Roma (Domenico Panetta). “Macron ha ragione”. Tre parole che, pronunciate dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, segnano un cambio di rotta inaspettato quanto profondo. I rapporti tra il governo italiano e quello francese, storicamente altalenanti, sembrano aver trovato un nuovo baricentro dopo la “riunione dei volenterosi” a Parigi. È l’inizio di una fase che potrebbe consolidarsi nel prossimo vertice informale dei leader UE a Cipro, delineando una nuova postura internazionale per l’Italia.
L’occasione della svolta è stata la presentazione del libro di Carlo Calenda. Qui Crosetto ha sposato la linea della fermezza di Emmanuel Macron: per essere liberi, bisogna essere temuti. “La deterrenza non si fa a parole — ha incalzato il Ministro — un dittatore non si ferma davanti a un cartello”.
Questa nuova sintonia si inserisce in un solco più ampio tracciato dalla premier Giorgia Meloni, caratterizzato da una progressiva presa di distanza da Donald Trump (accentuata dopo gli attacchi dell’ex presidente a Papa Leone XIV) e da un avvicinamento pragmatico alle cancellerie europee.
Il banco di prova di questo asse è la sicurezza dello Stretto di Hormuz. L’Italia valuta seriamente l’invio di navi militari, pur ponendo due condizioni: la fine delle ostilità e il passaggio parlamentare. Tuttavia, Crosetto ha introdotto un elemento di forte pragmatismo: l’ipotesi di agire anche senza mandato ONU, qualora questo venisse bloccato dai veti russi.
L’idea è quella di una coalizione internazionale di 30 o 50 nazioni, seguendo il modello dell’operazione Aspides già attiva nel Mar Rosso. La fattibilità tecnica verrà discussa a breve in un incontro tra i vertici militari europei, mentre il tema politico sarà centrale al vertice di Cipro, dove si discuterà anche di libertà di navigazione e prezzi dei combustibili.
La prospettiva di una missione fuori dall’ombrello ONU sta già agitando le acque a Montecitorio. Se Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra gridano alla “scelta grave”, il Partito Democratico appare meno granitico. Alessandro Alfieri (PD) ha ammesso la difficoltà di ottenere una cornice ONU, suggerendo di lavorare a un ambito multilaterale largo.
Parallelamente, il “rammendaggio” con la Francia procede spedito: il 4 giugno in Valle d’Aosta si riunirà il Comitato di cooperazione transfrontaliera con i ministri Tajani e Barrot.
Resta alta la preoccupazione per il Libano meridionale. Con la missione Unifil in scadenza a dicembre e segnata dal recente lutto di un soldato francese, Crosetto avverte: “Dobbiamo pensare a come sostituirla, un Libano che esplode è un problema per il mondo”. Sulla stessa scia il Presidente Sergio Mattarella, che in un messaggio a Macron ha ribadito l’importanza della missione come presidio fondamentale della stabilità e del diritto umanitario internazionale.
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