lucia è stato il primo tassello di un meccanismo che ha consentito alla Casertana di chiudere al quinto posto con 66 punti e di presentarsi ai playoff da protagonista.

Basta ripensare alle tante vittorie arrivate in rimonta: Cavese, Latina, Foggia e Monopoli.

Partite nelle quali la Casertana è andata sotto nel punteggio senza mai smettere di crederci e per poter rimontare bisogna prima restare vivi. In quei momenti, spesso, c’era una mano di Victor a tenere aperta la partita.

Lo stesso vale per i playoff.

Contro l’Atalanta Under 23 è stato uno dei protagonisti silenziosi della qualificazione. Contro il Crotone ha dato sicurezza a un reparto difensivo chiamato a reggere la pressione e anche nel doppio confronto con la Salernitana ha confermato il proprio livello.

Poi è arrivato quel novantunesimo minuto all”Arechi’.

La Casertana stava spingendo con tutto quello che aveva, cercava il gol che avrebbe tenuto accesa la speranza. Era sbilanciata, scoperta, totalmente proiettata in avanti.

La ripartenza granata porta ad Ismail Achik e il pallone termina in rete sul primo palo: un episodio, un errore. Forse l’unico vero errore di un finale giocato con il cuore in mano.

Eppure nessuno a Caserta ha puntato il dito, perché il calcio è anche memoria. E la memoria dei tifosi rossoblù era ancora piena delle decine di parate che avevano permesso alla squadra di arrivare fin lì.

La reazione della piazza è stata forse il riconoscimento più grande: nessun processo, nessuna contestazione, solo comprensione.

Perché Victor De Lucia aveva già dimostrato chi fosse, lo aveva fatto per un’intera stagione, lo aveva fatto incarnando quei valori di sacrificio, appartenenza e attaccamento che a Caserta contano quasi quanto il risultato.

Non a caso, sui social del club, moltissimi tifosi lo hanno indicato tra i migliori giocatori dell’anno. Non soltanto per il rendimento tecnico, ma per quel legame speciale costruito con la città.

Le sue parole dopo l’eliminazione raccontano perfettamente il suo modo di vivere questa maglia:

«Sono profondamente orgoglioso di questa squadra. Quello che abbiamo costruito quest’anno è sotto gli occhi di tutti. Non a caso la città ha dimostrato di essere fiera di noi».

In quelle dichiarazioni c’è probabilmente il riassunto della sua stagione: orgoglio.

Adesso il futuro sembra destinato a proseguire ancora insieme. Il contratto che lega il numero 1 alla Casertana è in scadenza ma intorno a lui il club vuole continuare a costruire una parte importante del proprio progetto tecnico.

Perché alcune storie nascono per caso, altre, invece, sembrano semplicemente destinate a incontrarsi. Quella tra Victor De Lucia e la Casertana appartiene alla seconda categoria e se la stagione 2025/26 ha lasciato una certezza assoluta, è che tra i pali del ‘Pinto’ la Casertana non ha trovato soltanto un portiere.
Ha ritrovato uno dei suoi figli.

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