Miss Fashion in Tour, Camigliano incorona Miriam Ukwuoma: la ventenne di Qualiano conquista il titolo in una notte di bellezza, talento e inclusione

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– Sul podio Cristiana Davide e Diana Francesca Capasso; nove concorrenti conquistano l’accesso alla finale 2027, mentre la diciannovenne sammaritana aggiunge un nuovo riconoscimento al titolo di Miss Dea Vitula 2026 conquistato appena domenica scorsa a Vitulazio

– Cinzia Imparato firma un’altra tappa importante della sua manifestazione, Ettore Dimitroff governa il palco e Armando Fusco apre le porte di Miss Mondo Campania/Basilicata alle partecipanti

Camigliano (Carlo Pascarella) – Alla fine resta un nome, Miriam Ukwuoma. E resta l’immagine di una corona che ieri sera, a Camigliano, ha trovato nella ventenne di Qualiano il volto della bellezza scelta dalla giuria di Miss Fashion in Tour. Una giovane donna di colore sul gradino più alto del podio: non una concessione alla retorica dell’inclusione, ma il segno naturale di una società nella quale la bellezza ha finalmente imparato a parlare molti linguaggi.

Miriam ha vinto per ciò che ha saputo esprimere sulla passerella, per la sua presenza e per la personalità restituita sotto i riflettori. Il colore della sua pelle non spiega il verdetto; semmai rende quella fotografia ancora più contemporanea. Una bellezza che non domanda di essere ricondotta a un modello, ma rivendica il diritto di possedere un volto, una storia, un’identità.

Astra News ha seguito da vicino la tappa di Camigliano della sedicesima edizione di Miss Fashion in Tour, entrando nel cuore di una serata nella quale moda e spettacolo hanno incontrato formazione, territorio e aspirazioni. Ventuno ragazze, una giuria composita, un pubblico partecipe e, soprattutto, un progetto che da molti anni prova a sottrarre i concorsi di bellezza alla sola dimensione estetica.

L’anima di quel progetto è Cinzia Imparato, ideatrice e patron di Miss Fashion in Tour, coreografa, docente di portamento e postura e talent scout. La manifestazione nasce nel 2011 a Marcianise, parallelamente all’esperienza dell’Accademia New Talent Artist, e attraversa oggi la sua sedicesima edizione.

La longevità, in questo caso, non è soltanto una questione di numeri. Racconta la capacità di Imparato di custodire un’intuizione facendola maturare: la passerella come luogo nel quale l’estetica incontra disciplina, portamento, personalità, comunicazione e consapevolezza del proprio corpo.

Sotto i riflettori di Camigliano hanno sfilato Diana Francesca Capasso, Adelaide Marini, Anna Vitanostra, Noemi Ciriello, Martina Mattiello, Marika Verrico, Mariachiara Parola, Chiara Farina, Oriana Papaccio, Dalila Vivo, Manila D’Alterio, Angelica Triassi, Elena Barbaro, Antonia Guarracino, Sabrina Merano, Annalisa Picone, Ilary Gravina, Maria Turlakov, Miriam Ukwuoma, Maria Laura Arciprete e Cristiana Davide.

Ventuno ragazze, dunque, ma soprattutto ventuno differenti modi di abitare una scena. Età, caratteri e sensibilità diverse, accomunate dal coraggio di esporsi allo sguardo del pubblico e a un giudizio che, per le più giovani, rappresenta già una piccola scuola di disciplina e consapevolezza.

Il verdetto ha incoronato Miriam Ukwuoma, vent’anni, di Qualiano, prima classificata.

Alle sue spalle Cristiana Davide, diciannove anni, di Santa Maria Capua Vetere, protagonista di un periodo particolarmente felice. Appena domenica scorsa, 6 settembre, a Vitulazio, aveva infatti conquistato il titolo di Miss Dea Vitula 2026. A pochi giorni di distanza è arrivato il secondo posto di Camigliano, accompagnato da un riconoscimento destinato ad aprire nuove prospettive.

Davide si è infatti aggiudicata anche la fascia Cinzya’s Academy, che le consentirà di accedere alla finale regionale di Miss Mondo Campania/Basilicata.

Un passaggio nel quale assume rilievo Armando Fusco, agente ed esclusivista regionale di Miss Mondo Italia per Campania e Basilicata. La sua presenza ha creato un ponte concreto fra la manifestazione ideata da Cinzia Imparato e un circuito di più ampia dimensione, offrendo alla giovane sammaritana l’opportunità di confrontarsi con una nuova e prestigiosa selezione.

Terza classificata Diana Francesca Capasso, quattordici anni, di Giugliano in Campania: giovanissima, ma già capace di conquistare il podio.

La serata ha inoltre consegnato a nove concorrenti l’accesso alla finale di Miss Fashion in Tour 2027: Anna Vitanostra, diciassette anni, di Camigliano; Martina Mattiello, quindici, di Capua; Elena Barbaro, quindici, di Lusciano; Maria Laura Arciprete, sedici, di Pozzuoli; Adelaide Marini, ventitré, di Giugliano in Campania; Cristiana Davide, diciannove, di Santa Maria Capua Vetere; Angelica Triassi, quindici, di San Giorgio; Ilary Gravina, sedici, di Santa Maria Capua Vetere; Chiara Farina, diciotto, di Maddaloni.

A dare voce e ritmo alla manifestazione è stato Ettore Dimitroff, conduttore della serata. Eleganza, mestiere e misura hanno caratterizzato una conduzione capace di accompagnare senza sovrastare, qualità tutt’altro che secondaria quando il compito di chi possiede il microfono è quello di lasciare il centro della scena alle protagoniste.

