Caso CyberLeek: la ricostruzione degli ultimi sviluppi tra fatti confermati, indiscrezioni e rumour

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– Negli ultimi giorni il caso CyberLeek è esploso in una quantità di sviluppi, dichiarazioni e contro-dichiarazioni tali da rendere difficile distinguere i fatti accertati dai rumor e dalle ricostruzioni circolate online.

– Parallelamente, è diventata sempre più evidente la componente economica dell’operazione. CyberLeek ha pubblicizzato la possibilità di acquistare spazi pubblicitari o contatti per circa 165.000 dollari in criptovalute

– La novità più significativa è però arrivata ieri, 26 agosto, quando Rockstar ha finalmente rotto il silenzio con un messaggio rivolto direttamente ai fan

USA/Mondo (Massimiliano Esposito)Come prevedibile, negli ultimi giorni il caso CyberLeek è esploso in una quantità di sviluppi, dichiarazioni e contro-dichiarazioni tali da rendere difficile distinguere i fatti accertati dai rumour e dalle ricostruzioni circolate online. È stato quindi ritenuto necessario un secondo articolo di recap sulla vicenda che provi a mettere ordine, ricostruendo l’evoluzione della vicenda e separando ciò che è confermato da ciò che rimane soltanto possibile o non verificato.

Dopo i primi filmati di GTA VI, CyberLeek ha continuato a pubblicare nuovo materiale apparentemente proveniente da una build giocabile, arrivando a mostrare Jason e Lucia, ambientazioni, attività e contenuti sempre più vicini alla storia, fino a iniziare a minacciare veri e propri spoiler narrativi. Tra i leak più curiosi c’è anche quello ambientato in un negozio di videogiochi, “Game Horde,” dove compaiono copie fisiche e riferimenti alla cosiddetta “ownership”: non è assolutamente una prova che GTA VI uscirà su disco (anche perché il negozio in-game è a quanto pare un negozio di giochi retrò), ma la scelta di mostrare proprio questo negozio sembra chiaramente pensata per rafforzare la battaglia dichiarata da CyberLeek contro il modello completamente digitale.

Parallelamente, è diventata sempre più evidente la componente economica dell’operazione. CyberLeek ha pubblicizzato la possibilità di acquistare spazi pubblicitari o contatti per circa 165.000 dollari in criptovalute, trasformando l’enorme pubblico generato dai leak in una possibile fonte di guadagno; poco dopo, però, l’hacker stesso ha bruciato circa 270 milioni di token $CYBERLEEK, per un valore superiore al milione di dollari, sostenendo così di voler dimostrare che l’operazione non fosse semplicemente una truffa finanziaria. Il burn è verificabile come transazione, mentre le motivazioni che lo hanno determinato restano, naturalmente, una questione di interpretazione: non cancella il fatto che CyberLeek abbia inizialmente cercato di monetizzare l’attenzione.

Sul fronte Rockstar, nonostante voci secondo le quali Discord avrebbe smentito di essere stata contattata, la casa editrice Take-Two ha effettivamente presentato richieste giudiziarie per ottenere informazioni utili a identificare chi si nasconde dietro i leak, coinvolgendo sia Discord stessa che Microsoft, come precedentemente riportato. Discord in realtà ha solo dichiarato di non aver ancora ricevuto formalmente alcuna citazione o notifica ufficiale, nonostante la richiesta depositata da TakeTwo in tribunale.

Quanto ai commenti di Rockstar sull’impatto dei leak, l’azienda non ritiene che il materiale abbia compromesso sviluppo o lancio, mentre un ex dirigente dello studio ha pubblicamente definito il caso sostanzialmente trascurabile dal punto di vista commerciale. In ogni caso, il gioco non è stato rinviato né anticipato e l’Extended Look ufficiale previsto per oggi 27 agosto (alle 21:00) è rimasto in programma.

La novità più significativa è però arrivata ieri, 26 agosto, quando Rockstar ha finalmente rotto il silenzio con un messaggio rivolto direttamente ai fan. Lo studio ha definito i leak “heartbreaking” per il team e si è detto dispiaciuto soprattutto perché il materiale diffuso sta togliendo ai giocatori la possibilità di scoprire GTA VI nel modo in cui gli sviluppatori avevano immaginato. È un comunicato molto diverso da una risposta aggressiva al leaker: Rockstar non ha rilanciato pubblicamente le sue richieste né trasformato CyberLeek nel protagonista, ma ha cercato di riportare l’attenzione sul rapporto con i fan e sull’esperienza che il team sta ancora cercando di offrire. E quasi ironicamente, mentre Rockstar pubblicava il suo messaggio, è comparso un ulteriore leak: il confronto è ormai diventato apertamente una guerra per il controllo della narrazione. Rockstar punta sull’Extended Look ufficiale di stasera per riprendersi il controllo della presentazione del gioco; CyberLeek, invece, continua a dimostrare di poter anticipare quei contenuti e minaccia di spingersi sempre più verso gli spoiler della storia.

In sostanza, il caso è passato in pochi giorni da violazione di sicurezza a crisi di marketing, poi a scontro ideologico sulla proprietà digitale e infine a una vera e propria battaglia per il controllo dell’esperienza di scoperta di GTA VI. La grande incognita rimane ancora la stessa: chi è realmente CyberLeek, come è riuscito ad accedere alla build giocabile e quanto materiale possiede ancora?

Per quanto riguarda l’identità del leaker, le tracce che erano emerse nei giorni precedenti avevano portato alcuni investigatori della community a ipotizzare che CyberLeek potesse essere un tedesco o svizzero sulla trentina, sulla base di vecchi account su forum di cybersecurity in lingua tedesca, dell’uso ricorrente di certe espressioni e di infrastrutture riconducibili a un provider tedesco; tuttavia queste erano soltanto indicazioni circostanziali e non un’identificazione ufficiale.

Negli ultimi giorni sta circolando la notizia che un cittadino tedesco sospettato di essere CyberLeek sia stato arrestato, ma al momento non si trovano conferme credibili della notizia, né da parte della polizia tedesca, né delle autorità statunitensi, né da parte di Rockstar o di Take-Two. Le principali testate che hanno seguito il caso continuano a descrivere l’identità del leaker come non accertata. È quindi possibile che la notizia sia un rumor derivato da queste vecchie piste investigative e dal fatto che il leaker sia in silenzio da 24 ore (che potrebbero sembrare poche, ma il leaker negli ultimi giorni è stato molto attivo e mai in silenzio così a lungo).

Di conseguenza, anche le notizie recentissime su presunte manifestazioni per chiederne la liberazione vanno trattate con cautela: non avendo una conferma affidabile dell’arresto, non c’è al momento una base solida per parlare di un vero movimento di protesta nato per ottenere la sua scarcerazione.

CyberLeek aveva effettivamente cercato di trasformare la propria attività in una forma di mobilitazione, arrivando a incoraggiare i sostenitori a protestare fisicamente davanti agli uffici Rockstar, ma questo è diverso dal dire che esistano manifestazioni organizzate per liberare un hacker arrestato. Se nelle prossime ore emergerà una conferma ufficiale dell’arresto, sarebbe però un passaggio enorme nella vicenda, perché trasformerebbe per la prima volta CyberLeek da identità anonima e sostanzialmente virtuale in un’indagine penale con un sospettato concreto, aprendo anche la possibilità di capire finalmente come sia stata ottenuta la build di GTA VI.

AstraNews continuerà a seguire il caso e fornire aggiornamenti. Pubblicheremo inoltre un articolo con il recap di tutte le feature del gioco mostrate in via ufficiale nell’Extended Look di stasera.