Housing universitario, Caserta guarda al futuro. Cervera: «È solo un punto di partenza».

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– Alberto Cervera, Consigliere di Amministrazione ADISURC, analizza la crescita dell’Housing universitario in Campania e le prospettive per Caserta.

– Barducci e Plaza al centro della svolta casertana, con oltre 500 nuovi posti letto con l’obiettivo di rendere Caserta una vera e propria città universitaria.

Caserta (Redazione) – L’Housing universitario rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti per garantire concretamente il diritto allo studio. Le residenze destinate agli studenti permettono infatti di affrontare una delle principali difficoltà legate alla mobilità universitaria: trovare un alloggio a costi sostenibili nella città in cui si sceglie di studiare. Un tema diventato sempre più centrale negli ultimi anni, tra l’aumento dei canoni di locazione, la scarsità di stanze disponibili e il peso crescente delle spese a carico delle famiglie. Investire nell’edilizia residenziale universitaria significa quindi non soltanto aumentare il numero di posti letto, ma creare le condizioni affinché la possibilità di frequentare un Ateneo non dipenda dalle disponibilità economiche dello studente.

È su questa emergenza abitativa che interviene il Piano Housing del Ministero dell’Università e della Ricerca, con oltre 63mila nuovi posti letto previsti a livello nazionale, di cui 8.080 destinati alla Campania.

Ma quanti di questi posti arriveranno concretamente a Caserta? Dove saranno realizzati, quando saranno disponibili e, soprattutto, quanto potranno incidere sulla vita degli studenti? Per approfondire il tema e capire quali saranno le ricadute concrete del provvedimento sul territorio, ne abbiamo parlato con Alberto Cervera, Consigliere di Amministrazione di ADISURC, che ha contribuito a seguire da vicino le questioni legate al diritto allo studio e all’edilizia residenziale universitaria.

«In Campania questo è soltanto un punto di partenza. Le politiche che stiamo portando avanti in Consiglio di amministrazione, anche grazie al grande lavoro del nostro presidente Emilio Di Marzio e il nostro direttore Paolo Vicini, ci spingono a porre l’asticella sempre più in alto. Ci sentiamo una regione capofila nelle iniziative nazionali».

Secondo il consigliere Cervera, il territorio campano non avrebbe atteso l’arrivo dei finanziamenti legati al decreto 481 per iniziare a investire nell’housing universitario. Il lavoro sarebbe partito già diversi anni fa e oggi si avvicina alla fase conclusiva con due nuove strutture di proprietà dell’azienda. Si tratta delle residenze di Bagnoli e Pietrarsa, entrambe nell’area napoletana, che dovrebbero essere inaugurate a stretto giro.

E Caserta? Anche sul territorio casertano il quadro sta cambiando, con due interventi destinati ad aumentare sensibilmente l’offerta di posti letto.

Il primo riguarda l’ex caserma Barducci, progetto dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Cervera, che all’epoca era Consigliere di Amministrazione dell’Ateneo, racconta di aver contribuito all’approvazione del progetto circa due anni fa. A questo intervento si aggiunge quello legato alla riqualificazione dell’Hotel Plaza, inserito nel quadro del decreto 481. Complessivamente gli alloggi saranno 624, di cui 188 posti previsti per i capaci e meritevoli.

Questa situazione contribuirebbe, secondo Cervera, ad un netto miglioramento del tessuto economico e delle aree interessate.

«L’intenzione è creare quasi dei campus, anche considerando la vicinanza delle università», spiega Cervera. «L’obiettivo è fare in modo che lo studente possa restare, mangiare, incontrarsi e vivere all’interno della stessa struttura la propria quotidianità, un po’ come avviene nei campus all’estero».

Dietro la questione abitativa c’è poi un altro tema: l’attrattività delle università

La difficoltà nel trovare un alloggio, soprattutto per chi arriva da fuori regione o dall’estero, rappresenta infatti un ostacolo concreto nella scelta dell’Ateneo. A questo si aggiunge il costo degli affitti, spesso difficile da sostenere per gli studenti e per le loro famiglie.

«Molti studenti trovano difficoltà nel reperire un alloggio quando devono spostarsi da altre regioni o dall’estero», sottolinea Alberto Cervera. «Oggi, però, gli studenti possono contare anche sul sostegno dell’ADISURC per affrontare i costi dell’alloggio. Aumentare la disponibilità di posti letto e rendere più accessibile l’offerta abitativa contribuirebbe ulteriormente a rendere attrattivo un Ateneo come la Vanvitelli nei confronti degli studenti provenienti da altri territori».

Il tema diventa più complesso quando si passa dal livello regionale a quello nazionale. Il piano per i nuovi posti letto rappresenta sicuramente un’importante accelerazione, ma secondo il consigliere ADISURC bisogna guardare anche alla loro durata nel tempo.

«Questi 60.000 posti alloggio sono reali, osserva Cervera,  ma saranno reali per dodici anni, almeno per la maggior parte. Bisognerà sperare che questi privati, tra dodici anni, mantengano l’idea di restare in questo mercato e non decidano di riqualificare le strutture per altri utilizzi»

È proprio questo il punto che preoccupa maggiormente il consigliere. L’ingresso massiccio dei privati nel settore dell’housing universitario ha permesso di moltiplicare gli interventi e accelerare la realizzazione dei posti letto, ma pone un interrogativo sulla loro permanenza nel mercato una volta terminato il vincolo.

La speranza è quella che i nuovi operatori decidano in un futuro di restare in questo mercato: il rischio è quello di aver dato una risposta soltanto temporanea a una carenza che l’Europa ha chiesto all’Italia di affrontare in maniera strutturale.