E-commerce, l’Europa alza la voce a Pechino: “Sicurezza e regole non sono negoziabili”

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E-commerce: gli eurodeputati sollecitano Pechino su dazi doganali e tutela dei consumatori dopo il boom di spedizioni verso l’Europa.

di Domenico Panetta 

Dopo otto anni di assenza, una delegazione ufficiale del Comitato per il mercato interno e la tutela dei consumatori (IMCO) del Parlamento europeo è tornata in Cina. Tra Pechino e Shanghai, dal 31 marzo al 2 aprile, gli eurodeputati hanno affrontato il tema che sta scuotendo le fondamenta del mercato unico: l’esplosione del commercio elettronico asiatico e il suo impatto sulla concorrenza e sulla sicurezza.

Il dato emerso dai tavoli tecnici è impressionante: il 91% dei piccoli pacchi che entrano in Europa proviene oggi dalla Cina. Una marea di spedizioni che solleva interrogativi critici sulla capacità di controllo delle dogane e sulla disparità di condizioni tra i produttori europei e i giganti dell’e-commerce come Alibaba, Shein e Temu. Proprio le sedi di questi player sono state meta delle visite dei deputati, insieme agli incontri con le autorità di regolamentazione locali.

Al centro del dibattito, la delegazione guidata da Anna Cavazzini ha posto il tema della “sovraccapacità strutturale” cinese. Un modello produttivo che genera un’offerta eccessiva, riversata sul mercato europeo a prezzi che rischiano di soffocare la concorrenza leale. Ma la preoccupazione principale riguarda la salute dei cittadini: i recenti scandali legati a prodotti pericolosi hanno spinto gli eurodeputati a richiamare le piattaforme al rispetto dei rigorosi standard di sicurezza digitale e dei consumatori dell’UE.

“Le stesse regole valgono per tutti” ha dichiarato con fermezza Anna Cavazzini a conclusione della visita. “Non è sostenibile che i consumatori debbano preoccuparsi della propria salute per avere prodotti a prezzi accessibili. Che si tratti di ritirare giocattoli pericolosi o pagare dazi doganali, vogliamo che i nostri avvertimenti siano presi sul serio”.

La delegazione, che ha visto la partecipazione di esponenti di vari gruppi politici (tra cui Schwab, Schaldemose e Yon-Courtin), ha inviato un messaggio univoco: l’accesso al mercato europeo è un’opportunità, ma il rispetto delle norme comunitarie è la condizione imprescindibile. La palla passa ora alle autorità cinesi, da cui l’UE attende rapidi e concreti miglioramenti nella supervisione delle proprie piattaforme globali.