Caserta/Capodrise (Cristiano Pieraldi) – Non è stata soltanto una serata di festa, ma un autentico tributo all’identità culturale della Terra di Lavoro. Il gran finale dei festeggiamenti in onore di Maria Santissima del Carmelo ha trasformato Capodrise in un palcoscenico dove musica popolare, tradizione e partecipazione collettiva si sono intrecciate in uno spettacolo di rara intensità, capace di coinvolgere ed emozionare una piazza gremita.
Ad aprire il programma conclusivo, alle 21.30, nell’area dell’ex Piazza Massaro, oggi zona Casa Fusco, è stato il concerto dell’Orchestra Popolare dell’Istituto “Terra di Lavoro” di Caserta, presenza fortemente voluta dal Comitato Organizzatore per celebrare la ricorrenza religiosa attraverso il linguaggio universale della musica.
Protagonisti assoluti oltre trenta giovani musicisti, tra i quali anche ragazzi di Capodrise insieme a studenti provenienti da numerosi comuni della provincia di Caserta. Con competenza, entusiasmo e sorprendente maturità artistica hanno proposto un repertorio dedicato ai canti della tradizione popolare campana, restituendo nuova vitalità a melodie che custodiscono la memoria, la cultura e l’identità di un intero territorio.
A guidare l’ensemble con autorevolezza, sensibilità musicale e straordinaria capacità didattica è stato il maestro e professore Emilio Di Donato, autentica anima del progetto. La sua direzione, sempre precisa e coinvolgente, ha saputo mettere in risalto le qualità di ciascun componente dell’orchestra, trasformando il concerto in un racconto musicale nel quale rigore tecnico, passione e sentimento hanno trovato un equilibrio perfetto.
L’esecuzione ha evidenziato una preparazione di assoluto livello. Ogni sezione dell’orchestra ha offerto un contributo determinante alla qualità complessiva della performance. I violini hanno impreziosito le melodie con eleganza e raffinatezza interpretativa; clarinetti, flauti e gli altri strumenti a fiato hanno colorato ogni brano con sfumature timbriche di grande suggestione; le chitarre hanno sostenuto con equilibrio l’architettura armonica delle composizioni, dialogando con un basso elettrico sempre puntuale e con una sezione ritmica nella quale le percussioni hanno scandito con energia e precisione ogni passaggio musicale. Tutto l’ensemble ha dimostrato un affiatamento raro per un’orchestra giovanile, frutto di uno studio costante, di prove meticolose e di un’attenta preparazione tecnica.
Di particolare rilievo anche le prove dei giovani interpreti alla voce, che hanno affrontato un repertorio ricco di sfumature con sicurezza, intonazione e notevole capacità espressiva, riuscendo a trasmettere al pubblico l’autenticità e il valore emotivo dei canti popolari campani.
Il concerto ha assunto anche una significativa dimensione divulgativa. Ogni brano è stato preceduto da una breve presentazione che ne illustrava l’origine, il contesto storico e il significato culturale, accompagnando gli spettatori in un viaggio ideale attraverso la provincia di Caserta. Da Pignataro Maggiore ai canti popolari di Sessa Aurunca, fino ad altri luoghi simbolo della Terra di Lavoro, la musica è diventata il filo conduttore di un racconto collettivo che ha rafforzato il senso di appartenenza alle proprie radici.
L’entusiasmo del pubblico ha accompagnato ogni esecuzione con applausi prolungati. Numerosi i cittadini di Capodrise presenti insieme alle famiglie dei giovani musicisti, che hanno seguito con evidente emozione ogni momento del concerto, condividendo l’orgoglio per il percorso artistico dei propri figli. In platea erano presenti anche numerosi docenti dell’Istituto “Terra di Lavoro”, guidato dalla dirigente scolastica Emilia Nocerino, che hanno voluto testimoniare con la loro partecipazione la vicinanza a un progetto capace di coniugare formazione, cultura e valorizzazione delle tradizioni popolari.
Il momento più intenso della serata è arrivato al termine dell’esibizione, quando gli stessi studenti hanno voluto rendere omaggio al professore Emilio Di Donato, consegnandogli alcuni doni in segno di gratitudine e di affetto. Un gesto spontaneo, accolto da una calorosa ovazione della piazza, che ha raccontato più di qualsiasi discorso il profondo legame umano e artistico costruito dal maestro con i suoi allievi. Un riconoscimento che ha suggellato il valore educativo di un percorso nel quale la musica diventa anche scuola di vita, crescita personale e trasmissione di valori. Durante la serata si è registrato anche il messaggio di saluto del parroco don Giuseppe Di Bernardo
Conclusa l’esibizione dell’orchestra, la festa è proseguita con lo spettacolo di Simone Schettino, che ha conquistato il pubblico grazie alla sua comicità brillante, alternando ironia, satira e osservazioni sulla quotidianità, mantenendo viva l’attenzione della piazza fino agli ultimi istanti della serata.
A chiudere ufficialmente i festeggiamenti è stato il tradizionale incendio del campanile, uno dei momenti più attesi della ricorrenza. Le spettacolari scenografie di fuoco hanno illuminato il cielo di Capodrise tra lo stupore e gli applausi dei presenti, regalando un finale di grande fascino capace di coniugare spettacolarità e devozione.
La conclusione della Festa del Carmine ha confermato come una ricorrenza religiosa possa trasformarsi in un’occasione di autentica crescita culturale e civile. Attraverso il talento delle nuove generazioni, la dedizione di educatori come Emilio Di Donato e la forza inesauribile della tradizione popolare, Capodrise ha celebrato non soltanto una festa, ma il valore più profondo della propria identità. Una comunità continua a costruire il proprio futuro soltanto quando riesce a trasmettere ai giovani il patrimonio di memoria, cultura e appartenenza che la rende unica.
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