– Grande partecipazione ieri sera per il cantautore napoletano, protagonista al Teatro al Borgo di un viaggio intenso tra canzone d’autore, sonorità mediterranee e radici partenopee. Oggi, sabato 26 settembre, il festival diretto da Massimiliano Gallo prosegue con numerosi appuntamenti diffusi nel borgo medievale e con il concerto dei Taranterrae
– Alle 20.30 la formazione nata proprio a Casertavecchia nel 1996 torna simbolicamente alle origini con «Il soffio della Tradizione, 30 anni in festa». Domani spazio al cinema con «Il bene comune», film scritto, diretto e interpretato da Rocco Papaleo, preceduto da trekking, auto storiche e teatro itinerante
Caserta (Redazione) – La voce ruvida e profonda di Enzo Gragnaniello, le pietre antiche di Casertavecchia e una notte nella quale la musica ha ritrovato il sapore delle proprie radici. La quinta giornata di Settembre al Borgo ha consegnato al pubblico uno dei momenti più intensi della 54ª edizione della manifestazione, diretta da Massimiliano Gallo.
Ieri sera il cantautore napoletano ha portato al Teatro al Borgo «Veleno, Mare e Ammore», accompagnando gli spettatori dentro un universo musicale nel quale Napoli incontra il Mediterraneo e la canzone d’autore diventa racconto di identità, sentimenti, lontananze e appartenenza.
Un concerto accolto con grande calore dal pubblico, che ha seguito Enzo Gragnaniello in un percorso costruito attraverso la forza della parola e quella sonorità immediatamente riconoscibile che ne ha segnato la lunga carriera artistica.
Accanto a lui Piero Gallo alla mandolina, Erasmo Petringa al violoncello e al basso e Marco Caligiuri alle percussioni. Una formazione capace di dare al concerto una dimensione essenziale e insieme evocativa, lasciando alla voce e alle melodie il compito di attraversare il silenzio del borgo.
Archiviata la serata dedicata a Enzo Gragnaniello, Settembre al Borgo cambia registro senza abbandonare il filo delle radici.
Questa sera, sabato 26 settembre, alle 20.30, il Teatro al Borgo allestito di fronte alla Cappella di San Rocco accoglierà infatti i Taranterrae con «Il soffio della Tradizione, 30 anni in festa».
Un anniversario che assume un significato particolare proprio per il luogo scelto per celebrarlo.
I Taranterrae nacquero nel 1996 tra le pietre di Casertavecchia e, trent’anni dopo, tornano nel borgo per festeggiare un percorso interamente dedicato alla ricerca e alla valorizzazione della musica popolare di Terra di Lavoro e dell’Italia meridionale.
Alla base del progetto vi è una lunga attività di ricerca condotta incontrando contadini e suonatori e recuperando canti, ritmi e testimonianze della tradizione orale.
Tarantelle, tammurriate, ballarelle, villanelle e canti rituali hanno così costruito negli anni un repertorio nel quale la memoria non viene semplicemente conservata, ma reinterpretata e restituita al presente.
Tammorre, organetti, chitarre battenti e voci polifoniche saranno protagonisti di un concerto pensato come una grande festa collettiva.
«Abballate, abballate: concerto di voci dimenticate» ripercorrerà tre decenni di attività attraverso musiche tramandate di generazione in generazione, recuperando quella dimensione comunitaria che costituisce una delle espressioni più autentiche della tradizione popolare.
Nel 2008 il gruppo ha pubblicato l’album «’O primme figlio», affiancando nel tempo all’attività concertistica anche laboratori e iniziative di educazione musicale.
Il trentennale diventa dunque qualcosa di più di una ricorrenza: un ritorno alle origini e, contemporaneamente, un passaggio di testimone verso le generazioni future.
La sesta giornata di Settembre al Borgo accompagnerà il pubblico già dal pomeriggio.
Per l’intera giornata proseguiranno «Caserta in mostra», tra piazza Vescovado e i Giardini della Cattedrale, e «Le Sette Sorelle» di Marialaura Balestra nella Chiesa dell’Annunziata.
Alle 16 partirà il fototour itinerante «Scatti da favola» con il fotografo Pasquale Cerreto, mentre alle 18.30 il borgo farà da scenario al corteo storico «Fantasie d’Epoca», seguito dallo spettacolo teatrale «Syffridina».
Alle 19 piazza Vescovado ospiterà «Aperitivo al Borgo», con musica dal vivo e dj set, preludio al concerto serale dei Taranterrae.
La programmazione proseguirà domani, domenica 27 settembre, quando cinema, teatro, escursionismo e motori accompagneranno il pubblico verso un’altra giornata particolarmente articolata.
Alle 8 prenderà il via «Fabulae Tifatinae», trekking sui monti Tifatini curato dal Cai Caserta. Alle 10.30 «Fabulae a motore» porterà nel borgo le automobili antiche e moderne di Caserta Corse Evolution, con partenza e arrivo in piazza Vescovado.
Nel pomeriggio spazio al teatro itinerante con «Storie e leggende di Casa Hirta» della compagnia La Mansarda Teatro dell’Orco, un viaggio tra racconti, personaggi e suggestioni legati alla storia di Casertavecchia.
Alle 19 tornerà «Aperitivo al Borgo», prima dell’appuntamento cinematografico delle 20.30 al Teatro al Borgo.
Sul grande schermo arriverà «Il bene comune», film del 2026 scritto, diretto e interpretato da Rocco Papaleo.
La storia segue Biagio, guida del Parco nazionale del Pollino, e Raffaella, attrice impegnata in una casa di accoglienza, durante il viaggio di quattro detenute verso un secolare pino loricato. Un cammino che diventa progressivamente esperienza di condivisione e trasformazione.
Nel cast, accanto a Rocco Papaleo, figurano Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo e Vanessa Scalera.
Per le serate del Teatro al Borgo continuerà inoltre a essere disponibile il servizio gratuito di baby parking della Ludoteca Winnie Land, attivo dalle 19 fino alla conclusione degli eventi.
Settembre al Borgo è finanziato dalla Regione Campania attraverso l’Accordo Regionale per la Coesione, organizzato dal Comune di Caserta e realizzato dalla Fabbrica Audiovisiva Napoletana. La direzione artistica di Massimiliano Gallo accompagna un’edizione costruita come racconto diffuso tra musica, teatro, cinema, arte e memoria.
E proprio la memoria sembra unire idealmente le due serate di questo fine settimana: ieri la Napoli profonda e mediterranea raccontata dalla voce di Enzo Gragnaniello, questa sera le radici popolari di Terra di Lavoro custodite e rinnovate dai Taranterrae.
Due linguaggi differenti, una medesima necessità: affidare alla musica ciò che il tempo rischierebbe di disperdere e permettere alle radici di continuare a parlare al presente.
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