Capua (Redazione) – La forza delle grandi fiabe risiede nella loro capacità di attraversare i secoli senza perdere significato, continuando a parlare all’animo umano con linguaggi sempre nuovi. È da questa consapevolezza che prende forma “Cenerè”, spettacolo ispirato a un’antica fiaba di Giambattista Basile che mercoledì 10 giugno, alle ore 21, andrà in scena al Teatro Ricciardi di Capua.
L’appuntamento rappresenta una nuova tappa del percorso artistico promosso dal Laboratorio Teatrale Permanente “Mansarda”, realtà che da anni investe nella formazione, nella ricerca scenica e nella valorizzazione del teatro come strumento di crescita culturale e umana.
L’opera affonda le proprie radici nell’universo narrativo del grande autore napoletano Giambattista Basile, considerato uno dei padri della letteratura fiabesca europea. Le sue storie, intrise di simbolismi e significati profondi, continuano ancora oggi a offrire spunti di riflessione sull’esistenza, sui rapporti umani e sulle trasformazioni della società.
La rappresentazione vedrà protagonista il Gruppo Over 35 del Laboratorio Teatrale Permanente, formato da interpreti che hanno scelto di mettere il proprio bagaglio di esperienze personali al servizio dell’arte scenica. Sul palco si alterneranno Carmela Casertano, Gianpaolo Coronas, Beniamino Coti, Mariella D’Albore, Rosanna De Lucia, Anna Diana, Vincenzina Esposito, Antonio Ierniero, Rosa Iorio, Monica Pizzi, Rosaria Salzano, Clementina Senese, Annalisa Soviero e Antonietta Vigliotta.
A supportare il progetto saranno gli operatori Ivan Graziano, Giulia Navarra e Valentina Elia, impegnati nelle attività organizzative e tecniche necessarie alla realizzazione dello spettacolo.
L’immagine scelta per la locandina lascia intuire una messa in scena intensa e suggestiva. Il volto segnato di una donna che emerge dall’oscurità richiama temi universali come il trascorrere del tempo, la memoria, la sofferenza e la resilienza, elementi che sembrano intrecciarsi in un racconto capace di superare i confini della semplice narrazione fiabesca.
Particolarmente significativo appare il lavoro svolto dal laboratorio teatrale, che continua a dimostrare come il teatro possa rappresentare un autentico strumento di inclusione, partecipazione e valorizzazione delle persone, indipendentemente dall’età e dal percorso professionale di ciascuno.
Il Teatro Ricciardi si conferma così luogo privilegiato di incontro tra tradizione e contemporaneità, accogliendo produzioni che sanno dialogare con il patrimonio culturale del passato senza rinunciare a interrogare il presente.
L’attesa per “Cenerè” nasce proprio da questa capacità di trasformare una vicenda antica in una riflessione sorprendentemente attuale. Perché le fiabe di Basile non raccontano soltanto mondi lontani e personaggi immaginari: custodiscono emozioni, paure, desideri e fragilità che appartengono ancora oggi a ciascuno di noi.
È in questa dimensione che il teatro ritrova la propria missione più autentica: non soltanto intrattenere, ma accompagnare lo spettatore in un viaggio interiore, lasciando in eredità domande destinate a rimanere vive ben oltre l’ultimo applauso.

