Giugliano in Campania (car.pas.) – Un delitto rimasto per anni avvolto nelle ombre investigative torna improvvisamente al centro delle cronache giudiziarie campane. A quasi nove anni dall’efferato omicidio consumatosi nell’aprile del 2017, i carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 52 anni, gravemente indiziato di omicidio aggravato dalla premeditazione, porto abusivo di arma e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura della Repubblica, che ha coordinato un’articolata attività investigativa culminata con la riapertura di un caso che, per lungo tempo, sembrava destinato a rimanere senza un volto preciso.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la vittima — un uomo di 50 anni — venne raggiunta da numerosi colpi di arma da fuoco nei pressi di un noto albergo della zona. Un agguato brutale, consumato in pochi istanti e caratterizzato da modalità ritenute dagli investigatori estremamente violente e pianificate.
Le attività investigative, condotte dai militari dell’Arma, si sono sviluppate attraverso rilievi tecnici, acquisizione di immagini dai sistemi di videosorveglianza, escussione di persone informate sui fatti e intercettazioni. Proprio tra dicembre 2025 e febbraio 2026 gli accertamenti avrebbero registrato una significativa accelerazione, consentendo agli inquirenti di raccogliere nuovi e gravi elementi indiziari nei confronti dell’indagato.
Al centro della ricostruzione accusatoria vi sarebbe un debito maturato nell’ambito del traffico di sostanze stupefacenti. Secondo gli investigatori, il 52enne avrebbe ricevuto dalla vittima una consistente somma di denaro, concessa a titolo usuraio, per finanziare l’acquisto di una partita di droga successivamente sequestrata dalle forze dell’ordine.
L’impossibilità di restituire il denaro avrebbe alimentato tensioni sempre più forti fino alla decisione estrema. L’indagato, stando all’impianto accusatorio, avrebbe attirato il 50enne nel parcheggio dell’albergo con il pretesto di un incontro chiarificatore, trasformando invece quell’appuntamento in una vera e propria esecuzione.
Il nuovo sviluppo investigativo riaccende così i riflettori su una vicenda che per anni ha rappresentato uno dei casi più delicati dell’area nord di Napoli, territorio dove gli intrecci tra criminalità, traffici illeciti e regolamenti di conti continuano a rappresentare un fronte particolarmente complesso per magistratura e forze dell’ordine.
L’arresto del 52enne segna ora una possibile svolta giudiziaria destinata a fare luce definitiva su un omicidio che, sin dal primo momento, aveva mostrato i contorni di una vicenda maturata all’interno di ambienti criminali legati al narcotraffico e all’usura. Resta naturalmente fermo il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

