Morte del maresciallo Giovanni Sparago di Curti: i genitori convocati in Procura a La Spezia. Aperta un’inchiesta per istigazione al suicidio

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Curti (Redazione) – Un dolore che continua a interrogare le coscienze, una morte sulla quale la famiglia chiede ancora verità e un’inchiesta che prova ad attraversare il confine sottile tra tragedia personale e possibili responsabilità esterne. Attorno alla vicenda del maresciallo dei Carabinieri Giovanni Sparago, il giovane sottufficiale di 25 anni originario di Curti, in provincia di Caserta, trovato morto il 22 aprile scorso a La Spezia dopo essersi sparato un colpo di pistola alla testa, emergono adesso nuovi sviluppi investigativi destinati a riaccendere l’attenzione sul caso.

Il sostituto procuratore della Repubblica di La Spezia, Monica Burani, titolare del fascicolo aperto sulla morte del militare, ha infatti deciso di convocare ufficialmente il padre e la madre del giovane carabiniere per ascoltare la loro versione dei fatti e raccogliere eventuali elementi utili alle indagini. La coppia verrà sentita negli uffici della Procura ligure dopo la richiesta avanzata nei giorni scorsi dai legali di fiducia della famiglia Sparago, gli avvocati Gaetano Crisileo e Raffaele Crisileo.

Giovanni Sparago prestava servizio presso la stazione dei Carabinieri di Borghetto Vara, piccolo centro dell’entroterra spezzino situato a pochi chilometri dal capoluogo ligure. La notizia della sua morte aveva sconvolto non soltanto la comunità militare, ma anche il Casertano, dove il giovane era molto conosciuto e stimato.

Secondo quanto emerso nelle settimane successive alla tragedia, la Procura della Repubblica di La Spezia ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio, al momento contro ignoti. Un passaggio investigativo particolarmente delicato che nasce anche dalla posizione assunta fin dall’inizio dai familiari del sottufficiale.

I genitori di Giovanni Sparago, infatti, non hanno mai creduto completamente alla ricostruzione di un gesto maturato esclusivamente in autonomia dal figlio. La famiglia ritiene che dietro quella drammatica decisione possano essersi celate pressioni, situazioni personali o circostanze ancora da chiarire che avrebbero potuto influenzare il giovane militare fino a spingerlo verso il gesto estremo.

Proprio per questo motivo, l’audizione dei genitori potrebbe rappresentare un momento importante per il prosieguo dell’attività investigativa. Padre e madre del maresciallo potrebbero infatti riferire alla magistratura dettagli, confidenze o episodi ritenuti utili a ricostruire il contesto umano e professionale vissuto dal 25enne nelle settimane precedenti alla morte.

L’obiettivo degli investigatori è comprendere se esistano elementi concreti in grado di delineare eventuali responsabilità esterne o situazioni di particolare disagio che possano avere inciso sullo stato psicologico del giovane sottufficiale.

Il fascicolo aperto dalla Procura non implica automaticamente l’esistenza di colpevoli o responsabilità accertate, ma rappresenta un atto dovuto per consentire tutti gli approfondimenti investigativi necessari. In questa fase, infatti, gli inquirenti stanno lavorando nel massimo riserbo, evitando conclusioni premature e valutando ogni elemento disponibile.

La vicenda continua intanto a suscitare forte commozione sia in Liguria sia nel Casertano. A Curti, paese d’origine del maresciallo, il dolore resta ancora profondissimo. In tanti ricordano Giovanni Sparago come un ragazzo educato, riservato e fortemente legato alla divisa dell’Arma, vissuta con senso del dovere e dedizione.

Anche l’ambiente militare segue con attenzione gli sviluppi dell’inchiesta, mentre la famiglia continua a chiedere chiarezza su una morte che, a distanza di settimane, lascia ancora numerosi interrogativi aperti.

La convocazione dei genitori da parte del sostituto procuratore Monica Burani rappresenta adesso un nuovo passaggio nella ricerca della verità. Un percorso investigativo delicato, nel quale dolore umano, responsabilità giudiziarie e bisogno di risposte si intrecciano in una vicenda che continua a scuotere profondamente due comunità.

Quando una vita si spegne così improvvisamente, il bisogno di verità diventa inevitabilmente anche una forma di giustizia morale per chi resta.