– Venerdì 2 ottobre alle ore 15 il musicista casertano protagonista a Cremona Musica 2026 con un incontro dedicato a “Evoluzione e timbrica nella chitarra moderna”: un itinerario attraverso decenni di carriera, da Mal ai Collage, da Ivana Spagna fino agli artisti blues internazionali
– Nei mesi scorsi Carmine Migliore aveva raccontato ad Astra News il proprio percorso umano e artistico, ripercorrendo una vita consegnata alla musica, alla ricerca e alla continua evoluzione del linguaggio chitarristico. A Cremona quella storia diventa racconto pubblico attraverso le trasformazioni del suono
Capua/Cremona (Cristiano Pieraldi) – Ogni musicista possiede una biografia ufficiale, fatta di date, collaborazioni, dischi e palcoscenici. Poi ne esiste un’altra, più intima e difficile da scrivere: è custodita nel suono, nelle mani, nelle corde di uno strumento e in quella ricerca incessante attraverso la quale un artista, anno dopo anno, finisce per costruire la propria voce.
Per Carmine Migliore quella voce passa inevitabilmente attraverso la chitarra.
Venerdì 2 ottobre, alle ore 15, il musicista sarà protagonista al Palco Silent di Cremona Musica 2026 con il meeting “Il viaggio del suono – Evoluzione e timbrica nella chitarra moderna”.
Un appuntamento che non si limiterà a ripercorrere una carriera, ma proverà a raccontarne l’evoluzione attraverso ciò che più intimamente appartiene a un chitarrista: il suono.
La presentazione dell’incontro anticipa infatti «un viaggio musicale attraverso decenni di carriera — da Mal, ai Collage, da Ivana Spagna, ad artisti blues internazionali».
Una traiettoria nella quale esperienze, generi e incontri differenti diventano altrettante tappe di una ricerca mai cristallizzata in una sola formula.
L’appuntamento di Cremona assume un significato particolare anche per Astra News.
Soltanto pochi mesi fa Carmine Migliore, di Capua, era stato infatti protagonista di una lunga intervista con il direttore Carlo Pascarella, nella quale aveva aperto il libro della propria esperienza professionale e umana, raccontando una vita attraversata dalla musica e dagli incontri che ne hanno segnato le diverse stagioni.
Un dialogo che aveva restituito soprattutto l’immagine di un artista per il quale la carriera non rappresenta una successione di traguardi da esibire, ma un processo in continua trasformazione.
Proprio quel percorso trova ora una naturale prosecuzione nel titolo scelto per l’incontro di Cremona: “Il viaggio del suono”.
Non una celebrazione retrospettiva, dunque, ma l’occasione per comprendere come muti negli anni il rapporto fra un musicista e il proprio strumento.
La timbrica, del resto, non è un semplice elemento tecnico. Per un chitarrista diventa identità, riconoscibilità, talvolta persino autobiografia.
Dietro una nota esistono le influenze assorbite, gli artisti incontrati, le esperienze maturate sui palchi e quella continua tensione verso una sonorità capace di appartenere veramente a chi la produce.
Il percorso annunciato per Cremona attraverserà stagioni musicali molto diverse.
Dal rapporto professionale con Mal all’esperienza con i Collage, fino alla collaborazione con Ivana Spagna e al confronto con interpreti internazionali del blues, il filo conduttore resta la chitarra come strumento di esplorazione.
Ed è probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti dell’incontro: osservare la carriera non attraverso la notorietà delle collaborazioni, ma attraverso ciò che ciascuna esperienza ha lasciato nel linguaggio di un musicista.
Cremona Musica diventa così il luogo nel quale una storia artistica può essere riletta attraverso l’evoluzione tecnica ed espressiva dello strumento.
Il titolo stesso, “Il viaggio del suono”, possiede qualcosa che va oltre la dimensione didattica.
Il suono viaggia perché cambia insieme all’artista. Assorbe gli anni, gli incontri, le contaminazioni e persino le deviazioni impreviste di una carriera. Ciò che un musicista cercava all’inizio del proprio percorso difficilmente coincide con quello che desidera ascoltare decenni più tardi.
Nell’intervista concessa ad Astra News era emerso proprio il senso di una vita artistica costruita attraversando esperienze differenti senza rinunciare alla curiosità e alla ricerca.
Venerdì quella narrazione lascerà idealmente la dimensione raccolta dell’intervista per raggiungere uno dei contesti italiani dedicati alla cultura degli strumenti musicali.
Il valore più autentico dell’appuntamento sta proprio qui.
Dopo tanti anni di palcoscenici, il musicista non porta a Cremona soltanto ciò che ha suonato, ma ciò che ha imparato ascoltando il proprio suono cambiare.
Una carriera può essere raccontata attraverso le date e i nomi che l’hanno accompagnata. Ma la storia di un chitarrista, alla fine, rimane soprattutto nelle note che ha scelto di cercare e in quelle che deve ancora trovare.

