Caserta (mm) – Una mattinata speciale quella vissuta oggi (12 giugno) all’istituto “Terra di Lavoro” di Caserta dove si è svolta la festa per salutare i docenti che hanno completato il loro percorso nel mondo della scuola e d’ora in avanti potranno godersi la meritata pensione. Un evento con tanti sorrisi e anche un pizzico di commozione per professori che hanno trascorso una parte più o meno lunga della propria professione e quindi anche della propria vita ma che hanno, soprattutto, cercato di infondere nei propri studenti, i cittadini di domani, tutto il loro sapere e soprattutto la passione per la propria materia.

Un evento a cui hanno preso parte anche ex studenti del “Terra di Lavoro” che non hanno voluto mancare di salutare i loro ex prof proprio in questo giorno di festa dedicato a loro. La dirigente scolastica Emilia Nocerino, con la vicepreside Brunella Arena e tutto lo staff dirigenziale, ha rivolto parole di stima e ovviamente un augurio ai docenti che si apprestano ad andare in pensione: Sandra Cei, Antonio Cozzone, Savino D’Alterio, Gennaro Di Martino, Pia Di Donato, Giovanna Fasulo, Anna Piscitelli, Giovanna Ragozzino e Luciano Tranquillo. Riservato un affettuoso saluto anche ai due pensionandi Ata Michela Menna e Vito Donato.
“Dopo 40 anni di servizio – afferma la vicepreside Brunella Arena – certamente i nostri docenti lasciano un’eredità cospicua, dedizione al lavoro e grande professionalità. Molti docenti nella loro lunga carriera si sono imbattuti in numerose generazioni di alunni e sono riusciti ad essere per loro maestri di vita oltre che docenti di scuola. Il vero lavoro del docente non si limita a insegnare l’una o l’altra disciplina ma soprattutto ad essere un esempio per i propri alunni al fine di aiutarli ad affrontare poi la vita di tutti i giorni nel mondo del lavoro. E noi al Terra di Lavoro teniamo moltissimo a questa cosa, noi prepariamo gli studenti al mondo del lavoro nonché come persone”.
E aggiunge: “Ai nuovi docenti cosa dico? Alle ‘new generations’, come li chiamo io, dico innanzitutto di essere umili. Quando si entra in una scuola c”è sempre tanto da imparare. Anche i docenti prossimi alla pensione ancora possono imparare qualcosa. Non si arriva già preparati, si cresce sul campo. E’ importante lavorare in ‘team’ e poi è fondamentale amare i propri alunni. Oggi più che mai il buon docente è colui che entra nella sfera personale dell’alunno perché, ricordiamo, che noi docenti siamo punti di riferimento per gli alunni. E non lo si diventa certamente mettendoci in cattedra limitandoci a spiegare, interrogare e mettere anche un brutto voto bensì andando oltre la classica immagine del docente. Noi siamo educatori e non possiamo non considerare i ragazzi in maniera diversa l’uno dall’altro. Ogni studente è una storia a sé. Per questo a nuovi docenti dico soprattutto di avere umiltà e grande amore”.
Orgoglio per il traguardo raggiunto ma soprattutto soddisfazione per i risultati ottenuti dai propri studenti. Questi i principali sentimenti da parte dei prof che hanno concluso il loro percorso professionale. Queste le parole di Sandra Cei, docente di Scienze Motorie: “Dopo 15 anni in questo istituto, dove ho trovato persone speciali soprattutto nel mio team di Scienze Motorie, posso dire che sono stata benissimo qui e ringrazio la dirigente scolastica che ci ha permesso di portare avanti progetti e attività innovative come il progetto ‘la scuola va in piscina’. Abbiamo poi permesso a studenti e studentesse di essere steward e hostess durante gli eventi che si sono svolti a scuola ma anche in attività esterne all’istituto. Io ho iniziato ad insegnare nel 1982, da giovanissima e con alunni quasi di pari età nelle scuole superiori. Tanto entusiasmo da parte mia dal primo all’ultimo giorno di professione anche se devo riconoscere che la popolazione scolastica, nel corso dei decenni, è cambiata probabilmente a causa di una società che è cambiata, soprattutto negli ultimi 4-5 anni, e quindi anche la scuola è cambiata. Per questo sono anche un po’ contenta di essere andata in pensione con un anno d’anticipo perché la scuola, intesa come istituzione scolastica, è molto diversa rispetto al passato”.
In pensione anche una colonna del corpo docente del “Terra di Lavoro”, il prof Savino D’Alterio, insegnante di Pianoforte: “Io sono contento di andare in pensione non perché stavo male anche in questa scuola mi sono sempre trovato benissimo e ho ricevuto anche tantissime soddisfazioni dagli studenti, riuscendo a formare pianisti. Era però il momento di cambiare e continuerò a insegnare Pianoforte ma era giusto lasciare ai colleghi più giovani l’insegnamento per gli alunni del liceo. Ricordo che mancava un indirizzo musicale per la scuola. Ci abbiamo iniziato a lavorare nell’anno scolastico 2013/2014 e da quello successivo, 2014/2015, è stato istituito il liceo. Sono stati anni stupendi, con miei alunni che ora stanno facendo concerti oppure sono in Conservatorio. Per noi docenti sono belle soddisfazioni perché i risultati che ottengono loro è anche un po’ merito nostro perché vuol dire che siamo riusciti nella nostra missione. Voglio rivolgere un pensiero particolare a tutti i miei alunni che ora devo lasciare e che continueranno a studiare con altri docenti. Li abbraccio tutti”.
