– Il Garante dei detenuti della Provincia di Caserta chiede al prefetto una verifica sulla questione del Centro Studi Officina Volturno di Castel Volturno.
– Al Centro, la destinazione dell’immobile e il rispetto delle finalità del finanziamento pubblico, con l’obbiettivo di restituire ai giovai uno spazio di opportunità e legalità.
Castel Volturno (Redazione) – Don Salvatore Saggiomo, chiede una verifica istituzionale immediata sulla vicenda del Centro Studi Officina Volturo e rivolge un appello al Prefetto, affinché venga promosso un confronto con il Commissario Straordinario del Comune di Castel Volturno , coinvolgendo la Regione Campania e le realtà associative del territorio.
Al centro della richiesta c’è la necessità di fare chiarezza sulla destinazione originaria del P.A.G (Piano di azione Giovani Sicurezza e Legalità, sulle modalità di utilizzo attuali dell’immobile e sul rispetto delle finalità per le quali è stato realizzato.
Don Saggiomo chiede formalmente al prefetto di valutare la convocazione di un tavolo istituzionale al quale debbono prendere parte il commissario straordinario e i rappresentanti degli enti competenti, Tommaso Morlando, presidente del Centro Studio Officina Volturno e Antonio Casaccio, direttore responsabile di Magazine Informare.
L’obiettivo è quello di verificare gli atti amministrativi e accertare la compatibilità dell’attuale utilizzo dell’immobile con la sua destinazione originaria e individuare le soluzioni concrete affinché il centro possa rappresentare un’opportunità per i giovani di Castel Volturno nel rispetto della legge e dei vincoli legati al finanziamento pubblico.
Non c’è nessuna intenzione di alimentare polemiche, ma affrontare una questione che riguarda il rapporto tra istituzioni giovani e territorio, evidenziando l’importanza di garantire alle Associazioni impegnate nella formazione delle nuove generazioni interlocutori istituzionali disponibili all’ascolto e al confronto.
Il garante si è inoltre detto disponibile al partecipare personalmente all’incontro, ribadendo la prevenzione della devianza e dell’esclusione sociale deve partire dalla creazione di opportunità concrete, soprattutto per i giovani che vivono in questi contesti complessi
«Salvare i giovani significa fare scelte concrete. Significa offrire spazi, sostenere le associazioni e trasformare le dichiarazioni sulla legalità in opportunità reali. Ai giovani di Castel Volturno non servono altre promesse: servono risposte, responsabilità e fatti».

