Napoli (Redazione) – Dietro l’apparenza rassicurante di due donne incensurate si celava, secondo gli investigatori, un tassello della rete utilizzata dalla criminalità per custodire sostanze stupefacenti e sottrarle ai controlli delle forze dell’ordine. È quanto emerso nel corso di un’operazione condotta dai Carabinieri nel Rione Traiano, nel quartiere Soccavo, dove è stato scoperto un sistema ritenuto particolarmente insidioso: affidare droga e materiale collegato allo spaccio a persone apparentemente insospettabili.
Il blitz è stato eseguito dai militari della locale stazione con il supporto del Nucleo Cinofili di Sarno nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio. Le perquisizioni hanno portato all’arresto di due donne di 88 e 58 anni, entrambe senza precedenti penali.
Particolarmente sorprendente la posizione dell’anziana, già ribattezzata dagli investigatori la “nonnina dello spaccio”. Nella sua abitazione i Carabinieri hanno rinvenuto 21 grammi di cocaina, due tirapugni, un coltello a lama fissa ricurva e un quaderno contenente annotazioni ritenute riconducibili alla contabilità dell’attività illecita. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, tra le pagine sarebbero stati annotati movimenti di sostanze stupefacenti e consegne effettuate ai cosiddetti “galoppini”, incaricati della distribuzione sul territorio.
Nel secondo appartamento, riconducibile alla donna di 58 anni, i militari hanno invece sequestrato 193 grammi di hashish già suddivisi in dosi e pronti per essere immessi sul mercato dello spaccio.
L’ipotesi investigativa è che le due donne potessero fungere da custodi della droga per conto di organizzazioni criminali interessate a occultare gli stupefacenti in luoghi ritenuti meno esposti ai controlli. Una strategia che avrebbe consentito di ridurre il rischio di sequestri nei confronti dei soggetti direttamente coinvolti nella gestione delle piazze di spaccio.
Gli arresti rappresentano un ulteriore tassello nell’attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti che da tempo interessa una delle aree più delicate del capoluogo partenopeo.
L’operazione non si è fermata qui. Durante i controlli, infatti, i Carabinieri hanno denunciato altre due persone sorprese in via Tulliano 34 all’interno di un immobile già sottoposto a sequestro in passato perché utilizzato come piazza di spaccio. La presenza dei due soggetti all’interno della struttura ha determinato ulteriori accertamenti da parte degli investigatori.
L’inchiesta prosegue ora per individuare eventuali collegamenti tra le donne arrestate e le organizzazioni criminali attive sul territorio. Gli investigatori intendono chiarire se le due incensurate operassero autonomamente oppure se facessero parte di una più ampia rete logistica destinata alla conservazione e alla distribuzione degli stupefacenti.
L’episodio conferma ancora una volta come il fenomeno dello spaccio continui ad adattarsi ai controlli delle forze dell’ordine, ricorrendo a modalità sempre più elusive. Proprio per questo l’attività investigativa e la presenza costante dello Stato sul territorio restano strumenti fondamentali per contrastare un mercato illegale che continua a rappresentare una delle principali fonti di guadagno della criminalità organizzata.

