Napoli-Conte, una storia arrivata al capolinea: due anni intensi tra trionfi, tensioni e un addio ormai scritto

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Napoli (Lorenzo Torre) – Un’avventura intensa, vincente, ma destinata a concludersi. Quella tra il Napoli e Antonio Conte sembra essere una storia arrivata ai titoli di coda. Salvo clamorosi colpi di scena, il tecnico leccese lascerà ufficialmente il club azzurro al termine della stagione 2025/2026, interrompendo con un anno di anticipo il contratto che lo lega alla società fino al giugno 2027.

Una separazione che, secondo le indiscrezioni sempre più insistenti, dovrebbe avvenire in maniera consensuale, senza strappi pubblici né battaglie economiche. Conte avrebbe infatti deciso di rinunciare all’ingaggio previsto per l’ultimo anno di contratto, senza richiedere buonuscite, chiudendo così un rapporto che ha lasciato tracce profonde nel progetto azzurro.

Eppure, ridurre tutto a un semplice addio sarebbe ingeneroso. Perché i numeri raccontano di un ciclo comunque importante. In quasi due anni sulla panchina dei partenopei, Conte ha collezionato 90 partite ufficiali (che arriveranno a 91 domenica contro l’Udinese), con 53 vittorie, 19 pareggi e 18 sconfitte, mantenendo una media di quasi 2 punti a gara (1,98). Numeri accompagnati anche dai risultati: lo Scudetto conquistato nella stagione 2024/2025 e la Supercoppa Italiana alzata nel 2025/2026.

Ma oltre ai trofei, il tecnico ha lasciato soprattutto un’identità. Il suo Napoli ha avuto un volto chiaro: intensità, aggressività e verticalità. Il modulo più utilizzato è stato il 3-4-2-1, diventato la base tattica del progetto, pur con varianti importanti. In diversi momenti il tecnico salentino ha alternato il 3-5-2 e persino il 4-1-4-1, sistema scelto inizialmente per tentare di far convivere contemporaneamente il talento e la fisicità di Stanislav Lobotka, Frank Zambo Anguissa, Kevin De Bruyne e Scott McTominay.

Un progetto che però si è scontrato presto con una stagione tormentata dagli infortuni. Il Napoli in questa stagione, ha vissuto una vera emergenza fisica: oltre 34 stop complessivi, di cui almeno 24 di natura muscolare, con ben 23 giocatori coinvolti. Un problema che ha inevitabilmente limitato continuità tattica, rotazioni e rendimento.

Anche sul piano gestionale non sono mancati momenti complicati. Il rapporto con Romelu Lukaku si è progressivamente incrinato, diventando uno dei casi più delicati dello spogliatoio ma il vero nodo, quello decisivo, sarebbe arrivato lontano dal campo.

Conte aveva chiesto al club un salto definitivo di qualità: un mercato importante, con investimenti stimati attorno ai 200 milioni di euro, l’arrivo di 8-9 giocatori esperti per competere stabilmente anche in Europa e un aumento del monte ingaggi. Non solo: tra le richieste avanzate al presidente Aurelio De Laurentiis figurava anche la costruzione di un centro sportivo moderno e all’avanguardia, tassello ritenuto fondamentale per la crescita strutturale del club.

La risposta della società sarebbe stata diversa, ADL ha preferito mantenere una linea più prudente, improntata al contenimento dei costi e alla sostenibilità economica, continuando a puntare sul modello che negli anni ha caratterizzato il Napoli: valorizzazione dei giovani, monte ingaggi controllato e investimenti mirati.

Due visioni diverse, probabilmente incompatibili nel lungo periodo. Del resto, chi conosce l’allenatore leccese sa bene che i suoi cicli raramente superano i due anni. È quasi una regola non scritta della sua carriera: intensità massima, risultati immediati e poi la chiusura del percorso prima dell’usura definitiva. E il futuro? Gli scenari restano aperti.

La pista più suggestiva porta alla Nazionale italiana, soprattutto in vista delle future decisioni federali dopo il fallimento mondiale. In caso di cambi ai vertici FIGC.

Occhio però anche alla Juventus, nelle ultime settimane è cresciuta la voce di un possibile ritorno in bianconero, scenario che prenderebbe forza soprattutto in caso di mancata qualificazione Champions del club torinese.

Nel frattempo, il Napoli guarda avanti, i nomi sul tavolo iniziano a circolare: il ritorno di Maurizio Sarri affascina una parte della tifoseria, mentre profili come Fabio Grosso e ancora Allegri rappresentano alternative concrete. Ma con De Laurentiis le sorprese non sono mai finite e se la storia con Conte sembra davvero arrivata al capolinea, il prossimo capitolo del Napoli potrebbe essere già dietro l’angolo.

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