Di Graziana Iadicicco
Il complesso vanvitelliano sta affrontando la sua sfida più ambiziosa: trasformarsi da “monumento statico” a “ecosistema resiliente”. Il progetto SEMI (Sostenibilità, Ecologia, Manutenzione, Innovazione), sostenuto dai fondi europei e coordinato dalla Direzione della Reggia, intende ridefinire il modo in cui viviamo gli spazi pubblici.
Il parco della Reggia di Caserta non è più solo un mero luogo di otium, ma un museo verde, dove natura, arte e partecipazione sociale costituiscono un interessante connubio per vivere un’esperienza culturale diffusa e accessibile a tutti. L’idea alla base di SEMI è trasformare il verde urbano in un percorso narrativo, dove ogni albero, installazione o area tematica racconta una storia.
Non più, quindi, le monadi di Leibniz e le opere chiuse in sale espositive, ma un museo che cresce, respira e muta con il mutare delle stagioni. Il parco sarà dotato di pannelli, QR code e attività didattiche; inoltre sarà istituito un laboratorio naturale, dove osservare biodiversità e pratiche ecologiche. Grande spazio avrà l’arte contemporanea, con installazioni integrate nel paesaggio.
SEMI, dunque, punta a creare un modello replicabile di museo verde, con tre obiettivi principali: rigenerazione urbana ovvero valorizzare aree verdi spesso trascurate; educazione ambientale per condividere con cittadini e ragazzi i temi attuali della sostenibilità e infine raggiungere la piena inclusione sociale.
Altre azioni manutentive prevedono la riduzione degli sprechi idrici nelle fontane monumentali e l’utilizzo di fitodepurazione per mantenere la qualità dell’acqua senza additivi chimici pesanti. Gli scarti vegetali del bosco diventano fertilizzante organico, chiudendo il ciclo della materia all’interno del sito. il fulcro dell’innovazione risiede poi nella creazione di un “Digital Twin” (Gemello Digitale) del Parco Reale.
Grazie a sensori IoT e rilievi laser, ogni albero secolare è oggi monitorato in tempo reale, ciò consente una manutenzione migliore: gli algoritmi analizzano lo stress idrico e la stabilità delle piante, prevenendo eventuali danni strutturali causati dai continui e persistenti cambiamenti climatici.

