– Accordo per l’acquisizione del gruppo alimentare fondato nel 1991, oggi presente in oltre 15 Paesi con quattro marchi e più di 250 dipendenti. Per il 2026 previsti ricavi superiori a 90 milioni di euro e un margine operativo lordo di circa 14 milioni
– Il fondo Bluegem Capital Partners, partecipato dalla società della famiglia proprietaria di Campari, investe sulle eccellenze gastronomiche italiane. Pinsa, focaccia romana, arancini e supplì al centro di un progetto di espansione europea, mentre il management manterrà una quota di minoranza
Maddaloni (Redazione) – Dalle radici produttive della provincia di Caserta ai mercati internazionali, attraverso un progetto industriale destinato ad aprire una nuova stagione di crescita per una delle realtà più significative dell’agroalimentare campano. Rispo Group, azienda con sede a Maddaloni e specializzata nella produzione di specialità gastronomiche surgelate di alta gamma, si prepara a un importante cambiamento societario: Bluegem Capital Partners ha sottoscritto un accordo per acquisire il gruppo dai fondi gestiti da Europe Capital Partners.
L’operazione, annunciata venerdì 16 ottobre 2026, rappresenta un passaggio di particolare rilievo per il tessuto economico casertano, proiettando un’impresa nata sul territorio verso una strategia di consolidamento e sviluppo su scala paneuropea.
Il progetto punta soprattutto sull’espansione internazionale delle specialità alimentari italiane, con particolare attenzione alla pinsa e alla focaccia romana surgelate, prodotti per i quali gli investitori individuano prospettive di crescita della domanda estera.
Fondata nel 1991, Rispo ha progressivamente costruito una struttura industriale capace di coniugare la tradizione gastronomica nazionale con le esigenze della produzione moderna.
Il gruppo comprende quattro marchi, Rispo, Garbo, Gela e Panificio Villa, attraverso i quali realizza un’ampia gamma di preparazioni destinate alla ristorazione professionale, alla distribuzione commerciale e alle forniture tra imprese.
Nel portafoglio produttivo figurano arancini, supplì, olive all’ascolana, fiori di zucca, pinsa e focaccia romana, espressioni differenti della cultura alimentare italiana, accomunate dalla necessità di garantire standard qualitativi costanti e una distribuzione efficiente.
Una proposta che ha consentito all’azienda di consolidare la propria presenza sul mercato nazionale e di raggiungere progressivamente numerosi Paesi stranieri.
Attualmente il gruppo dispone di quattro stabilimenti produttivi in Italia, impiega oltre 250 persone e serve più di 750 clienti attraverso differenti canali commerciali.
La sua rete di distribuzione si estende a oltre 15 Paesi, distribuiti su quattro continenti, confermando una vocazione internazionale già presente nell’attuale modello aziendale.
Particolarmente significativi i risultati economici attesi per il 2026.
Le previsioni indicano ricavi superiori a 90 milioni di euro e un margine operativo lordo, comunemente indicato con l’acronimo Ebitda, di circa 14 milioni.
Numeri che testimoniano le dimensioni raggiunte dal gruppo e costituiscono il punto di partenza della strategia delineata dal nuovo investitore.
Il percorso di crescita appare ancora più evidente considerando che, al momento dell’ingresso di Europe Capital Partners nel 2018, il fatturato si attestava intorno ai 18 milioni di euro.
Il passaggio all’attuale prospettiva di ricavi superiori a 90 milioni evidenzia una trasformazione industriale e commerciale di notevole portata.
La nuova operazione societaria non prevede, tuttavia, l’uscita completa dell’attuale squadra dirigente.
Il management di Rispo reinvestirà infatti al fianco di Bluegem, conservando una partecipazione di minoranza nel capitale del gruppo.
Una scelta che punta a garantire continuità gestionale, valorizzando le competenze maturate durante il precedente percorso di sviluppo.
Alla guida operativa resterà l’amministratore delegato Franck Bocquet, mentre la presidenza del gruppo sarà affidata a Paolo Perego, manager con una lunga esperienza internazionale nell’industria alimentare e delle bevande.
L’obiettivo dichiarato è costruire una piattaforma europea di riferimento nel segmento delle specialità surgelate premium, attraverso investimenti produttivi, rafforzamento commerciale e possibili acquisizioni complementari.
La strategia di Bluegem si concentra su imprese manifatturiere caratterizzate da prodotti riconoscibili, una solida identità gastronomica e opportunità di sviluppo nei mercati esteri.
In questo scenario, Rispo viene considerata una base industriale dalla quale avviare un processo di espansione capace di coinvolgere progressivamente ulteriori realtà del comparto.
Particolare attenzione sarà riservata alla pinsa e alla focaccia romana, due prodotti che negli ultimi anni hanno conquistato crescente visibilità anche al di fuori dei confini italiani.
La loro diffusione internazionale si inserisce nella più ampia valorizzazione della gastronomia nazionale, sempre più presente nelle proposte della ristorazione e nella distribuzione alimentare di numerosi Paesi.
