Garlasco, nuove ombre sul delitto di Chiara Poggi: la difesa di Andrea Sempio contesta le impronte e riaccende il caso

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Garlasco (Redazione) A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco continua a riaffiorare dalle pieghe della cronaca giudiziaria italiana come una ferita mai completamente rimarginata. Nuove consulenze tecniche, analisi difensive e contrapposizioni investigative stanno nuovamente alimentando un caso che, ancora oggi, divide opinione pubblica ed esperti.

Al centro dell’attenzione torna Andrea Sempio, attualmente indagato dalla Procura di Pavia nell’ambito della riapertura dell’inchiesta. I legali dell’indagato hanno depositato una serie di consulenze tecniche con cui contestano alcuni degli elementi ritenuti centrali dagli investigatori, sostenendo in particolare che le impronte attribuite a Sempio non sarebbero compatibili con quelle repertate sulla scena del crimine.

Il punto più delicato riguarda la cosiddetta “impronta 33”, traccia individuata sul muro delle scale che conducono al seminterrato della villetta di Garlasco, luogo nel quale il 13 agosto 2007 venne rinvenuto il corpo senza vita della giovane Chiara Poggi.

Secondo la Procura di Pavia, quella traccia potrebbe essere riconducibile alla mano destra dell’indagato. La difesa, invece, respinge radicalmente tale ipotesi sostenendo l’assenza di corrispondenze tecniche certe.

I consulenti nominati dai legali avrebbero inoltre messo in discussione altri elementi investigativi, tra cui le impronte delle scarpe repertate all’interno dell’abitazione. Secondo la ricostruzione difensiva, le dimensioni del piede di Andrea Sempio non coinciderebbero con le tracce rilevate dagli inquirenti.

La strategia degli avvocati punta anche a ridimensionare il peso attribuito ai cosiddetti “soliloqui”, registrazioni e dichiarazioni considerate dagli investigatori potenzialmente rilevanti. Per la difesa, quei contenuti non avrebbero alcun valore confessorio né conterrebbero elementi di autoaccusa.

Il nuovo confronto tecnico si inserisce in un’indagine estremamente delicata che continua a muoversi tra perizie scientifiche, interpretazioni contrastanti e attenzione mediatica altissima.

Il delitto di Garlasco rappresenta infatti uno dei casi giudiziari più controversi e discussi della storia recente italiana, segnato da lunghi processi, ricostruzioni divergenti e continui interrogativi investigativi.

Nel frattempo, il nome di Chiara Poggi continua a evocare il ricordo di una tragedia che sconvolse profondamente il Paese nell’estate del 2007. Una vicenda che, nonostante il trascorrere degli anni, continua a riemergere con nuove ipotesi e ulteriori elementi destinati ad alimentare il dibattito pubblico.

Dietro i faldoni processuali, le consulenze tecniche e le battaglie tra accusa e difesa resta soprattutto il peso umano di una storia che continua a interrogare coscienze e memoria collettiva. E mentre la giustizia cerca ancora risposte definitive, il tempo sembra non essere mai riuscito davvero a spegnere l’eco di quel dramma consumato nella quiete apparente di una provincia italiana.