Secondo fonti del Ministero della Giustizia, via Arenula sarebbe orientata a rinnovare il regime di carcere duro per l’esponente anarchico. Il provvedimento attuale scadrà il prossimo 4 maggio.
Roma ( di Domenico Panetta) – Il regime di “carcere duro” per Alfredo Cospito si avvia verso una conferma. Sebbene non ci sia ancora un atto formalizzato, diverse fonti interne al Ministero della Giustizia indicano che la strada tracciata sia quella della proroga del 41 bis per l’anarchico pescarese, attualmente detenuto nel carcere di Sassari.
Il decreto attualmente in vigore scadrà ufficialmente il 4 maggio. Secondo la procedura, la decisione sulla permanenza nel regime differenziato deve essere presa a ridosso della scadenza attraverso un nuovo decreto ministeriale. Qualora la proroga venisse confermata, Cospito resterebbe soggetto alle restrizioni del carcere duro per altri due anni.
È bene ricordare che il rinnovo del 41 bis non è mai un atto automatico. La legge prevede che il Guardasigilli verifichi la sussistenza di requisiti specifici. In particolare, si valuta se il detenuto: Mantenga ancora la capacità di inviare ordini o messaggi verso l’esterno. Abbia legami operativi attivi con organizzazioni criminali o terroristiche (nel caso di Cospito, la galassia della FAI-FRI, la Federazione Anarchica Informale).
Alfredo Cospito è stato il primo esponente del movimento anarchico a essere sottoposto al regime previsto dall’articolo 41-bis dell’ordinamento penitenziario, una decisione che in passato ha sollevato accesi dibattiti politici, manifestazioni di piazza e un lungo sciopero della fame da parte del detenuto.
Nelle prossime settimane, la palla passerà definitivamente al Ministro della Giustizia che, sulla base delle relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e degli organi di sicurezza, dovrà firmare il documento definitivo.

