Gerardo Barbaro candidato con “Vivere Pignataro”: «I giovani devono tornare a costruire il proprio futuro nel paese»

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Pignataro Maggiore (c.p.) – Le campagne elettorali dei piccoli centri custodiscono spesso il volto più autentico della politica: quello fatto di rapporti diretti, ascolto quotidiano e tentativi di interpretare le trasformazioni profonde che attraversano una comunità. A Pignataro Maggiore, in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, il dibattito pubblico ruota soprattutto attorno alla necessità di costruire una prospettiva nuova per il territorio, capace di trattenere le giovani generazioni e ricucire il rapporto, ormai logorato, tra cittadini e istituzioni.

In questo scenario si inserisce la candidatura di Gerardo Barbaro, candidato al Consiglio comunale nella lista “Vivere Pignataro”, promossa dal candidato sindaco Cesare Cuccaro. Sindacalista profondamente radicato nel comparto scolastico, padre di famiglia e figura impegnata nel tessuto sociale cittadino, Barbaro rappresenta uno dei profili su cui la coalizione punta per incarnare un’idea di rinnovamento amministrativo fondata sulla partecipazione e sull’ascolto.

Il suo percorso nasce dal mondo dell’istruzione e dall’esperienza maturata quotidianamente accanto a studenti, famiglie e lavoratori della scuola. Un’esperienza che il candidato intende trasferire anche nell’azione politica locale, partendo da un principio preciso: il cittadino non deve essere considerato semplice destinatario delle decisioni amministrative, ma risorsa attiva nella costruzione della vita pubblica.

«Rispetto al passato bisogna creare una reale discontinuità», afferma Gerardo Barbaro. «Troppi giovani tendono ormai ad andare via dal paese perché non trovano opportunità concrete. Hanno difficoltà a costruire una famiglia, a reperire un’abitazione e soprattutto a trovare lavoro. Per questo la futura amministrazione dovrà iniziare a progettare le condizioni affinché i ragazzi possano vivere davvero Pignataro e costruire qui il proprio futuro».

Il riferimento è a una strategia di sviluppo che guardi non soltanto ai servizi essenziali, ma anche alla nascita di nuove opportunità produttive e occupazionali.

«Bisogna creare le condizioni affinché possano nascere attività lavorative sul territorio», prosegue. «Solo partendo dai giovani il paese potrà ritrovare una prospettiva di crescita autentica. Esistono anche possibilità legate allo sviluppo ambientale e alle risorse energetiche, ma sarà indispensabile collaborare con enti regionali e statali per reperire finanziamenti e strumenti adeguati».

Nel corso dell’intervista emerge con forza anche il legame tra la sua esperienza sindacale e la visione amministrativa che intende proporre.

«Parto dall’articolo 33 della Costituzione, che tutela la libertà d’insegnamento», spiega Barbaro. «Da un punto di vista culturale significa valorizzare le capacità delle persone. Anche il cittadino deve diventare una risorsa per il paese. Quando si ascoltano le esigenze della comunità, si costruisce una linea politica concreta, fondata sui bisogni reali e non distante dalla vita quotidiana».

Uno dei temi centrali affrontati dal candidato riguarda inoltre la crescente disaffezione verso la politica.

«Il problema principale che ci siamo posti riguarda proprio il ritorno delle persone al voto», sottolinea. «Oggi molti cittadini sono sfiduciati e disinteressati. Noi ci presentiamo come una forza nuova. Cesare Cuccaro possiede esperienza politica, ma nove candidati su dodici non hanno mai amministrato il paese. Non parliamo però di improvvisazione: sono professionisti che dimostrano quotidianamente serietà e responsabilità nel proprio lavoro».

Barbaro insiste molto sul concetto di alternativa rispetto alle dinamiche politiche tradizionali che hanno caratterizzato gli ultimi anni della vita amministrativa pignatarese.

«Dall’altra parte ritroviamo persone che hanno già scritto pagine importanti della politica locale, spesso anche attraverso alleanze contraddittorie. Noi invece proponiamo qualcosa di diverso, fondato su una visione comune e sulla volontà di offrire ai cittadini una possibilità nuova».

Il concetto che attraversa l’intero ragionamento politico del candidato resta però quello della partecipazione civica.

«Non può esistere cambiamento senza partecipazione», osserva. «Il confronto con cittadini, associazioni ed enti presenti sul territorio è fondamentale. Senza condivisione e con il solo antagonismo non si costruisce nulla. La nostra compagine nasce proprio da un percorso collettivo, senza accordi precostituiti o logiche di spartizione».

Parole che restituiscono l’immagine di una campagna elettorale giocata non soltanto sui programmi, ma anche sul tentativo di ricostruire fiducia in una comunità che negli ultimi anni ha vissuto profonde tensioni politiche e amministrative.

Pignataro Maggiore si avvicina così a una tornata elettorale che appare destinata ad assumere un significato che va oltre il semplice confronto tra liste. Da una parte il peso della continuità politica, dall’altra il tentativo di proporre un modello amministrativo differente, fondato sul ricambio generazionale e sul coinvolgimento diretto della cittadinanza.

E’ proprio questa la sfida più complessa: trasformare il desiderio di cambiamento in una responsabilità collettiva capace di restituire ai cittadini non soltanto una nuova amministrazione, ma anche un rinnovato senso di appartenenza alla propria comunità.