– Dal 22 al 25 ottobre la terza edizione del festival propone oltre trenta appuntamenti a ingresso gratuito tra incontri, cinema, laboratori, mostre, esplorazioni e sapori. Il tema scelto per il 2026 è «Il nuovo mediterraneismo»
– Tra gli ospiti il regista Alberto Palmiero e le giornaliste e scrittrici Annalisa Camilli, Nadeesha Uyangoda e Barbara D’Acierno. Spazio anche all’artigianato, alle produzioni locali e all’accessibilità, con iniziative realizzate insieme all’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti
Caserta (Michele D’Errico) – Quattro giornate dedicate all’arte, alla musica, alla cultura e al confronto tra sensibilità differenti, nella suggestiva cornice del borgo medievale di Casertavecchia. Dal 22 al 25 ottobre torna il Chimera Fest, manifestazione giunta alla terza edizione che trasformerà uno dei luoghi più caratteristici della provincia casertana in uno spazio di incontro, creatività e partecipazione collettiva.
Oltre trenta appuntamenti, tutti a ingresso gratuito, animeranno il borgo attraverso un programma multidisciplinare concepito per coinvolgere pubblici di diverse età e interessi, intrecciando linguaggi artistici, riflessioni culturali ed esperienze condivise.
Dopo aver approfondito, nelle precedenti edizioni, i temi dell’accessibilità e della sostenibilità, il festival sceglie quest’anno di interrogarsi sul significato del Mediterraneo, individuando nel «nuovo mediterraneismo» il filo conduttore dell’intera programmazione.
Una scelta che supera la semplice dimensione geografica per affrontare il valore storico, sociale e culturale di un mare che, nel corso dei secoli, ha rappresentato uno dei principali luoghi di incontro e confronto tra civiltà.
Il Mediterraneo, infatti, non costituisce soltanto uno spazio fisico compreso tra Europa, Africa e Asia, ma un universo di relazioni umane, trasformazioni economiche, contaminazioni artistiche e tensioni politiche che hanno contribuito a definire l’identità dei popoli affacciati sulle sue coste.
La terza edizione del Chimera Fest intende approfondire proprio questa complessità, offrendo occasioni di riflessione sulle migrazioni, sulle appartenenze culturali, sui conflitti e sulle prospettive di convivenza che caratterizzano una regione da millenni al centro delle trasformazioni della storia.
Il programma si articola in sette sezioni: Parole, Visioni, Musica, Laboratori, Mostre, Esplorazioni e Sapori.
Una proposta che attraversa differenti forme di espressione e conoscenza, con l’obiettivo di rendere la cultura accessibile e favorire il dialogo tra artisti, studiosi, cittadini e visitatori.
Tra gli ospiti più attesi figura il regista Alberto Palmiero, che incontrerà il pubblico per un confronto sul proprio percorso cinematografico e sul film d’esordio «Tienimi Presente».
Particolare rilievo assume la sezione Parole, dedicata al dibattito culturale e all’approfondimento di alcune delle questioni più significative della contemporaneità.
Protagoniste saranno, tra le altre, Annalisa Camilli, Nadeesha Uyangoda e Barbara D’Acierno, giornaliste e scrittrici impegnate nell’analisi di temi quali le migrazioni, l’identità culturale, le questioni di genere e i diritti sociali.
I loro contributi offriranno l’opportunità di osservare il Mediterraneo attraverso prospettive differenti, mettendo in relazione esperienze individuali e processi collettivi, storie personali e grandi trasformazioni sociali.
L’intento è promuovere una conoscenza che nasca dall’ascolto e dal confronto, riconoscendo nella pluralità delle culture non un elemento di divisione, ma una risorsa per comprendere il presente.
Accanto agli incontri e alle iniziative artistiche, il festival ospiterà anche il Chimera Market, uno spazio dedicato ad artisti, artigiani e produttori, con esposizioni, vendita diretta e degustazioni.
Un’occasione pensata anche per le famiglie, che potranno avvicinarsi alle produzioni creative e alle eccellenze del territorio, vivendo il borgo attraverso esperienze capaci di coniugare cultura, socialità e valorizzazione delle tradizioni.
Un’attenzione particolare sarà riservata all’inclusione.
Pur avendo individuato nel nuovo mediterraneismo il tema principale dell’edizione 2026, il Chimera Fest continuerà infatti a sviluppare il percorso dedicato all’accessibilità, grazie anche alla collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.
Sono previste iniziative finalizzate a rendere l’esperienza culturale fruibile a un pubblico quanto più ampio possibile, nella convinzione che la partecipazione alla vita artistica e sociale debba rappresentare un’opportunità concreta per tutti.
Un impegno che conferma la volontà degli organizzatori di costruire una manifestazione capace di riconoscere le differenti esigenze delle persone e di superare gli ostacoli che possono limitarne la partecipazione.
Il Chimera Fest 2026 è un progetto di La Finestra Community Hub, promosso e organizzato da Itinerari Paralleli Ets, realtà del Terzo settore impegnata nello sviluppo territoriale attraverso iniziative e progetti di innovazione socioculturale.
La manifestazione è realizzata con il sostegno di Bper Banca, Vanessa Sound, Pastificio Di Martino e altri partner, attraverso la collaborazione di associazioni e istituzioni culturali.
La scelta di Casertavecchia come scenario dell’iniziativa assume un significato che va oltre il fascino architettonico del luogo.
Il borgo medievale diventa infatti parte integrante dell’esperienza, offrendo un contesto nel quale la memoria storica incontra i linguaggi della contemporaneità e il patrimonio monumentale si apre a nuove forme di partecipazione.
Con oltre trenta eventi gratuiti distribuiti nell’arco di quattro giornate, il festival si propone anche come un’opportunità di promozione territoriale, capace di richiamare visitatori e contribuire alla vitalità culturale ed economica dell’area.
Il valore del Chimera Fest risiede proprio nella capacità di trasformare un luogo ricco di storia in uno spazio di confronto sul futuro, nel quale le differenze diventano occasioni di conoscenza e la cultura assume una dimensione autenticamente collettiva.
Casertavecchia si prepara così ad accogliere non soltanto un calendario di appuntamenti, ma un’esperienza che invita a riscoprire il Mediterraneo come patrimonio condiviso di storie, identità e relazioni.
Un mare che, pur attraversato da contraddizioni e conflitti, continua a ricordare quanto il dialogo tra i popoli rappresenti una delle espressioni più preziose della civiltà.

