Aversa (Redazione) – La maggioranza che governa il Comune di Aversa è in piena crisi politica. Dopo il consiglio comunale conclusosi con la mancanza del numero legale, è arrivata la rottura definitiva tra il sindaco Francesco Matacena e il vicesindaco Alfonso Oliva.
Quest’ultimo, coordinatore della lista ‘Aversa Italia’ (la cui assenza del proprio rappresentante in Consigliere Massimo Virgilio ha provocato la mancanza del numero legale), ha annunciato il proprio addio con parole durissime nei confronti del primo cittadino: «Chiedo scusa agli aversani, ho sbagliato a sostenere Francesco Matacena sindaco». Oliva ha rincarato la dose accusando il primo cittadino di una gestione personalistica e denunciando l’impossibilità di proseguire l’esperienza di governo.
La ricostruzione, però, viene respinta con decisione dal sindaco. Matacena ha infatti chiarito che Oliva non si sarebbe dimesso, ma sarebbe stato revocato dall’incarico di assessore e vicesindaco: «Il rapporto con il vicesindaco Alfonso Oliva si è concluso con un mio provvedimento di revoca dell’assessorato, adottato perché erano venuti meno i presupposti fiduciari indispensabili per proseguire insieme l’azione amministrativa. Oliva millanta dimissioni che non sono mai pervenute».
Il sindaco ha inoltre sottolineato che l’ex vicesindaco ha condiviso per due anni le scelte della giunta, partecipando pienamente all’azione amministrativa, respingendo così le critiche mosse dall’ormai ex alleato. Parallelamente, ha assicurato che l’obiettivo resta quello di garantire stabilità e proseguire il programma amministrativo votato dagli aversani.
La frattura apre ora una fase di forte incertezza politica. Tra indiscrezioni su possibili rimpasti e nuovi assetti della giunta, il dibattito è già acceso, mentre nelle ultime ore la consigliera Federica Turco ha escluso categoricamente qualsiasi ipotesi di una sua nomina a vicesindaco.
Dai banchi dell’opposizione arrivano critiche durissime. A cominciare da Nicla Virgilio: «Ho sempre detto che questa era un’amministrazione nata per vincere le elezioni ma non per amministrare. Era un carrozzone per fare voti che fin dall’inizio ha litigato per deleghe e incarichi. Intanto la città di Aversa continua a fare i conti con le proprie difficoltà a cominciare dalla sicurezza. Una città in mano all’immigrazione clandestina e che non è norma di bambino. Invito il sindaco e la maggioranza a interrogarsi sulla situazione e analizzare pienamente la crisi. Da consigliera di opposizione auspico che il primo cittadino si renda conto della situazione e prenda la decisione giusta per il bene della città e degli aversani».

