Lupara (Redazione – Le pietre antiche tornano a raccontare la loro storia. Dopo anni di chiusura e un lungo intervento di recupero, il Castello medievale di Lupara riapre finalmente le sue porte alla comunità, restituendo al territorio uno dei suoi simboli più affascinanti e identitari.
La giornata inaugurale assume il valore di un autentico ritorno alla memoria collettiva. Per la prima volta dopo molti anni cittadini, visitatori e appassionati di storia potranno nuovamente varcare l’ingresso della fortezza e ammirarne gli ambienti restaurati.
L’evento scelto per celebrare la riapertura porta un titolo significativo: “Il Castello ritrova il suo splendore”. Un’iniziativa che unisce cultura, arte, tradizioni e valorizzazione del territorio attraverso mostre, momenti dedicati alla poesia e alla narrativa, approfondimenti sul turismo e spazi riservati alla promozione dell’olio extravergine d’oliva.
Alla manifestazione prenderanno parte il sindaco Giancarlo Di Lonardo, il consigliere regionale con delega al Turismo Fabio Cofelice, il coordinatore delle Città dell’Olio del Molise Fabio Jannucci e il segretario Nicola Malorni.
Ad arricchire l’atmosfera saranno inoltre dame e cavalieri dell’associazione Terzo Millennio di Termoli, chiamati a rievocare suggestioni e scenari che riportano indietro nel tempo.
La riapertura rappresenta però soltanto il primo passo di un progetto più ampio.
Le prime tre stanze già rese agibili saranno infatti visitabili dal pubblico, mentre i lavori di completamento delle altre aree proseguiranno fino al prossimo mese di settembre.
L’obiettivo finale è recuperare integralmente le venti stanze che compongono il complesso monumentale, distribuite su tre livelli e caratterizzate da elementi architettonici che raccontano secoli di storia.
Per realizzare gli interventi sono stati utilizzati fondi ministeriali per un importo complessivo di 325 mila euro.
Un particolare che interessa anche il territorio casertano riguarda proprio l’esecuzione dei lavori.
Il restauro è stato infatti affidato all’impresa Galuccio della provincia di Caserta, chiamata a restituire dignità e funzionalità a uno dei monumenti più rappresentativi dell’area molisana.
«Rivedere questo castello rinnovato che ora sarà restituito alla popolazione è una grande emozione», ha dichiarato Giancarlo Di Lonardo.
Parole che fotografano il sentimento di un’intera comunità.
Per molti abitanti di Lupara, infatti, il castello è stato a lungo un luogo quasi sconosciuto.
«Il novanta per cento della popolazione non lo ha mai visto perché era privato», ha spiegato il primo cittadino.
Una situazione che ha impedito per decenni ai residenti di conoscere da vicino un bene storico situato nel cuore del proprio paese.
La svolta è arrivata nei primi anni Duemila, quando l’ultima famiglia proprietaria ha deciso di donare la struttura al Comune.
Successivamente si è reso necessario avviare un articolato programma di recupero che ha comportato la chiusura della fortezza per diversi anni.
Oltre agli ambienti interni, gli interventi hanno interessato anche il vasto giardino che circonda il castello e che rappresenta una parte importante dell’intero complesso monumentale.
Le origini della fortezza affondano addirittura nell’anno Mille.
Un patrimonio che attraversa quasi un millennio di vicende storiche.
Nel 1148 il maniero apparteneva al feudatario normanno Ugone Marchisio e nel corso dei secoli ha conosciuto il passaggio delle dominazioni sveve e angioine.
Successivamente il castello è stato legato alla famiglia Luparia, fino ad arrivare ai più recenti proprietari della famiglia De Notaris.
Oggi quella lunga storia si arricchisce di un nuovo capitolo.
Non più una struttura chiusa e silenziosa, ma un luogo destinato a diventare spazio di incontro, cultura e promozione territoriale.
La riapertura del Castello di Lupara dimostra come il recupero del patrimonio storico possa trasformarsi in una concreta opportunità di crescita e valorizzazione delle comunità locali.
E tra le mura che hanno attraversato secoli di guerre, dominazioni e trasformazioni sociali, torna adesso a risuonare la voce delle persone. È forse questo il restauro più importante: restituire un monumento alla sua gente e permettere alla storia di continuare a vivere nel presente.

