Roma (Domenico Panetta) – Un nuovo caso diplomatico scuote i rapporti tra Roma e Mosca, riportando al centro del dibattito la violenza verbale della propaganda russa. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso ufficialmente la propria “indignazione” per i pesanti attacchi rivolti alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante una trasmissione televisiva russa.
Secondo quanto si apprende da fonti del Colle, il Capo dello Stato ha fatto pervenire alla premier un messaggio di ferma solidarietà. Mattarella ha voluto stigmatizzare le parole definite “volgari e inaccettabili” pronunciate da Vladimir Solovyov, noto conduttore televisivo considerato la “voce” del Cremlino.
Non è la prima volta che Solovyov utilizza il suo spazio mediatico per scagliarsi contro i leader occidentali, ma l’astio rivolto alla premier italiana ha superato i confini della critica politica, sfociando in insulti personali che hanno spinto la massima carica dello Stato a intervenire a difesa dell’istituzione di Palazzo Chigi.
Gli attacchi russi arrivano in un momento di forte tensione internazionale, con l’Italia fermamente schierata a sostegno dell’Ucraina. La retorica di Solovyov è stata interpretata come un tentativo di intimidazione mediatica, volto a colpire la figura della premier per il suo ruolo attivo nel contesto europeo e atlantista.
La nota del Quirinale ha innescato una reazione a catena nel mondo politico italiano. Maggioranza e opposizione si sono ritrovate unite nel condannare le esternazioni della TV russa, ribadendo che il confronto tra Stati, pur nelle divergenze più radicali, non può mai trascendere nel fango e nella volgarità.
L’intervento di Mattarella, custode dei valori costituzionali e del decoro istituzionale, segna un punto di fermo: la difesa della dignità nazionale non ammette deroghe, specialmente di fronte a attacchi orchestrati per via propagandistica.

