Ceuta (Redazione) – Il bilancio della tragedia che ha colpito l’enclave spagnola di Ceuta continua ad aggravarsi. Sono 72 i migranti morti accertati nel tentativo di raggiungere a nuoto le coste della città autonoma spagnola dal Marocco, una delle più gravi emergenze migratorie registrate negli ultimi anni lungo questa frontiera.
A rendere noto il nuovo bilancio è stato il delegato del Governo di Ceuta, Miguel Ángel Pérez Triano, nel corso di una conferenza stampa dedicata alla gestione dell’emergenza. Il rappresentante dell’esecutivo ha precisato che il numero complessivo delle persone riuscite a entrare nell’enclave sarà comunicato soltanto dopo la verifica definitiva dei dati da parte del Ministero dell’Interno spagnolo.
Nei giorni scorsi migliaia di persone hanno tentato la traversata via mare e via terra verso Ceuta, affrontando correnti, onde e condizioni estremamente pericolose. Molti sono annegati durante il viaggio, mentre altri sono rimasti feriti o hanno avuto bisogno di assistenza sanitaria. Le autorità spagnole e marocchine continuano le operazioni di ricerca e di identificazione delle vittime.
La tragedia ha riacceso il dibattito europeo sulla gestione dei flussi migratori e sulla necessità di rafforzare gli strumenti di cooperazione internazionale per prevenire nuove perdite di vite umane. Dietro quei numeri, infatti, si nascondono storie di uomini, donne e giovani che hanno scelto di sfidare il mare inseguendo la speranza di un futuro migliore, trovando invece la morte a poche bracciate dalla costa europea.

