Grazzanise guarda alla zootecnia del futuro: tecnologia e nuove competenze per difendere un’eccellenza del territorio

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– Mercoledì 16 settembre, dalle 11 alle 13, la Sala consiliare ospiterà il workshop “Evoluzione zootecnica e nuove competenze”: innovazione e supporto scientifico al servizio di un comparto strategico per l’economia locale

– Dopo i saluti del sindaco Enrico Petrella, il confronto riunirà Andrea Ricciardiello, Andrea Russo, Salvatore Merone, Francesco Mezzarano e Gaetano Volpe: al centro strumenti tecnologici, professionalità e capacità di accompagnare le aziende verso le nuove sfide

Grazzanise (Redazione) – Custodire una tradizione produttiva non significa condannarla all’immobilità. Al contrario, proprio i territori che possiedono un patrimonio agricolo e zootecnico più radicato sono chiamati a misurarsi con l’innovazione, trasformando la tecnologia da elemento estraneo in uno strumento capace di proteggere qualità, lavoro e competenze. È da questa prospettiva che nasce il workshop “Evoluzione zootecnica e nuove competenze – Proteggere e Valorizzare l’Eccellenza con la Tecnologia”, in programma mercoledì 16 settembre a Grazzanise.

L’appuntamento si terrà dalle ore 11 alle 13 nella Sala consiliare del Comune, in piazzetta Montevergine, e nasce nell’ambito delle attività del Centro Sperimentale Sviluppo Competenze Agroalimentare – Cssc Agrifood-Lab.

Il punto di partenza è la particolare vocazione zootecnica di Grazzanise, realtà nella quale l’allevamento non costituisce soltanto un settore produttivo, ma rappresenta una componente importante dell’identità economica e sociale del territorio.

Una tradizione artigiana e imprenditoriale chiamata oggi a confrontarsi con trasformazioni sempre più rapide.

Digitalizzazione, nuovi strumenti di controllo, raccolta e interpretazione dei dati, tecnologie applicate alle attività agricole e competenze professionali aggiornate stanno infatti modificando progressivamente il modo di concepire l’impresa zootecnica.

Il workshop vuole dimostrare come innovazione tecnologica e supporto scientifico non debbano essere considerati antagonisti della tradizione.

Possono, al contrario, diventare i suoi migliori alleati.

L’obiettivo dichiarato è custodire e difendere il patrimonio produttivo esistente, ma nello stesso tempo dotarlo degli strumenti necessari per affrontare il futuro.

Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali del sindaco di Grazzanise Enrico Petrella.

La presenza dell’amministrazione comunale conferisce all’appuntamento una dimensione che supera quella esclusivamente tecnica: parlare di evoluzione della zootecnia, in un territorio con queste caratteristiche, significa infatti discutere anche di sviluppo locale, occupazione e prospettive per le nuove generazioni.

Particolarmente articolato il parterre dei protagonisti chiamati ad alimentare il confronto.

Interverrà Andrea Ricciardiello, direttore generale di Time Vision, ente capofila del Cssc Agrifood-Lab, insieme ad Andrea Russo, già dirigente Asi, e Salvatore Merone, direttore di Confagricoltura Caserta.

Un contributo particolarmente legato al rapporto tra trasformazioni produttive, lavoro e territorio sarà quello di Francesco Mezzarano, consulente del lavoro e consigliere comunale a Francolise: una duplice esperienza, professionale e istituzionale, che consentirà di leggere l’evoluzione del comparto anche attraverso il tema delle nuove competenze e delle ricadute che l’innovazione può determinare sull’occupazione e sul tessuto economico locale.

A completare il confronto sarà Gaetano Volpe, Ceo di Latitudo 40.

Professionalità differenti, dunque, chiamate a osservare lo stesso comparto da prospettive complementari.

È proprio questo uno degli elementi più interessanti dell’iniziativa.

L’evoluzione della zootecnia non può più essere affidata esclusivamente all’esperienza, per quanto preziosa, maturata all’interno delle aziende.

Occorre mettere in relazione conoscenza del territorio, formazione professionale, tecnologia, organizzazione del lavoro e capacità di interpretare le trasformazioni economiche.

Anche l’immagine scelta per presentare l’incontro restituisce efficacemente questa filosofia: un allevatore utilizza strumenti digitali mentre un drone sorvola il territorio e diversi dati vengono rappresentati attraverso interfacce tecnologiche.

È la rappresentazione simbolica di un’agricoltura che non rinnega le proprie radici, ma aggiunge nuovi strumenti alla sapienza costruita nel tempo.

La tecnologia può infatti diventare utile quando viene messa al servizio dell’uomo e delle sue competenze.

Il valore di un allevamento continua a dipendere dalla qualità del lavoro, dall’esperienza e dalla conoscenza degli animali e del territorio; gli strumenti innovativi possono però consentire di raccogliere informazioni, migliorare l’organizzazione e accompagnare decisioni sempre più consapevoli.

Per Grazzanise il tema possiede un significato particolare.

La sua vocazione zootecnica rappresenta un patrimonio che non può essere semplicemente conservato: deve essere reso competitivo, attrattivo e capace di dialogare con le trasformazioni che stanno interessando l’intero comparto agroalimentare.

Da qui anche la centralità delle nuove competenze richiamate nel titolo del workshop.

Innovare non significa soltanto acquistare una nuova tecnologia.

Significa soprattutto possedere le professionalità necessarie per comprenderla, utilizzarla e trasformarla in un vantaggio concreto per l’impresa.

Formazione e innovazione diventano così due parti dello stesso percorso.

Il rischio, diversamente, sarebbe quello di introdurre strumenti sofisticati senza costruire contemporaneamente la cultura professionale necessaria per sfruttarne pienamente le potenzialità.

L’incontro del 16 settembre vuole dunque aprire un confronto tra istituzioni, mondo produttivo, professionisti e soggetti impegnati nello sviluppo delle competenze.

Un dialogo che parte da Grazzanise ma affronta una questione destinata a riguardare sempre più da vicino l’intero settore agroalimentare.

La vera sfida, infatti, non consiste nello scegliere tra passato e futuro.

Consiste nel permettere alla migliore tradizione produttiva di arrivare al futuro senza perdere la propria identità.

Ed è questa la sintesi più efficace dello spirito del workshop: la tecnologia acquista valore quando non pretende di sostituire il sapere costruito dall’uomo, ma riesce ad ampliarne le possibilità.

Per una terra che ha fatto della zootecnia una delle proprie vocazioni più riconoscibili, innovare significa allora qualcosa di più che modernizzare.

Significa proteggere un’eccellenza, darle nuovi strumenti e creare le condizioni affinché ciò che per generazioni è stato patrimonio del territorio possa continuare a essere, con competenze diverse e tecnologie nuove, una risorsa per quelle che verranno.