La produzione surgelata consente inoltre di rispondere alle esigenze degli operatori professionali, interessati a preparazioni che assicurino praticità, continuità degli approvvigionamenti e una gestione più efficiente delle scorte.
Proprio questa combinazione tra identità gastronomica e organizzazione industriale rappresenta uno degli elementi sui quali Bluegem intende fondare il proprio investimento.
L’operazione assume un ulteriore significato per la presenza, tra gli azionisti della società di private equity, di Lagfin, la holding della famiglia Garavoglia, che controlla il gruppo Campari.
Lagfin è entrata nel capitale di Bluegem nel 2025 in qualità di azionista strategico di minoranza, rafforzando il collegamento del fondo con il settore alimentare e delle bevande.
La partecipazione non significa che Campari abbia direttamente acquisito Rispo: l’acquirente è Bluegem Capital Partners, attraverso la propria struttura di investimento.
Una distinzione importante per comprendere correttamente l’assetto dell’operazione.
Per Bluegem si tratta del secondo investimento realizzato in meno di tre mesi, dopo l’accordo relativo a The Béaba Suavinex Group, sottoscritto durante l’estate.
Il nuovo intervento conferma l’interesse del fondo per imprese capaci di coniugare competenze industriali, riconoscibilità dei prodotti e potenzialità di espansione internazionale.
Secondo il progetto illustrato dagli investitori, lo sviluppo di Rispo dovrà procedere attraverso il rafforzamento dell’organizzazione commerciale, l’innovazione dell’offerta e l’individuazione di ulteriori opportunità di acquisizione in Italia e nel resto d’Europa.
Un percorso che potrebbe ampliare il perimetro operativo del gruppo, favorendo l’ingresso in nuovi mercati e il consolidamento di quelli già raggiunti.
Per il territorio di Maddaloni e, più in generale, per la provincia di Caserta, l’accordo assume una valenza che supera il semplice trasferimento di quote societarie.
La presenza di un’azienda alimentare capace di attrarre capitali internazionali rappresenta infatti un elemento di interesse per l’economia locale, soprattutto in un contesto nel quale la competitività industriale richiede investimenti, capacità di innovazione e apertura commerciale.
Rispo costituisce un esempio di come un’attività produttiva radicata nel Mezzogiorno possa sviluppare una dimensione economica significativa senza rinunciare alla propria origine territoriale.
Il nuovo assetto potrebbe offrire ulteriori possibilità di crescita, anche se gli effetti concreti sull’occupazione e sugli stabilimenti dovranno essere valutati alla luce delle decisioni industriali che saranno assunte nei prossimi mesi.
Al momento non sono stati annunciati specifici incrementi degli organici né nuovi insediamenti produttivi nel Casertano.
L’operazione, inoltre, non è ancora definitivamente perfezionata.
Il completamento dell’acquisizione resta subordinato alle consuete autorizzazioni regolamentari e al verificarsi delle condizioni previste dagli accordi tra le parti.
Soltanto dopo il completamento di questi passaggi il trasferimento del controllo potrà considerarsi concluso.
La prospettiva delineata rimane comunque di particolare interesse per il comparto agroalimentare italiano, nel quale le specialità tradizionali continuano ad attirare l’attenzione di investitori intenzionati a sviluppare progetti industriali di dimensione internazionale.
Il valore economico del Made in Italy non risiede esclusivamente nella notorietà delle sue ricette, ma anche nella capacità delle imprese di trasformare quel patrimonio culturale in prodotti competitivi, organizzando filiere produttive efficienti e costruendo rapporti commerciali duraturi.
In questa direzione si colloca la strategia annunciata da Bluegem, che individua nelle preparazioni surgelate di alta gamma un segmento capace di rispondere all’evoluzione dei consumi e alle necessità della ristorazione contemporanea.
Per Rispo si apre dunque una fase nella quale la continuità della gestione dovrà accompagnarsi a un rafforzamento della presenza internazionale.
L’impresa di Maddaloni si prepara ad affrontare questa nuova stagione partendo da una struttura produttiva consolidata, da un portafoglio di marchi diversificato e da risultati economici che testimoniano il percorso compiuto negli ultimi anni.
Una vicenda industriale che offre anche uno spunto di riflessione sulle potenzialità del sistema produttivo casertano, spesso raccontato attraverso le sue difficoltà, ma capace di esprimere realtà imprenditoriali competitive sui mercati globali.
La sfida sarà trasformare l’interesse degli investitori in uno sviluppo duraturo, capace di valorizzare competenze, qualità dei prodotti e radicamento territoriale.
Dalla provincia di Caserta alle tavole di numerosi Paesi, il futuro di Rispo si annuncia così legato a una prospettiva ambiziosa: portare sempre più lontano le specialità della cucina italiana, dimostrando che anche da una realtà produttiva del Mezzogiorno possono nascere progetti industriali di respiro europeo.

