Teheran (Redazione) – Il conflitto in Medio Oriente registra una nuova e pericolosa escalation. La tensione si concentra soprattutto sull’asse Israele-Libano-Iran, mettendo a rischio i fragili tentativi diplomatici avviati nelle scorse settimane. Nella giornata di ieri (7 giugno) Israele ha condotto raid aerei nei sobborghi meridionali di Beirut contro obiettivi collegati a Hezbollah, in risposta a lanci di razzi verso il nord del Paese. L’azione ha provocato una dura reazione dell’Iran, che ha lanciato una serie di missili contro il territorio israeliano, in particolare Tel Aviv, segnando il più grave deterioramento della situazione dalla tregua raggiunta ad aprile. Secondo le autorità israeliane, i missili sono stati in gran parte intercettati e non si registrano danni significativi.
Parallelamente, Hezbollah ha respinto diverse proposte di cessate il fuoco negoziate con la mediazione internazionale, sostenendo che le condizioni avanzate sono inaccettabili. Il mancato accordo mantiene alta l’instabilità nel sud del Libano, dove continuano scontri, bombardamenti e spostamenti di popolazione civile.
Anche gli Stati Uniti sono coinvolti nella crisi. Washington sta cercando di evitare un allargamento del conflitto e ha invitato tutte le parti alla moderazione, mentre proseguono i colloqui con Teheran. Tuttavia, le recenti minacce iraniane contro interessi statunitensi nella regione mostrano quanto il quadro resti fragile.