“Provo un sentimento di allegria perché si va incontro a un nuovo momento della propria vita – dichiara Gennaro Di Martino, docente di Economia Aziendale – in quanto si aprono altri scenari, altre opportunità e ci sono altri sogni da realizzare. Allegria perché quest’ultimo anno è stato bellissimo perché ho avuto splendidi alunni che mi hanno lasciato un ricordo memorabile, con il loro affetto, la loro presenza, i loro sorrisi e anche lo studio perché molti di loro si iscriveranno alla Facoltà di Economia Aziendale e questa è una piccola grande soddisfazione per me. Io penso che la missione dell’insegnamento è quella di rendere le persone migliori, più forti per affrontare la società ed essere più pronte. Posso dire che in questi anni è cambiato il modo di insegnare, di stare a scuola. Sicuramente Internet prima e ora l’Intelligenza Artificiale sono le innovazioni più profonde a cui abbiamo assistito in questi anni. Noi docenti abbiamo cercato di spingere i ragazzi ad utilizzare questi strumenti nel modo più opportuno per loro ma su questo punto non è semplice perché vengono viste come scorciatoie per lo studio. Nella mia carriera ne ho viste di cose belle ma quella che ricordo con maggior piacere è quanto accaduto nella V E, dove al termine di alcune lezioni i ragazzi mi applaudivano dicendomi ‘professore, questa lezione è stata veramente bella, abbiamo capito tanto e siamo contenti’ e questa certamente è una grande soddisfazione. In più ricordo con affetto il rapporto che si è instaurato con gli studenti al punto che quando mi vedevano magari di umore diverso, pensieroso o preoccupato, mi chiedevano cosa fosse successo e cercavano di aiutarmi. Del resto per un insegnante gli studenti sono fonte di vita, non va mai dimenticato”.
Così Giovanna Fasulo, docente di Inglese: “Ho insegnato per oltre 40 anni e sono arrivata qui al ‘Terra di Lavoro’ nell’anno 2022/2023. Pochi anni ma mi sono sentita subito a casa, come se ci fossi sempre stata anche perché qui ho svolto anche supplenze e incarichi annuali. Devo ammettere che la scuola di oggi non mi piace più ma non perché non mi piace la mia professione. Io ho sempre detto di lasciarmi con i ragazzi e di permettermi di insegnare. Quello che non mi piace della scuola di oggi è tutta la burocrazia che c’è. La scuola di 15-20 anni era completamente diversa ma ogni anno ora vedo un peggioramento perché si sta snaturando. Se vogliamo davvero formare i ragazzi e contribuire a renderli i cittadini del futuro, dobbiamo lavorare con loro. La scuola deve rimettere lo studente e l’insegnamento al centro del programma. Serve un’inversione di tendenza. Oggi si fa tantissimo ma molto, a mio avviso, non è funzionale a ciò che serve al cittadino del futuro. Nella mia carriera ho avuto esperienze bellissime e gratificanti, tant’è vero che oggi sono venuti miei ex alunni a salutarmi sapendo che era l’ultimo giorno. Ho ancora contatti con miei ex alunni e molti sono diventati colleghi. Queste sono alcune delle tantissime soddisfazioni che questa splendida professione mi ha regalato durante la mia carriera”.

“Ho avuto tantissime esperienza sia nella scuola privata – afferma Luciano Tranquillo, insegnante di Topografia e negli ultimi 10 anni docente di sostegno – e poi in quella pubblica. Ho insegnato Topografia e devo ammettere che la mia è sempre stata una materia ostica e che richiede una grande preparazione di base di matematica, disegno e fisica. Spesso mi sono trovato di fronte alunni del terzo anno di Geometra che non avevano le basi per la mia materia e così ho dovuto svolgere gran parte dell’anno a fornirgli gli strumenti, intesi come conoscenza e preparazione, per poter studiare poi la Topografia e aiutarli poi a raggiungere le capacità per progettare una strada, una ferrovia o uno spianamento anche per un aeroporto ma non tutti riuscivano a seguirmi. E devo ammettere che dal 2003, quando arrivavano al triennio i ragazzi che alle Elementari erano passati dal maestro unico al ‘pentamaestro’. Le cose, con mia sorpresa, sono andate sempre peggio, vale a dire con ragazzi sempre più impreparati. La scuola è andata sempre più peggiorando. Poi, con l’arrivo degli smartphone, è diventato sempre più difficile comprendere chi aveva effettivamente le conoscenze per fare un compito e chi invece prendeva le risposte dal web. Servirebbe una riforma per moduli per poter avere, da parte degli alunni, un’assimilazione completa delle materie più complesse. Poi il passaggio al Sostegno, con importanti risultati ottenuti con studenti che avevano anche situazioni difficili per ambienti familiari complessi. Ho accompagnato due-tre alunni alla Maturità e uno di questi ha preso anche buoni voti, riuscendo a prendere la Maturità ‘completa’ e non quella ‘ridotta’ e questa è stata sicuramente una grande soddisfazione per me”.
In conclusione l’augurio della dirigente scolastica Emilia Nocerino: “Voglio ringraziare tutti questi docenti che sono stati veramente preziosi in questi anni per la scuola, per il ‘Terra di Lavoro’ e che adesso iniziano un nuovo domani. Auguri a tutti loro di serenità e di stare in famiglia”.

