Cesa, duplice omicidio dei fratelli Marrandino: la Procura chiede la conferma all’ergastolo per Antonio Mangiacapre

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Cesa (te.po.) – La procuratrice generale Maria Aschettino ha chiesto alla Corte d’Assise d’Appello di Napoli la conferma integrale della condanna di primo grado: ergastolo e tre anni di isolamento diurno per Antonio Mangiacapre, operaio 54enne di Cesa, ritenuto responsabile dell’omicidio dei fratelli Claudio Marrandino e Marco Marrandino.

La richiesta è stata formulata nel corso della requisitoria davanti alla Prima Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli, presieduta dalla giudice Rosa Anna Saraceno.

Sulla stessa linea si sono espresse anche le parti civili, rappresentate dagli avvocati Luigi Poziello e Dario Carmine Procentese, che nelle rispettive arringhe hanno chiesto la conferma della condanna pronunciata in primo grado.

Il processo proseguirà la prossima settimana con gli interventi della difesa. Saranno infatti ascoltate le arringhe degli avvocati Paolo Caterino e Giuseppe Stellato, legali di Antonio Mangiacapre, al termine delle quali la Corte si ritirerà in camera di consiglio per emettere la sentenza.

I due fratelli persero la vita il 15 giugno 2024 in via Astragata, nei pressi dello svincolo della strada statale che collega Nola a Villa Literno.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Claudio e Marco Marrandino viaggiavano a bordo di un Suv Bmw bianco quando sarebbe nato un diverbio con Mangiacapre. Nel corso della lite, l’imputato avrebbe estratto un’arma da fuoco, sparando dapprima contro Claudio, che si trovava alla guida del veicolo, e successivamente contro Marco, il quale avrebbe tentato di allontanarsi nel tentativo di mettersi in salvo.

L’episodio si sarebbe consumato sotto gli occhi di una pattuglia dei carabinieri presente sul posto, circostanza che consentì agli investigatori di risalire rapidamente ad Antonio Mangiacapre quale principale indiziato del duplice omicidio.