Mondo (Massimiliano Esposito) – Dopo oltre due decenni dominati dai programmi di quinta generazione, la competizione globale per la supremazia aerea è entrata in una nuova fase. Stati Uniti, Russia, Cina e anche il Giappone e diversi paesi europei hanno avviato ambiziosi programmi destinati a definire il futuro del combattimento aereo, sviluppando velivoli di sesta generazione progettati per operare in ambienti sempre più complessi e contestati.
I caccia di quinta generazione erano caratterizzati da tecnologia stealth, integrazione avanzata tra varie suite di sensori, elevata connettività e scambio di dati con altre piattaforme, avionica altamente digitalizzata e armi alloggiate internamente.
La sesta generazione porta tutto ad un nuovo livello: tecnologia stealth ulteriormente migliorata, integrazione con droni collaborativi (detti “wingman”) o altre piattaforme aeree usate come sistema di lancio missili esterno, capacità degli aerei di essere operati da remoto senza pilota, architettura software aperta per aggiornamenti rapidi, e anche nuove armi.
La Cina al momento sembra essere in testa a questa nuova corsa agli armamenti. I programmi di sesta generazione cinesi, designati da analisti militari occidentali con i nomi “JH-XX” e “J-XDS”, sono già arrivati alla fase di test dei primi prototipi. Il 26 dicembre 2024 fu osservato in volo un primo aereo dal design stealth e senza coda, denominato J-36 e costruito dalla Chengdu Aircraft Corporation. Contemporaneamente, fu avvistato un primo prototipo di un altro aereo stealth senza coda, quest’ultimo prodotto invece dalla Shenyang Aircraft Corporation.
Del prototipo della Shenyang sono poi apparse nuove foto nell’aprile del 2025 ed è stato denominato J-50 dagli analisti. Il mese dopo sono poi stati effettuati ulteriori test di volo del J-50. Nello stesso anno, gli Stati Uniti hanno annunciato che Boeing ha vinto il contratto per la produzione del nuovo caccia di sesta generazione del programma NGAD (Next Generation Air Dominance), con la denominazione di F-47.
Finora, del F-47 sono stati mostrati solo dei render in CGI, che stando a fonti ufficiali dell’Air Force non corrisponderebbero nemmeno esattamente ai prototipi reali, i cui test per ora continuano a essere svolti in assoluta segretezza. Il primo test di volo ufficiale è in programma per il 2028.
In Russia, lo sviluppo di un caccia intercettore di sesta generazione è stato avviato nel 2021. Il nome del programma russo è PAK-DP (Perspektivny Aviatsionny Kompleks Dal’nego Perekhvata, la cui traduzione è più o meno Complesso di aviazione potenziale per intercettazione a lungo raggio). L’aereo sarà costruito dalla Mikoyan ed è al momento definito con il nome MiG-41, anche se questo non è ancora il nome ufficiale. Il ruolo dell’aereo sarà intercettare missili supersonici e il velivolo sarà dotato anche di armi anti-satellite. Attualmente non ci sono ulteriori novità sui progressi di tale programma.
In Europa invece, l’Italia e il Regno Unito hanno avviato nel 2020 il programma Tempest, che nel dicembre del 2022 è stato unito al programma F-X giapponese in seguito ad accordi tra i tre paesi, dando vita al programma GCAP (Global Combat Air Programme). Le principali aziende coinvolte nel programma sono la Leonardo per l’Italia, la BAE Systems per il Regno Unito e la Mitsubishi Heavy Industries per il Giappone. Nel 2026 la Leonardo ha già testato tecnologie per il controllo da remoto senza pilota usando un M-346 riconfigurato. Il primo test di volo dell’aereo del GCAP è previsto nel 2028 e l’avvio della produzione nel 2030.
Parallelamente, altri paesi europei, in particolare Francia, Germania e Spagna, avevano avviato un proprio programma simile, denominato FCAS (Future Combat Air System), il progetto però è stato appena cancellato (giugno 2026) per varie motivazioni, tra le quali: la richiesta da parte della francese Dassault di avere controllo totale e leadership del progetto, mentre Airbus voleva una partnership alla pari; il rifiuto, sempre da parte di Dassault, di condividere tecnologie e dati con Airbus, sua competitor (all’infuori del contesto del progetto); differenti necessità operative per ciascuno dei paesi partecipanti.
Nei prossimi anni avremo modo di osservare quali soluzioni tecnologiche si dimostreranno più efficaci e quali paesi riusciranno effettivamente a trasformare i propri ambiziosi progetti in capacità operative concrete. Una cosa però appare già certa: il futuro della supremazia aerea non dipenderà più soltanto dalle prestazioni del singolo velivolo, ma dalla capacità di integrare efficacemente droni e sistemi avanzati all’interno di una rete di combattimento sempre più complessa e interconnessa.
AGGIORNAMENTO: è di poche ore fa (giorno 22/06/26) la notizia che il CEO di Leonardo, Lorenzo Mariani, ha dichiarato al Financial Times che l’Italia sarebbe favorevole all’ingresso della Germania nel programma GCAP, apertura che arriva proprio in seguito all’abbandono del programma FCAS.