Al suo fianco Benedetta Compagnone, modella diciottenne di Capua e co-conduttrice, ha offerto freschezza e naturalezza, contribuendo all’armonia complessiva dello spettacolo.

Presenti anche Noemi Migliaccio, Miss Fashion in Tour 2026, ed Emilia Veneruso, quindici anni, di Telese, Miss Tenuta Gismondi.

Dietro le quinte, dove lo spettacolo prende forma prima ancora di mostrarsi al pubblico, ha operato Martina Farina, coreografa e addetta al backstage. Un compito lontano dalla luce dei riflettori, ma decisivo: ingressi, movimenti, tempi e cambi reclamano una regia silenziosa affinché la naturalezza della scena non tradisca la complessità del lavoro che la precede.

Ampia e articolata la giuria. Ne ha fatto parte, in qualità di presidente, il sindaco di Camigliano Antonio Veltre, che nel proprio intervento ha posto l’accento sulla bellezza esteriore e, soprattutto, su quella interiore, rivolgendo a tutte le concorrenti il suo «in bocca al lupo». Parole semplici, ma coerenti con il senso più profondo della manifestazione: un volto può attrarre uno sguardo, una personalità deve saperlo trattenere.

Un ruolo significativo nella commissione è stato ricoperto anche da Laura Di Stasio, stimata farmacista locale e figura apprezzata nella comunità. A lei è toccato inoltre uno dei momenti simbolicamente più belli della serata: accompagnare in passerella, insieme al sindaco Antonio Veltre, la vincitrice Miriam Ukwuoma, suggellando con la loro presenza l’atto conclusivo della manifestazione e il momento della consacrazione della nuova Miss Camigliano.

Accanto a loro sedevano Antonio De Rosa, stilista; Georgiana Ferrarius, Gianfranco Rocco, Ciro Schiettino, Saverio Delli Curti, Filomena Alberico, Giuseppe Cosenza, Simeone Pellecchia, Benedetta Venditti, Giusy Aurilio, Mimmo Landro e Mariagrazia Prudente, componenti di una commissione ampia alla quale è spettato il compito più delicato: tradurre sensibilità e valutazioni differenti in un verdetto.

Della giuria faceva parte anche Lina La Mura, fashion blogger e influencer, che ha portato nel confronto la sensibilità di chi interpreta moda e immagine attraverso i nuovi linguaggi della comunicazione digitale, con una presenza brillante e una naturale capacità relazionale.

A completare la giuria sono stato io, nella mia qualità di direttore responsabile di Astra News e rappresentante del mondo dell’informazione. Un osservatorio privilegiato dal quale vivere la manifestazione nella duplice dimensione del giurato e del giornalista: valutare ciò che accadeva sulla passerella e, nello stesso momento, cogliere persone, sfumature, emozioni e professionalità destinate a diventare racconto.

Astra News ha così seguito l’appuntamento da vicino, documentandone non soltanto l’esito, ma quella trama di relazioni e competenze che costituisce spesso la parte meno visibile, eppure più autentica, di una manifestazione.

Attorno alle concorrenti si è raccolto un piccolo mosaico di esperienze: istituzioni, moda, spettacolo, professioni, comunicazione e giornalismo. Mondi differenti che per una sera hanno trovato un punto d’incontro a Camigliano.

E al centro è rimasta la visione di Cinzia Imparato.

La sua intuizione consiste forse proprio nell’aver compreso che il portamento non è soltanto il modo in cui si cammina. È anche il modo in cui si impara a occupare uno spazio senza averne paura. La postura non è un artificio estetico, ma può diventare consapevolezza; la passerella, prima ancora di indicare una professione, insegna a sostenere uno sguardo e a governare un’emozione.

È questa dimensione a conferire alla manifestazione una fisionomia più interessante della semplice gara.

Poi arriva inevitabilmente il momento dei verdetti. Una vince, altre raggiungono il podio, alcune conquistano una fascia. Sarebbe però povero pensare che tutte le altre abbiano semplicemente perduto.

A quattordici, quindici, sedici o vent’anni salire davanti a un pubblico, accettarne lo sguardo, affrontare un giudizio e riconoscere il merito altrui può insegnare qualcosa che nessuna classifica riesce a misurare.

Quando le luci si abbassano, infatti, le corone tornano nelle loro custodie e le fasce diventano ricordi. Quello che resta appartiene a una dimensione meno visibile: la sicurezza conquistata, un incontro inatteso, la coscienza di avere osato, forse perfino una fragilità trasformata in forza.

Resta soprattutto la fotografia di Miriam Ukwuoma.

Una giovane donna di colore con una corona sul capo, in una sera di settembre a Camigliano. Non occorre caricare quell’immagine di significati artificiosi. È bella proprio nella sua normalità.

Miriam ha vinto essendo Miriam: con il proprio volto, la propria storia, la propria identità.

E’ qui che le parole del sindaco Antonio Veltre sulla bellezza esteriore e interiore trovano la loro eco più autentica. La prima appartiene per qualche istante agli occhi; la seconda, quando esiste davvero, riesce a raggiungere la memoria.

A impreziosire la cornice della serata hanno contribuito anche gli allestimenti, curati da Bloom Events – Party Design and Decor di Marika Di Lillo, realtà con sede in via Vittorio Veneto a Camigliano. Un lavoro attento ai dettagli e all’armonia degli spazi, capace di accompagnare con eleganza l’atmosfera della manifestazione e di conferire alla scenografia una riconoscibile cifra estetica.

Una passerella finisce dove terminano le luci. Una persona, invece, comincia proprio oltre quel confine.

Camigliano ha incoronato una Miss. Ma, per una notte, ha soprattutto ricordato che la bellezza più interessante non è quella che obbedisce a un modello: è quella che possiede il coraggio quieto di essere irripetibile.

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