Napoli (Nota Stampa) -Un viaggio tra castelli senza tempo, palazzi nobiliari, residenze aristocratiche e giardini monumentali attraverserà la Campania domenica 24 maggio in occasione della XVI Giornata Nazionale delle Dimore Storiche, l’iniziativa promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane che, in tutta la Penisola, trasformerà centinaia di siti d’epoca in un immenso museo diffuso aperto gratuitamente al pubblico.
Saranno ventidue le dimore visitabili in Campania, custodi di una memoria artistica e architettonica spesso lontana dai tradizionali itinerari turistici ma profondamente intrecciata con l’identità culturale dei territori. Un patrimonio prezioso che, per un’intera giornata, offrirà ai visitatori la possibilità di immergersi in ambienti ricchi di storia, fascino e testimonianze secolari.
La manifestazione viene organizzata, come ogni anno, dalla sezione campana dell’ADSI, realtà che riunisce quasi trecento proprietari di immobili storici distribuiti nelle cinque province della regione. L’associazione opera con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza sul valore della tutela e della valorizzazione del patrimonio storico-architettonico privato italiano, composto in larga parte da beni vincolati che rappresentano una componente essenziale della memoria collettiva nazionale.
Il tema scelto per questa sedicesima edizione, “Custodi di futuro. Un patrimonio vivo per un valore condiviso”, richiama il ruolo delle dimore storiche non soltanto come testimonianze del passato, ma come luoghi vivi, capaci ancora oggi di produrre valore culturale, sociale ed economico.
«La Giornata Nazionale delle Dimore Storiche Italiane si conferma come uno degli appuntamenti culturali più importanti del Paese – sottolinea l’architetto Nicola Tartaglione, presidente regionale ADSI – valorizzando un patrimonio diffuso che in Campania trova una delle sue espressioni più autentiche. Castelli, ville e giardini storici custodiscono memoria, identità e tradizioni profondamente radicate nei territori».
Tartaglione evidenzia inoltre come oltre cinquantamila dei circa sessantamila beni vincolati presenti in Italia siano di proprietà privata, sottolineando il ruolo fondamentale dei proprietari nella conservazione della bellezza collettiva nazionale. «Conservare una dimora storica – aggiunge – significa compiere un autentico atto d’amore verso la storia, il paesaggio e l’identità culturale italiana».
Secondo ADSI, queste residenze rappresentano una vera infrastruttura culturale e sociale, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne, dove contribuiscono a sostenere economia, turismo, artigianato specializzato e produzioni agricole legate alle tradizioni locali.
La giornata del 24 maggio si candida così a diventare molto più di una semplice apertura straordinaria. Dietro i cancelli di antiche dimore e lungo i viali di giardini secolari riaffiora infatti una parte autentica dell’Italia più profonda, quella che custodisce il dialogo tra memoria e futuro, tra tutela e identità, restituendo valore a luoghi che continuano ancora oggi a raccontare la storia del Paese.

