– Dal 1995 in prima linea nell’assistenza sanitaria, dalle esperienze nei centri d’eccellenza lombardi al servizio di emergenza 118, fino all’attuale incarico di coordinatore infermieristico dell’Ematologia con Trapianto di cellule staminali e Terapia Intensiva dell’Ospedale Cardarelli di Napoli
– Il prestigioso riconoscimento conferito nella Sala Giuseppe Galasso del Maschio Angioino celebra un percorso professionale fondato su competenza, dedizione e attenzione ai pazienti. Il premiato: «La vera eccellenza sanitaria risiede nell’umanizzazione delle cure»
Napoli (Daniele Buonpane) – Una carriera costruita sul campo, una vocazione trasformata in una missione quotidiana e un impegno costante al fianco dei pazienti più fragili. È con questo bagaglio professionale e umano che Domenico Buonanno ha ricevuto il prestigioso Premio Buona Sanità, nella suggestiva cornice della Sala Giuseppe Galasso del Maschio Angioino di Napoli, durante una cerimonia dedicata alle eccellenze del mondo sanitario.
Un riconoscimento che assume un significato particolare per chi, da oltre tre decenni, ha fatto dell’assistenza infermieristica non soltanto una professione, ma una scelta di vita.
Il percorso di Buonanno comincia nel 1995, quando muove i primi passi come infermiere, entrando in contatto diretto con le esigenze dei pazienti e con le responsabilità, le difficoltà e le soddisfazioni di un lavoro che richiede preparazione, equilibrio e profonda sensibilità umana.
Professionista dal 1995, subito dopo aver conseguito il titolo, Buonanno ha mosso i primi passi nel settore sanitario presso il Centro Aktis, punto di riferimento territoriale per la diagnostica e la radioterapia oncologica.
Questa prima esperienza ha segnato l’inizio di un percorso fortemente orientato al supporto dei pazienti oncologici, prima che il coordinatore consolidasse la propria formazione nei centri d’eccellenza lombardi, come l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e l’Ospedale San Gerardo di Monza.
Rientrato in Campania nel 2002, per oltre vent’anni è stato un pilastro dell’emergenza sanitaria 118, operando nella centrale operativa, sulle ambulanze e nei pronto soccorso cittadini, inclusa la Mecau dell’Ospedale del Mare.
Il suo raggio d’azione ha toccato anche i distretti sanitari di Scampia e Fuorigrotta, all’interno dell’Uos Fasce Deboli.
Durante le fasi più acute della pandemia, ha risposto alla chiamata della task force delle Unità mobili Covid, impegnandosi sui camper sanitari per l’esecuzione dei tamponi a domicilio e il monitoraggio dei pazienti isolati.
Da sempre animato da una forte passione per la scrittura e la comunicazione, Buonanno ha saputo mettere a disposizione le proprie competenze anche ben oltre le mura ospedaliere.
Nel 2013 ha fondato l’associazione Salvabimbi Onlus, nata con l’obiettivo di diffondere la cultura del primo soccorso, con un particolare focus sull’età pediatrica e sulla protezione dei più piccoli.
La sua attitudine comunicativa lo ha portato anche a ideare e moderare Rubricasocial, un innovativo format di intrattenimento live focalizzato su tematiche di forte impatto civile e solidale.
Attraverso anni di esperienza e dedizione, il suo cammino professionale è proseguito fino all’attuale incarico di coordinatore infermieristico dell’Uoc di Ematologia con Trapianto di cellule staminali emopoietiche (Cse) e Terapia Intensiva dell’Ospedale Cardarelli di Napoli.
Un ruolo di responsabilità che richiede capacità organizzative, competenze specialistiche e attitudine al lavoro di squadra, in un ambito assistenziale particolarmente delicato, nel quale ogni gesto professionale può fare la differenza nella vita delle persone.
Il Premio Buona Sanità rappresenta, dunque, per Domenico Buonanno un traguardo di grande valore, ma anche la conferma di un impegno che si rinnova quotidianamente.
