La vera prova non è il costume: la salute si costruisce ogni giorno a tavola

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(Rosanna Merolillo*) Ogni anno, con l’arrivo dell’estate, torna puntuale un’espressione che ormai fa parte del nostro vocabolario: “la prova costume”. Due parole apparentemente innocue che, però, racchiudono un messaggio profondamente sbagliato: l’idea che il nostro corpo debba essere giudicato, modificato o “aggiustato” in funzione di qualche settimana al mare. Come nutrizionista, credo sia arrivato il momento di cambiare prospettiva. L’alimentazione non dovrebbe essere uno strumento per superare un esame estetico. Dovrebbe essere il mezzo con cui scegliamo, ogni giorno, di prenderci cura della nostra salute, della nostra energia e della qualità della nostra vita.

Problema è che il nostro cervello tende a dare molta più importanza alle conseguenze immediate rispetto a quelle che si manifestano nel tempo. Pensiamo a una giornata d’inverno: usciamo senza coprirci adeguatamente, prendiamo freddo e, magari, dopo uno o due giorni compare il raffreddore. L’associazione causa-effetto è semplice, diretta, quasi automatica. Proprio perché la conseguenza arriva rapidamente, siamo molto più propensi a modificare il nostro comportamento per proteggerci. Con l’alimentazione, invece, accade l’esatto opposto. Una dieta povera di frutta e verdura, ricca di alimenti ultra-processati, zuccheri e grassi di scarsa qualità difficilmente provoca un problema evidente il giorno dopo. Non ci svegliamo con il diabete, con una malattia cardiovascolare o con il fegato grasso dopo una cena sbilanciata. Ed è proprio questa apparente assenza di conseguenze immediate a farci abbassare la guardia. Le nostre scelte alimentari funzionano come un investimento. Ogni pasto rappresenta un piccolo deposito sul conto della salute oppure un piccolo prelievo.

Un singolo episodio conta poco, ma la somma di migliaia di scelte ripetute negli anni fa la differenza. Le principali malattie croniche non nascono all’improvviso. Si costruiscono lentamente, spesso in silenzio, mentre noi continuiamo a pensare che “tanto sto bene”. Ecco perché inseguire la forma fisica solo a Luglio è una strategia destinata a fallire. Le diete drastiche, i digiuni improvvisati e le restrizioni estreme possono anche far scendere rapidamente il numero sulla bilancia, ma raramente insegnano a mangiare meglio. Molto più spesso lasciano frustrazione, perdita di massa muscolare ed effetto yo-yo. La vera sfida non è perdere qualche chilo prima delle vacanze. La vera sfida è costruire uno stile di vita che ci permetta di stare bene anche a Settembre, a Dicembre e tra dieci o vent’anni. Mangiare bene non significa vivere di rinunce. Significa imparare a fare scelte sostenibili, trovare un equilibrio che duri nel tempo e capire che il nostro corpo merita rispetto in ogni stagione, non solo quando indossa un costume.

Concludo con 4 consigli per vivere meglio l’estate:

1. Idratati prima ancora di avere sete. La sete è già un segnale di disidratazione. Acqua, frutta ricca di acqua e verdure fresche aiutano a mantenere un corretto equilibrio idrico durante le giornate più calde.

2. Dai spazio ai piatti unici. Insalate con cereali integrali, legumi, pesce, uova o pollo permettono di ottenere pasti completi, sazianti e facili da preparare anche quando fa molto caldo.

3. Non saltare i pasti per “compensare”. Saltare pranzo per concedersi una cena più abbondante raramente porta benefici. Meglio distribuire l’energia durante la giornata ed evitare di arrivare ai pasti principali con una fame eccessiva.

4. Gusta il gelato senza sensi di colpa. Il gelato può tranquillamente trovare spazio in un’alimentazione equilibrata. La differenza, come sempre, la fanno frequenza, quantità e il contesto complessivo della dieta, non il singolo alimento. Quest’estate non affrontare la prova costume, affronta la scelta di prenderti cura di te ogni giorno.

*Biologa Nutrizionista