Castel Volturno (Carlo Pascarella) – Tra le luci dei grandi palcoscenici e le ombre che per anni hanno avvolto molte sale teatrali della provincia italiana, esistono storie capaci di raccontare una rinascita autentica. Sono percorsi costruiti senza clamore, alimentati dalla determinazione di chi continua a credere che la cultura rappresenti uno strumento di crescita civile prima ancora che un’opportunità economica. È in questo scenario che si colloca l’esperienza di Luigi Esposito, fondatore e direttore di El Primero Produzioni, realtà che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante nel panorama teatrale campano.
Da Castel Volturno (Villaggio Coppola), dove ha sede il quartier generale dell’azienda, Esposito coordina una rete organizzativa che coinvolge collaboratori, operatori culturali, tecnici e professionisti impegnati quotidianamente nella costruzione di cartelloni, rassegne e progetti artistici destinati a numerosi teatri del territorio.
Quella che in passato era una semplice attività di distribuzione di spettacoli si è progressivamente trasformata in una vera e propria impresa culturale, capace di dialogare con artisti di rilievo nazionale e di contribuire alla valorizzazione di strutture che rischiavano di perdere il proprio ruolo nel tessuto sociale delle comunità locali.
«Abbiamo scelto una strada diversa rispetto a quella seguita da molti altri operatori del settore», racconta Esposito. «Invece di concentrarci esclusivamente nelle grandi città abbiamo deciso di investire nelle periferie, nei centri più piccoli, nei luoghi dove il teatro stava lentamente scomparendo. È stata una scommessa difficile ma i risultati ci stanno dando ragione».
Una scelta che ha richiesto coraggio imprenditoriale, capacità organizzativa e una profonda conoscenza del territorio.
«Quando siamo arrivati in alcune realtà», prosegue il direttore di El Primero Produzioni, «abbiamo trovato strutture che da anni non ospitavano una programmazione continuativa. Molti pensavano che fosse impossibile riportare il pubblico a teatro. Noi invece abbiamo creduto che la qualità dell’offerta potesse fare la differenza».
L’attività della società si fonda oggi su una rete di collaboratori dedicati ai singoli teatri e su un’organizzazione che segue ogni fase della progettazione culturale, dalla selezione degli artisti alla promozione degli eventi.
Particolarmente significativo è il livello degli interpreti inseriti nel roster della struttura. Tra i nomi più rappresentativi figurano Francesco Paolantoni, Barbara Foria, Francesco Di Leva, Gabriele Cirilli, Simone Schettino, Giobbe Covatta, Mariano Bruno, Francesco Albanese, Ciro Villano, Rosario Minervini e Ciro Esposito.
«Negli ultimi anni abbiamo ampliato notevolmente il nostro parco artisti», sottolinea Luigi Esposito. «La nostra volontà è stata quella di elevare ulteriormente il livello della proposta, offrendo al pubblico spettacoli capaci di coniugare intrattenimento, qualità e contenuti».
Dietro questo percorso vi è una filosofia precisa, costruita nel tempo attraverso relazioni professionali solide e una visione che mette il teatro al centro della vita delle comunità.
«Il successo non nasce per caso», osserva il produttore. «Bisogna instaurare rapporti di fiducia con gli artisti, con i teatri e soprattutto con gli spettatori. Quando il pubblico percepisce serietà e professionalità, risponde con entusiasmo».
Oggi El Primero Produzioni segue numerose strutture distribuite tra Caserta, Napoli e l’area metropolitana. Tra queste figurano il Teatro Ariston di Mondragone, il Teatro Sant’Aniello di Castel Volturno, il Teatro Corallo, l’Auditorium Sorrentino di Saviano, il Teatro Ariston di Marcianise, il MAV di Ercolano e il Teatro Pierrot di Ponticelli.
Un patrimonio culturale che il fondatore della società considera una responsabilità oltre che un’opportunità professionale.
«Ogni teatro ha una propria identità e una propria storia. Il nostro compito consiste nel valorizzarla senza snaturarla. Non imponiamo modelli preconfezionati. Cerchiamo piuttosto di comprendere le esigenze del territorio e costruire proposte coerenti con il pubblico di riferimento».
Particolarmente interessante appare il rapporto instaurato con i proprietari e i gestori delle strutture.
«In molti casi non ci limitiamo a fornire spettacoli. Costruiamo insieme una strategia culturale. Condividiamo obiettivi, idee e prospettive. Mi piace coinvolgere direttamente i titolari perché il teatro deve essere sentito come una casa comune e non come una semplice attività commerciale».
