Casertana, Roberto Stellone è il nuovo allenatore: una scelta tra esperienza e rilancio

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– Dopo l’esonero di Vinicio Espinal, la Casertana riparte da Roberto Stellone: un tecnico che conosce bene la Serie C e le piazze chiamate a vincere

– Contratto fino al 30 giugno con rinnovo automatico al 2028 in caso di promozione in B.

Caserta (Lorenzo Torre) – Dalla ricerca di un’identità alla necessità di ritrovarla. La Casertana cambia guida tecnica e affida la propria panchina a Roberto Stellone, chiamato a raccogliere una squadra reduce dall’esonero di Vinicio Espinal e da due sconfitte consecutive. La classifica, nonostante tutto, non è da rifondazione: dodici punti in otto giornate. Il problema era diventato il modo in cui quei punti erano arrivati e, soprattutto, la sensazione di una squadra ancora lontana dall’esprimere con continuità le proprie potenzialità.

Stellone arriva dunque in un contesto particolare, ma con un curriculum che parla di calcio professionistico ad alto livello. Romano, classe 1977, ex attaccante e tecnico con licenza UEFA Pro, ha costruito la parte più importante della propria carriera sulla panchina del Frosinone. Tra il 2012 e il 2016 ha guidato i ciociari dalla Lega Pro alla Serie A, conquistando due promozioni consecutive e portando il club alla sua prima storica partecipazione nella massima serie. Per quel percorso ha ricevuto anche la Panchina d’Oro di Prima Divisione e la Panchina d’Argento di Serie B.

È però negli anni più recenti che il nuovo allenatore della Casertana ha costruito un profilo particolarmente interessante per la Serie C. Alla Vis Pesaro è arrivato nel marzo 2024, contribuendo immediatamente alla salvezza ai playout. Poi il salto di qualità: sesto posto nella stagione 2024/25, playoff fino al secondo turno nazionale e nuova qualificazione agli spareggi promozione nel 2025/26. Il bilancio complessivo è di 89 partite, 31 vittorie, 29 pareggi e 29 sconfitte, con una media di 1,37 punti a gara.

Numeri che raccontano un allenatore lontano dagli estremi. Stellone non è il tecnico del possesso fine a se stesso e nemmeno quello che costruisce le proprie squadre esclusivamente sull’istinto offensivo. Il suo calcio tende all’equilibrio, alla verticalità e alla ricerca rapida delle punte. Nell’ultima esperienza il sistema più ricorrente è stato il 3-4-1-2, con diverse varianti a seconda degli interpreti e delle necessità della gara.

Ed è forse proprio questo il primo elemento di continuità con la Casertana che eredita.

La difesa a tre non sarà quindi una rivoluzione. Stellone può partire da una struttura già conosciuta dalla squadra e intervenire soprattutto sui meccanismi, sulle distanze e sull’interpretazione dei ruoli. La differenza potrebbe arrivare nell’equilibrio tra centrocampo e attacco: il trequartista alle spalle delle due punte è una delle soluzioni che il tecnico ha utilizzato maggiormente nell’ultima parte della propria carriera, mentre la presenza di due riferimenti offensivi resta una costante della sua idea.

Non è difficile, quindi, immaginare una Casertana che continui a svilupparsi attraverso la difesa a tre, ma con una interpretazione differente rispetto a quella di Espinal. Meno ricerca dell’identità attraverso il sistema e maggiore attenzione all’efficacia delle singole situazioni: uscita del pallone, transizioni, occupazione degli spazi e gestione del vantaggio.

Perché se c’è una caratteristica che torna nella carriera di Stellone è proprio la capacità di lavorare sulle situazioni concrete della partita: alla Vis Pesaro ha costruito una squadra capace di competere senza avere necessariamente l’obbligo di dominare attraverso il possesso. Nella sua idea di calcio contano molto la compattezza e la capacità di attaccare rapidamente una volta recuperato il pallone. È un approccio che potrebbe sposarsi con dei falchetti che hanno già mostrato di avere qualità quando trova campo, ma che hanno sofferto proprio nei momenti in cui doveva controllare la gara.

C’è poi l’aspetto umano: Stellone è arrivato in panchina molto presto, subito dopo il ritiro dal calcio giocato nel 2011. Da allora ha attraversato piazze differenti, Serie B e Serie C, momenti di pressione e situazioni nelle quali era necessario rimettere insieme i pezzi. Palermo, Bari, Reggina, Arezzo, Benevento e Ascoli sono tappe molto diverse, ma tutte hanno contribuito a costruire un allenatore abituato a lavorare in ambienti nei quali la componente psicologica pesa quanto quella tattica.

Il neotecnico, arriva dopo un esonero che ha lasciato una domanda precisa: quanto vale davvero questa Casertana? Espinal non era riuscito a dare una risposta definitiva. Toccherà al romano provare a trovarla, lavorando su una rosa che in estate era stata costruita per obiettivi importanti e che, nonostante i dodici punti raccolti, ha bisogno soprattutto di ritrovare certezze.

Roberto Stellone porta con sé esperienza, una storia di promozioni, playoff, grandi piazze e un’idea tattica già compatibile con parte del materiale a disposizione. Adesso, però, dovrà trasformare tutto questo in campo, la Casertana riparte da lui e stavolta il vero obiettivo non sarà soltanto vincere qualche partita in più ma dare finalmente una direzione a una squadra che, negli ultimi tempi, quella direzione l’aveva smarrita.