Gioielliere condannato a 14 anni per aver ucciso due malviventi dopo la rapina: petizione per chiedere la ‘grazia’ a Mattarella

Tempo di lettura: 2 minuti

Torino (Redazione) – La vicenda di Mario Roggero torna al centro del dibattito nazionale dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione e la mobilitazione di cittadini e forze politiche che chiedono la concessione della grazia. Il gioielliere di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, dovrà scontare 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto subito nella sua gioielleria il 28 aprile 2021.

La Suprema Corte ha respinto il ricorso della difesa, rendendo definitiva la condanna già pronunciata in appello. Secondo i giudici, al momento degli spari non ricorrevano i presupposti della legittima difesa, poiché l’aggressione era ormai terminata: i rapinatori avevano lasciato il negozio e stavano tentando di allontanarsi. Per questo motivo è stata confermata la responsabilità penale del commerciante.

Dopo la decisione della Cassazione, Roggero ha annunciato che nelle prossime ore si costituirà in carcere. I suoi legali hanno espresso delusione per il verdetto e non escludono un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. La sentenza conferma anche le provvisionali già stabilite nei precedenti gradi di giudizio.

Parallelamente si è intensificata una petizione (che sta raggiungendo le 20mila firme) per chiedere la grazia al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’iniziativa, sostenuta sui social da numerosi cittadini e rilanciata anche da esponenti politici e noti al grande pubblico – tra questi il ministro Matteo Salvini, Roberto Vannacci e Giuseppe Cruciani -, punta a ottenere un provvedimento di clemenza nei confronti del gioielliere, ritenendo la sua reazione conseguenza del trauma subito durante la rapina.

Il caso si intreccia inoltre con le recenti modifiche normative approvate dal Governo. Il nuovo decreto sicurezza introduce infatti una norma che esclude il risarcimento civile a favore di chi commette determinati reati, come rapine e furti in abitazione, quando viene ferito dalla vittima. Tuttavia, la disposizione non incide sulla responsabilità penale e, soprattutto, non può essere applicata retroattivamente al caso Roggero, che resta disciplinato dalla normativa vigente al momento dei fatti.

La vicenda divide l’opinione pubblica tra chi ritiene che il gioielliere abbia agito per difendere sé stesso e la propria famiglia e chi, richiamandosi alle sentenze dei giudici, sottolinea che la reazione armata sia avvenuta quando il pericolo immediato era ormai cessato.