L’attenzione verso il territorio emerge con forza anche quando Esposito affronta il tema delle difficoltà economiche che caratterizzano molte realtà teatrali.
«Gran parte dei teatri di provincia non beneficia di sovvenzioni significative. Questo genera comprensibilmente timori e prudenza. Investire decine di migliaia di euro in una stagione teatrale senza garanzie rappresenta una scelta impegnativa».
Da qui nasce il lavoro di accompagnamento svolto da El Primero Produzioni.
«Cerchiamo di dimostrare che una programmazione ben costruita può funzionare anche in contesti apparentemente difficili. Il pubblico esiste. Bisogna soltanto offrirgli contenuti credibili e organizzati con professionalità».
Tra gli aspetti che più hanno contribuito alla crescita della società vi è la capacità di restituire centralità a strutture che sembravano destinate a una lenta marginalizzazione. Un’opera di recupero culturale che ha prodotto benefici non soltanto per il comparto dello spettacolo ma anche per il tessuto sociale dei territori coinvolti.
«Quando un teatro riapre davvero le proprie porte alla città», evidenzia il direttore di El Primero Produzioni, «non si limita a ospitare spettacoli. Diventa un luogo di incontro, confronto e aggregazione. È questo il risultato che ci rende maggiormente orgogliosi».
Uno dei passaggi più significativi della conversazione riguarda il rapporto tra teatro e comunicazione digitale.
Secondo Esposito, l’avvento dei social network ha modificato profondamente il settore dello spettacolo.
«Oggi assistiamo a fenomeni impensabili fino a pochi anni fa. Alcuni personaggi riescono a riempire sale intere grazie alla loro notorietà online. È una trasformazione che va osservata senza pregiudizi».
Tuttavia il produttore individua una differenza sostanziale tra il successo momentaneo e la costruzione di una carriera duratura.
«Tutti hanno il diritto di lavorare e di esprimersi artisticamente. Tuttavia resto convinto che alla lunga emerga sempre chi possiede una preparazione autentica. La cultura, lo studio e l’esperienza rappresentano valori che non possono essere sostituiti dalla semplice visibilità».
Una riflessione che richiama il significato più profondo del teatro come luogo di formazione, crescita e confronto.
«Le mode cambiano rapidamente», aggiunge Esposito. «L’arte vera invece continua a parlare alle persone anche dopo molti anni. È questo che dobbiamo preservare».
Nel frattempo la macchina organizzativa di El Primero Produzioni continua a guardare avanti. I cartelloni della stagione 2026-2027 risultano già definiti da tempo e nuovi progetti sono in fase di sviluppo.
«Vogliamo ampliare ulteriormente il nostro raggio d’azione», rivela il direttore. «L’obiettivo è iniziare a programmare strutture anche fuori dalla Campania, consolidando una presenza nazionale senza perdere il legame con le nostre radici».
Una prospettiva che testimonia la maturità raggiunta dall’azienda e la volontà di continuare a investire in un modello culturale che negli anni ha saputo conquistare credibilità.
«Siamo soddisfatti di ciò che abbiamo costruito», conclude Luigi Esposito. «Naturalmente desideriamo continuare a crescere, ma senza rinunciare ai principi che ci hanno accompagnato fin dall’inizio».
In un tempo dominato dalla velocità, dall’effimero e dalla comunicazione istantanea, l’esperienza di El Primero Produzioni racconta una storia diversa. È la vicenda di chi ha scelto di investire nella forza delle idee, nella qualità artistica e nella centralità delle comunità locali. Una visione che ha consentito a numerosi palcoscenici di ritrovare una voce e a tanti spettatori di riscoprire il valore dell’incontro dal vivo.
Forse il risultato più significativo ottenuto da Luigi Esposito non si misura soltanto nei cartelloni completati o nei biglietti venduti. Si ritrova piuttosto nelle luci che tornano ad accendersi in teatri destinati all’oblio, nelle platee che riprendono a riempirsi e nella consapevolezza che la cultura, quando incontra competenza e passione, riesce ancora a trasformare un edificio in una comunità e uno spettacolo in un’esperienza capace di lasciare un segno duraturo. In un’epoca che spesso privilegia il consumo rapido dei contenuti, la scommessa di El Primero Produzioni appare quasi controcorrente: restituire valore al tempo dell’ascolto, dell’emozione condivisa e dell’incontro umano. Una sfida che, a giudicare dai risultati raggiunti, continua a trovare consenso e partecipazione ben oltre i confini del palcoscenico.
Foto gallery


