Grazzanise (Redazione) – Per oltre quattro decenni il territorio casertano ha inseguito una prospettiva rimasta a lungo sospesa tra progetti, studi tecnici e promesse politiche mai concretizzate. Oggi, invece, l’ipotesi di uno scalo civile e commerciale a Grazzanise torna prepotentemente al centro del dibattito istituzionale e infrastrutturale, assumendo i contorni di una possibile svolta storica per l’intera provincia di Caserta e per una parte significativa della Campania.
A rilanciare con forza il tema è stato il deputato e coordinatore regionale della Lega in Campania Gianpiero Zinzi, intervenuto nella sede di Confindustria Caserta durante l’incontro con la società internazionale Steer dedicato alla presentazione dello studio di fattibilità relativo all’aeroporto di Grazzanise. Un appuntamento che ha riacceso riflettori politici, economici e imprenditoriali su una delle infrastrutture più discusse del territorio.
«Questo territorio aspettava da oltre 40 anni che allo scalo di Grazzanise venisse riconosciuta una vocazione aeroportuale civile e commerciale», ha dichiarato Zinzi, sottolineando come esistesse già da tempo una valutazione tecnica favorevole alla sostenibilità del progetto, rimasta tuttavia priva di un sostegno politico concreto.
Secondo il parlamentare campano, la svolta sarebbe arrivata grazie all’azione del Governo nazionale, del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e della maggioranza parlamentare che ha approvato provvedimenti finalizzati alla definizione dell’uso duale della pista da parte del Ministero della Difesa. Un passaggio considerato decisivo per aprire finalmente alla prospettiva civile dello scalo militare.
«Oggi c’è la volontà politica grazie a questo Governo, al ministro Salvini e alla maggioranza in Parlamento che ha approvato provvedimenti utili affinché il Ministero della Difesa definisse l’uso duale della pista. Un risultato storico, importante, che consentirà di avere un hub strategico come un tempo si era immaginato», ha aggiunto il deputato della Lega.
Zinzi ha parlato apertamente di una fase nuova per il territorio, evidenziando come Grazzanise possa diventare un hub strategico capace di intercettare flussi turistici, commerciali e logistici di rilievo nazionale. L’obiettivo immaginato è quello di costruire una piattaforma infrastrutturale moderna in grado di alleggerire il traffico aeroportuale campano e generare nuove opportunità economiche per l’intero comprensorio.
Il progetto dello scalo civile di Grazzanise rappresenta da anni uno dei grandi temi incompiuti della provincia di Caserta. Più volte evocato come possibile motore di sviluppo territoriale, il piano si era progressivamente arenato tra complessità burocratiche, cambiamenti politici e strategie infrastrutturali differenti. Adesso, però, la presenza di uno studio di fattibilità illustrato da Steer sembra restituire concretezza ad una prospettiva che molti consideravano ormai archiviata.
L’eventuale apertura commerciale dell’aeroporto potrebbe produrre effetti significativi sul tessuto economico locale, favorendo investimenti, occupazione, turismo e collegamenti strategici con il resto del Paese e con l’Europa. Non soltanto trasporti, dunque, ma una possibile ridefinizione dell’identità economica dell’intera area casertana.
Il confronto ospitato da Confindustria Caserta ha inoltre evidenziato l’interesse crescente del mondo imprenditoriale verso un’infrastruttura ritenuta potenzialmente decisiva per rafforzare la competitività del territorio. La provincia di Caserta, storicamente penalizzata sul piano logistico e infrastrutturale, potrebbe infatti ritagliarsi un ruolo centrale nei nuovi scenari della mobilità integrata del Mezzogiorno.
Resta naturalmente ancora lungo il percorso amministrativo e operativo necessario per trasformare le intenzioni politiche in cantieri e successivamente in voli civili effettivi. Tuttavia, dopo anni di immobilismo, il dossier Grazzanise sembra aver ritrovato slancio e centralità istituzionale.
E forse è proprio questo l’elemento che oggi alimenta maggiormente aspettative e attenzione: la sensazione che, per la prima volta dopo decenni, il futuro dell’aeroporto non appartenga più soltanto alle ipotesi o alle promesse, ma possa finalmente iniziare a prendere forma concreta nella realtà del territorio.

