Dalla Transilvania al Golfo di Napoli: il mistero di Dracula svelato al Festival del Giallo

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Napoli (Rosalba Moccia) – “Addò sbatte ‘o sole, l’ombra è cchiù nera”. Con questo slogan si è conclusa la quinta edizione del Festival del Giallo Città di Napoli, appuntamento imperdibile per gli appassionati di narrativa gialla, noir e mistero, svoltosi in alcune delle location più suggestive della città, tra Villa Floridiana, Piazzetta Aldo Masullo al Vomero, i Quartieri Spagnoli e la spiaggia di Palazzo Petrucci a Posillipo.

Giunto alla sua quinta edizione, il Festival ha ospitato autori, studiosi e appassionati per approfondire crimini irrisolti, leggende urbane e vicende capaci di attraversare i secoli. Tra i temi affrontati figurano i delitti storici napoletani, i misteri del Mediterraneo, i codici segreti della letteratura e, naturalmente, il fascino intramontabile dei vampiri.

Tra le numerose storie emerse nel corso degli incontri, una in particolare ha catturato l’attenzione del pubblico più di ogni altra: quella del Conte Dracula, il più celebre vampiro dell’immaginario collettivo.

A riaprire il dibattito su uno dei misteri più affascinanti e discussi dal Quattrocento a oggi sono stati gli scrittori Martin Rua e Marco Perillo che, durante un incontro notturno al Teatrino della Verzura, all’interno del Parco di Villa Floridiana, hanno presentato una tesi alternativa sulla fine di Vlad III di Valacchia, figura storica che ispirò il personaggio del Conte Dracula creato da Bram Stoker.

Secondo la versione tradizionale, Vlad III sarebbe morto in battaglia nel 1476. Rua e Perillo, invece, propongono una ricostruzione completamente diversa. A loro avviso, il principe valacco non sarebbe caduto sul campo di battaglia, ma sarebbe stato catturato vivo dai turchi.

A salvarlo sarebbe intervenuta sua figlia, la principessa Maria Balsa, che all’epoca viveva a Napoli. Attraverso il pagamento di un riscatto in oro, la donna sarebbe riuscita a ottenere la liberazione del padre e a condurlo nella città partenopea, dove l’ormai anziano Vlad avrebbe trascorso in segreto gli ultimi anni della propria esistenza.

Questa interpretazione sovverte la narrazione consolidata dal romanzo di Bram Stoker, pubblicato nel 1897, che colloca la leggenda di Dracula tra i lupi, le nebbie e le montagne della Transilvania. Secondo la tesi illustrata dai due autori, invece, il destino del celebre personaggio sarebbe legato al cuore antico di Napoli e, in particolare, al Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova, dove si troverebbe la sua presunta tomba.

Proprio a Santa Maria la Nova, secondo questa teoria, sarebbe custodito il sepolcro del principe valacco. Durante il Festival sono stati analizzati alcuni degli elementi più enigmatici associati a questa ipotesi, a partire dal bassorilievo raffigurante un drago presente sul marmo che ricopre la sepoltura. Un dettaglio considerato significativo poiché Vlad III apparteneva al celebre Ordine del Drago.

Tra gli altri simboli esaminati figurano due figure alate contrapposte, ritenute insolite rispetto all’iconografia napoletana e interpretate come un possibile richiamo ad Alba Iulia, storica città della Transilvania.

Particolare interesse continua inoltre a suscitare un’iscrizione in una lingua ancora oggetto di studio e interpretazioni. Tra le diverse letture proposte nel corso degli anni, una delle più suggestive recita: «Qui giace il conte Vlad, il drago che ha difeso la fede cristiana».

Certo, l’idea che il re dei vampiri abbia passeggiato tra i vicoli di Napoli suscita stupore e, allo stesso tempo, un inevitabile sorriso. Cinema e letteratura hanno sempre raccontato i vampiri come creature della notte, destinate a dissolversi al primo raggio di sole. Eppure, secondo questa affascinante ricostruzione, Dracula avrebbe scelto di trascorrere gli ultimi anni della propria vita proprio nella Città del Sole, simbolo stesso della luce e della vitalità mediterranea.

In ogni caso, il Festival ha raggiunto pienamente il proprio obiettivo: suscitare meraviglia, alimentare il dibattito e stimolare la curiosità. Quella di Dracula non è soltanto una leggenda trasportata a Napoli, ma una teoria che ridisegna la geografia del mistero, intrecciando la fredda Transilvania con il luminoso Golfo partenopeo.

Il Festival del Giallo Città di Napoli si conferma così non solo come un punto di riferimento per gli appassionati del genere, ma anche come un’occasione preziosa per riscoprire la città attraverso prospettive insolite e racconti capaci di unire storia, mito e immaginazione. Un evento che, anno dopo anno, continua a crescere, conquistando il pubblico con il suo fascino enigmatico e irresistibilmente intrigante.