Ercolano (Carlo Pascarella) – La miseria che si traveste da eleganza, la fame che apprende il linguaggio dei salotti, l’illusione sociale trasformata in vertiginosa comicità: è dentro questa straordinaria contraddizione che continua a vivere “Miseria e Nobiltà”, il capolavoro di Eduardo Scarpetta destinato a tornare in scena sabato 9 maggio 2026 al MAV – Museo Archeologico Virtuale di Ercolano.
L’appuntamento, fissato per le 18.30, vedrà protagonisti Giovanni Allocca, Enzo Attanasio e Salvatore Pinto, con la partecipazione di Stefano Sannino. L’evento compare già nei principali circuiti di prevendita teatrale, compreso TicketOne, come “Pinto – Allocca – Attanasio – Miseria e Nobiltà”.
L’opera di Scarpetta continua a esercitare un fascino raro perché, dietro il ritmo travolgente della farsa, custodisce una riflessione amarissima sulla condizione umana. La vicenda di Felice Sciosciammocca e della sua improvvisata nobiltà non rappresenta soltanto un congegno teatrale perfetto: racconta il desiderio universale di riscatto, la necessità di apparire diversi da ciò che la società impone, il bisogno quasi disperato di dignità.
La nuova messinscena punta proprio su questa duplice anima del testo: da una parte la comicità corporea, il tempo scenico, la musicalità del dialetto; dall’altra una lettura più profonda, capace di restituire tutta l’attualità di una commedia che parla ancora di disuguaglianze, maschere sociali e ambizioni frustrate.
In questo contesto assume particolare rilievo il lavoro produttivo di El Primero Produzioni, realtà riconducibile a Luigi Esposito, impegnata nella valorizzazione di spettacoli che custodiscono l’identità del teatro napoletano senza rinunciare a una sensibilità contemporanea. La produzione accompagna infatti un progetto artistico che evita la nostalgia sterile e sceglie invece la strada della vitalità scenica, restituendo freschezza a un classico che rischierebbe altrimenti di essere confinato nella sola memoria.
Secondo precedenti presentazioni dello spettacolo, la regia è affidata allo stesso Salvatore Pinto, mentre l’impianto dell’allestimento valorizza il lavoro corale degli interpreti, sostenuto anche dalle musiche originali del maestro Leo Amendola.
La scelta del MAV di Ercolano come cornice dell’evento aggiunge ulteriore suggestione all’appuntamento. In una città segnata dalla stratificazione della memoria storica, il teatro di Scarpetta ritrova un luogo ideale per riflettere sulle rovine morali, economiche e sociali che attraversano ogni epoca. Non è soltanto intrattenimento: è un patrimonio culturale che continua a interrogare il presente.
Ed è forse questa la grandezza autentica di “Miseria e Nobiltà”: la capacità di far ridere senza leggerezza superficiale, trasformando l’equivoco in specchio collettivo. Perché dietro ogni abito elegante indossato dai protagonisti si nasconde la fragilità di uomini costretti a fingere per sentirsi finalmente accettati.
A distanza di oltre un secolo dalla sua nascita, la commedia di Scarpetta continua così a parlare al pubblico con sorprendente lucidità. Mutano i tempi, cambiano i linguaggi, si trasformano le forme della società, ma resta immutata quella tensione tutta umana verso il riconoscimento, verso l’apparenza, verso un posto nel mondo. E il teatro, ancora una volta, riesce a raccontarlo meglio di qualunque altra cosa.

