– Il rogo è divampato il 31 agosto in un capannone della zona industriale dove erano depositati rifiuti plastici. I sindaci invitano a tenere chiuse porte e finestre, limitare gli spostamenti e sospendere le attività all’aperto
– Asili nido e strutture private per l’infanzia chiusi a San Felice a Cancello. Arpac ha avviato campionamenti su diossine, furani e PCB diossina-simili mentre la Regione attende gli esiti del monitoraggio ambientale
Santa Maria a Vico (Redazione) – Una colonna di fumo nero capace di superare i confini provinciali e trasformare un incendio industriale in una questione di salute pubblica per più territori. È quanto sta accadendo dopo il vasto rogo divampato nel pomeriggio del 31 agosto all’interno di un capannone della zona industriale di Airola, nel Beneventano, dove erano depositati rifiuti di materiale plastico.
Le fiamme hanno generato in breve tempo una densa nube, visibile a chilometri di distanza e sospinta dal vento anche verso la Valle di Suessola.
Da qui la scelta dei sindaci di Santa Maria a Vico e San Felice a Cancello di adottare misure precauzionali in attesa di un quadro più chiaro sulla qualità dell’aria.
A Santa Maria a Vico il sindaco Andrea Pirozzi ha annunciato l’emanazione di un’ordinanza e, nelle more della formalizzazione del provvedimento, ha invitato i cittadini a tenere chiuse porte e finestre, evitare la permanenza all’aperto e limitare gli spostamenti alle sole esigenze necessarie.
In caso di uscita viene raccomandato l’utilizzo della mascherina, con particolare attenzione alle persone più fragili.
Il provvedimento prevede anche la sospensione temporanea delle attività sportive, ricreative e ludiche all’aperto che possano comportare una prolungata esposizione ai fumi, fino al venir meno delle condizioni di criticità.
Il primo cittadino ha rivolto inoltre un invito alla popolazione a evitare allarmismi, seguire le indicazioni delle autorità e fare riferimento esclusivamente ai canali istituzionali per gli aggiornamenti.
Misure analoghe sono state predisposte a San Felice a Cancello.
Il sindaco Emilio Nuzzo ha annunciato un’ordinanza destinata a restare in vigore fino alla cessazione della fase considerata critica.
Tra le disposizioni figurano la sospensione delle attività all’aperto e la chiusura degli asili nido e delle strutture private per l’infanzia.
Ulteriori provvedimenti potranno essere introdotti sulla base delle indicazioni provenienti dagli organismi tecnici competenti.
Entrambe le amministrazioni hanno sottolineato la natura esclusivamente prudenziale delle misure adottate.
Al momento, infatti, la priorità consiste nel limitare l’esposizione della popolazione mentre vengono raccolti i dati necessari per comprendere quale sia stato l’effettivo impatto ambientale del rogo.
Su questo fronte è intervenuta anche la Regione Campania.
«La priorità resta la sicurezza delle persone e la tutela del territorio. Stiamo seguendo la situazione in costante raccordo con le strutture competenti e con le amministrazioni locali», ha dichiarato l’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro.
Arpac ha già attivato il monitoraggio ambientale ed effettuato campionamenti per la ricerca di diossine, furani e PCB diossina-simili, oltre ai controlli sugli altri inquinanti presenti nell’atmosfera.
È inoltre in valutazione l’impiego di un laboratorio mobile per ulteriori rilevazioni.
«Attendiamo gli esiti delle analisi per avere un quadro preciso degli eventuali effetti dell’incendio sulla qualità dell’aria – ha aggiunto Claudia Pecoraro –. È fondamentale basarsi sui dati e sulle valutazioni degli organismi tecnici, garantendo ai cittadini informazioni corrette e trasparenti».
L’assessora ha ringraziato anche i Vigili del Fuoco impegnati nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza e l’Arpac per la tempestività delle attività di controllo.
Il punto decisivo, nelle prossime ore, sarà proprio rappresentato dai risultati delle analisi.
Soltanto attraverso i dati sarà possibile stabilire se e in quale misura la nube generata dall’incendio abbia inciso sulla qualità dell’aria nei territori interessati.
Nel frattempo la prudenza resta la linea indicata dalle amministrazioni.
Chiudere le finestre, ridurre le attività all’aperto e proteggere soprattutto bambini, anziani e persone fragili non significa certificare la presenza di concentrazioni pericolose di sostanze.
Significa applicare un principio elementare di prevenzione mentre gli organismi tecnici completano le verifiche.
La vicenda di Airola ricorda ancora una volta quanto rapidamente un incendio che coinvolge materiali plastici possa trasformarsi da emergenza locale in problema di area vasta.
Il vento non conosce confini amministrativi.
Ed è proprio per questo che, prima delle polemiche e delle conclusioni, servono coordinamento, dati affidabili e informazioni pubbliche tempestive.
Nelle ore in cui la nube attraversa la Valle di Suessola, la risposta più responsabile rimane dunque quella suggerita dalle istituzioni: prudenza senza panico, attenzione senza allarmismo, in attesa che siano le analisi a dire cosa realmente c’è nell’aria.

