Caserta (Lorenzo Torre) – Novanta minuti per tenere vivo un sogno o forse qualcosa in più. La Casertana arriva all’’Arechi’ con un solo risultato possibile: vincere.
Per conquistare il Primo Turno Nazionale dei Playoff di Serie C, ai rossoblù servirà un’impresa vera: battere la Salernitana con almeno due gol di scarto.
Il 3-2 dell’andata al ‘Pinto’ ha lasciato aperto il discorso qualificazione, ma il regolamento non concede margine ai falchetti. Una vittoria con un solo gol di differenza non basterebbe: in caso di parità nel computo totale delle reti passerebbe infatti la Salernitana, forte del miglior piazzamento ottenuto in regular season. Nessun supplementare, nessun rigore, solo novanta minuti per ribaltare tutto.
Eppure, se c’è una caratteristica che la Casertana ha mostrato in questa stagione, è quella di non arrendersi mai.
I numeri raccontano di una squadra capace di reagire anche quando la partita sembra compromessa. È successo contro la Cavese, sotto dopo il gol di Francesco Orlando prima della rimonta firmata Manuel Llano, Salvatore Pezzella e Michele Vano nel 3-1 finale. È successo contro il Latina, con il vantaggio immediato di Giacomo Parigi e la risposta rossoblù costruita da Accursio Bentivegna, Jonas Heinz e Umberto Galletta.
Ancora più emblematiche le vittorie contro Foggia e Monopoli: da 2-2 al colpo decisivo di Yayah Kallon nel primo caso, da 0-1 fino al ribaltone firmato Karlo Butic nei minuti finali nel secondo.
Ma non solo vittorie, perché la Casertana ha costruito la propria identità anche nella capacità di restare viva dentro le gare. I pareggi in rimonta contro Foggia, Catania, Monopoli, Cerignola e Giugliano raccontano di una squadra che raramente smette di crederci, anche quando costretta a inseguire.
Ed è forse questo il dato che più alimenta la speranza rossoblù, anche perché dall’altra parte c’è una Salernitana che, pur forte e favorita, in stagione ha mostrato qualche crepa proprio nella gestione dei vantaggi.
Il caso più evidente resta il 2-3 interno contro il Cerignola: avanti con Andrea Ferraris e Mattia Tascone, prima del ribaltone pugliese firmato Michele Emmausso (doppietta) e Luigi Cuppone. Ancora più pesante il crollo di Potenza, dove dopo essere passata avanti sul 2-1, la squadra granata si è sciolta fino al definitivo 5-2.
E non sono mancati nemmeno pareggi dal sapore amaro: l’1-1 contro il Giugliano, dopo il vantaggio iniziale, e quello contro la Cavese, con il gol del definitivo pareggio arrivato addirittura al 90’.
Certo, l’’Arechi’ sarà un ostacolo enorme con oltre 16 mila spettatori, ambiente caldo e una Salernitana guidata da Serse Cosmi che nei novanta minuti parte nettamente favorita anche secondo i bookmaker.
Le quote parlano chiaro: vittoria granata intorno a 1.55, successo rossoblù oltre il 5.00. Ancora più netto il divario sul passaggio del turno, con la qualificazione della Casertana pagata quasi sei volte la posta.
Ma il calcio, soprattutto nei playoff, ha spesso poca memoria delle percentuali e la storia del derby racconta che, quando sembrava impossibile, la Casertana è già riuscita a ribaltare tutto.
La storia racconta che la Casertana ha già saputo colpire la Salernitana nei momenti pesanti. Nel 1985/86 i falchetti si imposero 3-1 nel derby, mentre nella stagione 1984/85 strappano un pareggio per 1-1 a Salerno. Stasera serve una prova dello stesso carattere.
Perché all’Arechi non basterà giocare bene, servirà resistere, soffrire e colpire. Servirà crederci anche quando sembrerà troppo difficile, perché certe partite non le vince chi parte favorito. Le vince chi trova il coraggio di restare in piedi quando tutto sembra perduto.

