– Il CONI ha commissariato la Federcalcio dopo la controversia sul mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della sua candidatura ed elezione alla presidenza.
– Lo stesso Malagò guiderà la fase di transizione: nuove elezioni dovranno essere celebrate entro il 31 gennaio 2027.
Roma (Lorenzo Torre) – La vicenda Giovanni Malagò arriva a una svolta dopo settimane di confronto sul piano giuridico e istituzionale. Il Consiglio nazionale del CONI ha approvato all’unanimità il commissariamento della Federcalcio, affidando proprio all’ex presidente del Comitato olimpico il compito di guidare la fase transitoria e accompagnare la Federazione verso una nuova tornata elettorale, da svolgersi entro il 31 gennaio 2027.
Per comprendere l’origine del caso bisogna tornare al 22 giugno 2026, quando Malagò venne eletto presidente al primo scrutinio con il 68,58% dei voti, superando Giancarlo Abete. Un’elezione che sembrava aver definito senza particolari dubbi la nuova guida del calcio italiano, ma che nelle settimane successive è stata investita da una questione legata ai requisiti della candidatura.
Il punto centrale riguarda il tesseramento: al momento della candidatura, infatti, Malagò non risultava tesserato presso la Federazione. Da qui sono nati gli interrogativi sulla sua possibilità di candidarsi e, soprattutto, sull’efficacia dell’elezione successivamente ottenuta.
La questione è stata sottoposta anche al Collegio di Garanzia dello Sport, nell’ambito di un parere richiesto dal ministro per lo Sport. Successivamente sono stati acquisiti diversi pareri legali, con posizioni contrapposte: da una parte i giuristi interpellati dall’organismo olimpico hanno sostenuto la necessità del tesseramento come requisito per la candidatura; dall’altra, gli esperti consultati dalla Federazione hanno sostenuto una diversa interpretazione delle norme, ritenendo che l’assenza del tesseramento non rendesse automaticamente invalida l’elezione.
Un confronto che ha prodotto una situazione sempre più complessa sul piano istituzionale ed è proprio a questo punto che è maturata la decisione di intervenire attraverso il commissariamento, previsto dall’ordinamento sportivo nei casi di gravi irregolarità nella gestione o di violazioni dell’ordinamento, oltre che in presenza di situazioni che impediscano il regolare funzionamento degli organi direttivi.
La soluzione individuata presenta però un elemento particolare: Malagò non viene semplicemente allontanato dalla guida della Federazione, ma assume il ruolo di commissario. Il suo precedente mandato elettivo viene così superato e l’incarico cambia natura. Non è più il presidente scelto dall’assemblea, ma il responsabile di una gestione temporanea finalizzata a riportare l’ente a nuove elezioni.
La scelta è arrivata dopo il confronto tra lo stesso Malagò e Luciano Buonfiglio, presidente del Comitato olimpico. La Giunta nazionale ha quindi approvato all’unanimità la proposta, successivamente ratificata dal Consiglio nazionale.
È questo il passaggio più significativo dell’intera vicenda: l’uomo che avrebbe dovuto guidare il calcio italiano per il prossimo mandato resterà alla guida della macchina federale, ma con un incarico completamente diverso. Il commissariamento consente infatti di superare la situazione venutasi a creare senza lasciare la struttura priva di una guida nella fase che condurrà al nuovo voto. Malagò dovrà ora gestire l’ordinaria attività e, soprattutto, preparare il percorso verso la nuova assemblea elettiva. La scadenza fissata è il 31 gennaio 2027, entro la quale dovrà essere individuato il nuovo presidente.
«Accolgo questo incarico con spirito di servizio, nella consapevolezza della delicatezza del momento e del lavoro che ci attende», ha dichiarato Malagò dopo la nomina, sottolineando la necessità di chiudere la controversia e concentrare l’attenzione sulle priorità del calcio italiano.

