Mondragone (Redazione) – Il rombo delle moto ha scandito la preghiera, mentre il luccichio delle vespe d’epoca si è intrecciato alla spiritualità di uno dei culti più sentiti del litorale domizio. Mondragone ha vissuto una giornata di intensa partecipazione collettiva in occasione della Benedizione dei Caschi presieduta da don Osvaldo Morelli, parroco della Chiesa di San Rufino, durante la visita della patrona cittadina Maria Santissima Incaldana.
Una manifestazione capace di fondere tradizione religiosa, senso di appartenenza e passione motociclistica, attirando numerosi centauri, famiglie, giovani e associazioni provenienti anche dai comuni vicini. Le strade della città si sono trasformate in un suggestivo percorso di fede e aggregazione, attraversato da scooter storici, motocicli moderni e vessilli mariani.
La presenza della venerata effigie di Maria Santissima Incaldana ha conferito alla cerimonia un significato particolarmente profondo. La patrona di Mondragone rappresenta infatti da secoli il cuore spirituale della comunità locale, custode di una devozione popolare che continua a tramandarsi con straordinaria intensità. Il Santuario dedicato alla Vergine costituisce uno dei principali punti di riferimento religiosi dell’intero territorio domizio.
Don Osvaldo Morelli, nel corso della celebrazione, ha rivolto parole di forte valore umano ai presenti, richiamando il senso della responsabilità sulla strada e l’importanza della prudenza come autentica forma di rispetto verso la vita. La benedizione impartita ai caschi e ai motocicli ha assunto così un valore simbolico che ha superato il semplice rito, trasformandosi in un invito alla consapevolezza e alla tutela reciproca.
Particolarmente intensa l’atmosfera vissuta presso la Parrocchia di San Rufino, divenuta nelle ultime settimane uno dei centri nevralgici della spiritualità cittadina grazie ai momenti di preghiera e alle iniziative religiose promosse dalla comunità guidata da don Morelli.
La Benedizione dei Caschi ha così oltrepassato la dimensione dell’evento folkloristico, assumendo il volto di una testimonianza collettiva di fede, civiltà e condivisione. Tra motori accesi e invocazioni rivolte alla Vergine, Mondragone ha riaffermato la propria capacità di custodire tradizioni popolari senza rinunciare al loro significato più autentico.
Nel riflesso dei fari e nel silenzio composto della preghiera finale si è percepita tutta la forza di una comunità che continua a riconoscersi nei propri simboli, trasformando ogni celebrazione in un racconto di memoria, appartenenza e speranza.

