Milano (Redazione) – Un lungo applauso, migliaia di sciarpe alzate verso il cielo e un solo coro: «C’è solo un capitano». Milano ha reso l’ultimo omaggio a Franco Baresi, leggenda del Milan e del calcio italiano, nel giorno dei funerali celebrati nella Basilica di Sant’Ambrogio, gremita ben prima dell’inizio della cerimonia.
Già due ore prima dell’inizio della funzione religiosa centinaia di tifosi si erano radunati davanti alla basilica. A sventolare, tra gli applausi e i cori, la storica bandiera rossonera con il numero 6, simbolo di un capitano rimasto nel cuore di intere generazioni. Sul palazzo di fronte alla chiesa la Curva Sud ha esposto un grande striscione con la scritta: «Leggenda immortale, inimitabile bandiera che non smetterà mai di sventolare. Ciao Capitano».
Il feretro, adornato con rose bianche e rosse, è stato accolto da un’atmosfera di profonda commozione. Numerose le personalità del calcio presenti per salutare uno dei più grandi difensori della storia. Tra gli ex compagni di squadra figuravano Mauro Tassotti, Alberico Evani, Filippo Galli, Nevio Scala, Angelo Colombo, Marco Simone, Riccardo Montolivo, oltre a Paolo Maldini e Marco Van Basten, accolti da una calorosa ovazione all’ingresso della basilica.
Presente anche il nuovo amministratore delegato del Milan Massimo Calvelli, insieme ai vertici del calcio italiano e ai rappresentanti di numerosi club.
Particolarmente toccante il ricordo pronunciato durante l’omelia dall’abate di Sant’Ambrogio, Carlo Faccendini, che ha richiamato il soprannome con cui Franco Baresi era conosciuto da bambino, “Piscinin”, sottolineando come la sua grandezza sportiva sia sempre stata accompagnata da umiltà, fede e straordinarie qualità umane.
La prima lettura della celebrazione è stata affidata a Beppe Bergomi, legato a Baresi anche dall’esperienza condivisa come tedofori alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Tra gli interventi più emozionanti anche quello dell’ex portiere Giovanni Galli, che ha ricordato il momento in cui Baresi sollevò la Coppa dei Campioni conquistata dal Milan a Barcellona, simbolo della rinascita rossonera dopo anni difficili.
Al termine della funzione il feretro è stato portato all’esterno della basilica da alcuni tra gli storici compagni di squadra: Demetrio Albertini, Alessandro Costacurta, Pietro Paolo Virdis, Massimo Ambrosini, Marco Simone e Alberico Evani. Sul sagrato migliaia di tifosi hanno salutato il loro capitano con un interminabile applauso, tra cori, sciarpe alzate e lacrime.
Alla cerimonia hanno partecipato anche il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, il presidente del Torino Urbano Cairo, il ministro per lo Sport Andrea Abodi, il direttore tecnico della FIGC Claudio Ranieri, Roberto Baggio, il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli e numerose delegazioni di club italiani e stranieri, tra cui Real Madrid, Barcellona, Inter, Juventus, Roma e Fiorentina.
Non sono mancati momenti di contestazione all’arrivo del proprietario del Milan Gerry Cardinale, del presidente rossonero Paolo Scaroni e del sindaco di Milano Beppe Sala, accolti da una parte della tifoseria con fischi e cori di dissenso.
Le corone di fiori inviate dalla FIFA, dal presidente Gianni Infantino, da Andriy Shevchenko, da Sebastiano Rossi, oltre che da istituzioni sportive e civili, hanno testimoniato il profondo rispetto internazionale nei confronti di un campione che ha segnato un’epoca.
L’ultimo saluto a Franco Baresi ha restituito l’immagine di un uomo capace di andare ben oltre i trofei conquistati. Capitano, simbolo di appartenenza e modello di correttezza, lascia un’eredità che continua a vivere nella memoria del Milan, del calcio italiano e di tutti coloro che hanno riconosciuto in lui non soltanto un fuoriclasse, ma un esempio di stile, umiltà e fedeltà ai propri valori.

