Cesa, domani l’udienza d’Appello sull’omicida dei fratelli Marrandino

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Cesa (Redazione) – A due anni dalla morte dei fratelli Claudio e Marco Marrandino, uccisi a colpi d’arma da fuoco il 15 giugno 2024 in via Astragata, nei pressi dello svincolo della strada statale Nola-Villa Literno, arriva un gesto di pentimento da parte dell’omicida.

Antonio Mangiacapra, operaio 54enne originario di Cesa, ha rotto il silenzio ammettendo la gravità di quanto commesso e dichiarando di non riuscire ancora oggi a darsi una spiegazione razionale del proprio gesto.

Nelle dichiarazioni indirizzate alla Corte d’Assise d’Appello, tramite il suo legale Paolo Caterino, l’uomo ha chiesto perdono, pur riconoscendo che una richiesta simile difficilmente potrà essere accolta dai familiari delle vittime, vista l’irreparabilità di quanto accaduto.

Ricostruendo la vicenda, Mangiacapra ha ammesso di aver sparato contro i due giovani al termine di un diverbio, precisando tuttavia che quel litigio non basta a spiegare un’azione tanto estrema, della quale sostiene di non comprendere ancora oggi le reali motivazioni.

Domani, 17 giugno, si terrà l’udienza d’Appello nel corso della quale sono previste la requisitoria del procuratore generale e le discussioni delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Luigi Poziello e Dario Carmine Procentese.

La Corte d’Assise di Napoli, presieduta da Pasquale Cristiano con giudice a latere Paola Valeria Scandone, ha condannato Mangiacapra all’ergastolo con l’applicazione dell’isolamento diurno per tre anni, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Antonio Vergara della Procura di Napoli Nord.

Contro la sentenza di primo grado è stato proposto ricorso in Appello. Mangiacapra è assistito dagli avvocati Paolo Caterino e Giuseppe Stellato.