Accanto alla soddisfazione personale, emerge la consapevolezza che l’eccellenza sanitaria non sia mai il risultato del lavoro di un singolo, bensì il frutto della collaborazione tra professionisti che condividono responsabilità, competenze e obiettivi.
È proprio per questo che Buonanno ha voluto dedicare idealmente il riconoscimento all’intera équipe con cui lavora ogni giorno: medici, infermieri e operatori sociosanitari, uniti nell’assicurare assistenza e sostegno ai pazienti.
Un pensiero che sottolinea il valore del lavoro multidisciplinare e il ruolo fondamentale degli infermieri nella qualità e nella continuità delle cure.
Ma il messaggio più significativo legato a questo riconoscimento riguarda la concezione stessa della sanità.
Curare non significa soltanto trattare una malattia, ma prendersi cura della persona nella sua interezza.
È questa la filosofia che accompagna il percorso professionale di Buonanno, convinto che la qualità dell’assistenza debba fondarsi non soltanto sulla competenza tecnica, ma anche sull’ascolto, sull’accoglienza e sulla capacità di riconoscere la fragilità di chi affronta un momento difficile.
In reparti come quelli dedicati all’ematologia, ai trapianti e alla terapia intensiva, l’umanizzazione delle cure assume un valore ancora più profondo.
Accanto alle terapie e ai protocolli clinici, sono spesso la presenza costante degli operatori, una parola rassicurante e l’attenzione ai bisogni individuali a contribuire al percorso assistenziale del paziente e al sostegno dei suoi familiari.
Per Buonanno, l’eccellenza sanitaria passa proprio da questa capacità di coniugare professionalità e umanità, mettendo sempre la persona al centro.
Un principio che non riguarda soltanto il rapporto tra infermiere e paziente, ma coinvolge l’intera organizzazione sanitaria e la cultura del lavoro condiviso.
Nel momento della premiazione, il pensiero di Domenico Buonanno è andato anche alla sua famiglia, considerata un sostegno fondamentale nel corso del cammino professionale, agli amici e ai colleghi che hanno condiviso esperienze, sacrifici e responsabilità.
La dedica più intensa, tuttavia, è stata riservata ai pazienti e ai loro familiari, definiti autentici maestri di vita e di dignità.
Sono le loro storie, la loro capacità di affrontare la sofferenza e il coraggio dimostrato nei momenti più difficili a ricordare ogni giorno il senso più autentico dell’assistenza.
Il riconoscimento ricevuto al Maschio Angioino diventa così molto più di un premio individuale: è un’occasione per valorizzare il contributo degli infermieri, il lavoro silenzioso delle équipe assistenziali e l’importanza di una sanità capace di unire innovazione, sicurezza e attenzione alla persona.
«Ricevere il prestigioso Premio Buona Sanità 2026 è un onore che mi gratifica nel profondo», ha dichiarato Domenico Buonanno. «Trovarsi accanto a così illustri nomi della medicina e autorevoli personalità della salute è stato motivo di profonda commozione. Questo premio custodisce un significato etico immenso: è la testimonianza tangibile di un cammino di vita dedicato interamente ai pazienti».
Il coordinatore ha concluso dedicando il premio alla squadra e ai malati: «Nessun traguardo si raggiunge da soli. Lo condivido con tutta l’équipe di medici, infermieri e Oss che lavorano al mio fianco con umanità e dedizione assoluta. La vera eccellenza sanitaria risiede nell’umanizzazione delle cure. Dedico questo riconoscimento alla mia famiglia, ai miei amici e colleghi. Ma la dedica più profonda va ai nostri pazienti e ai loro straordinari familiari, veri maestri di vita e di dignità».
Per Domenico Buonanno, il Premio Buona Sanità non rappresenta un punto d’arrivo, ma una nuova conferma della responsabilità assunta fin dal 1995: continuare a lavorare per una sanità sempre più competente, sicura e profondamente umana.
Dietro ogni percorso di cura ci sono persone, famiglie e storie che meritano rispetto, ascolto e dignità.

