– Il 22 ottobre specialisti italiani e internazionali si confronteranno sulle infezioni periprotesiche di anca e ginocchio
– L’iniziativa scientifica nasce dall’esperienza del reparto di Ortopedia e punta a favorire un approccio multidisciplinare alla cura dei pazienti
Maddaloni (Carlo Pascarella) – Una sfida clinica sempre più attuale, destinata ad assumere un ruolo centrale nel dibattito medico dei prossimi anni. Saranno le infezioni periprotesiche di anca e ginocchio il tema al centro del Congresso di Ortopedia in programma il prossimo 22 ottobre a Napoli, nella prestigiosa Sala Mirabilis dell’Hotel Royal Continental.
L’evento è organizzato annualmente dalla Casa di Cura San Michele di Maddaloni e rappresenta uno degli appuntamenti scientifici più attesi nel panorama specialistico del Mezzogiorno. A guidarne l’organizzazione è Virgilio Barletta, direttore del reparto di Ortopedia della struttura sanitaria maddalonese e responsabile scientifico del congresso.
L’incontro, dal titolo “Infezioni periprotesiche di anca e ginocchio dalla diagnosi alla revisione: Game Changer & Clinical Experiences”, riunirà esperti provenienti da importanti realtà ospedaliere e universitarie italiane ed europee con l’obiettivo di approfondire le più recenti evidenze scientifiche e condividere esperienze cliniche maturate sul campo.
L’incremento costante degli interventi di protesizzazione, dovuto sia all’invecchiamento della popolazione sia alla crescente efficacia delle tecniche chirurgiche, ha infatti determinato una maggiore attenzione verso le complicanze infettive che possono compromettere il successo degli impianti.
«L’incidenza delle infezioni periprotesiche è in costante aumento a causa del numero sempre più elevato di protesi impiantate ogni anno sia per patologie degenerative sia per eventi traumatici» spiega Virgilio Barletta.
Secondo gli specialisti, l’insorgenza di un’infezione può compromettere il buon esito dell’intervento, provocare il fallimento dell’impianto e determinare importanti limitazioni funzionali per il paziente, rendendo necessari ulteriori interventi chirurgici particolarmente complessi.
La difficoltà non riguarda soltanto la fase terapeutica, ma spesso anche quella diagnostica. Individuare tempestivamente il problema e scegliere il trattamento più appropriato richiede infatti competenze multidisciplinari e una stretta collaborazione tra ortopedici, infettivologi, microbiologi e specialisti della riabilitazione.
Uno degli aspetti più delicati è rappresentato dalla formazione del biofilm batterico sulla superficie delle protesi. Questa sorta di barriera protettiva rende più difficile l’azione degli antibiotici e obbliga i medici a pianificare strategie terapeutiche altamente specialistiche.
Per questo motivo il congresso si propone di offrire ai partecipanti strumenti aggiornati e indicazioni pratiche per affrontare una problematica che coinvolge migliaia di pazienti ogni anno.
A impreziosire il programma scientifico saranno relatori di assoluto prestigio. Tra questi Tiziana Ascione, infettivologa dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, Giovanni Balato del Policlinico Federico II di Napoli, tra i maggiori esperti nel trattamento chirurgico delle infezioni periprotesiche, e Thorsten Gehrke, direttore dell’Endo Klinik di Amburgo e riconosciuto a livello internazionale come una delle massime autorità nel settore.
La presenza di specialisti provenienti da differenti realtà professionali consentirà di affrontare il tema sotto molteplici punti di vista, favorendo il confronto tra esperienze e modelli organizzativi diversi.
L’appuntamento conferma inoltre il ruolo crescente della Casa di Cura San Michele di Maddaloni nel campo dell’ortopedia specialistica e della formazione medica, consolidando il legame tra assistenza sanitaria, ricerca e aggiornamento professionale.
Una giornata di studio che guarda al futuro della chirurgia ortopedica e che pone al centro la qualità delle cure, la sicurezza dei pazienti e l’innovazione scientifica, con l’ambizione di trasformare la conoscenza in strumenti concreti per migliorare i risultati clinici e la qualità della vita di chi affronta un percorso protesico.

