Napoli e Caserta unite nella lotta alle mafie: ricostituito l’Osservatorio regionale sui beni confiscati

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– Il presidente della Commissione Anticamorra Vincenzo Santangelo accoglie con soddisfazione il provvedimento del governatore Roberto Fico: «Uno strumento fondamentale per restituire alla collettività i patrimoni sottratti alle mafie»

– Istituzioni, associazioni, sindacati e terzo settore insieme per trasformare i simboli del potere criminale in opportunità di sviluppo sociale ed economico. Nominati i nuovi componenti, che svolgeranno gratuitamente il proprio incarico

Napoli/Caserta (Redazione) – Restituire alla collettività ciò che la criminalità organizzata ha sottratto, trasformando i patrimoni delle mafie in strumenti di riscatto sociale, opportunità di lavoro e presìdi di legalità. È questa la prospettiva che accompagna la ricostituzione dell’Osservatorio regionale sull’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata, un organismo chiamato a rafforzare l’impegno della Campania nella valorizzazione dei patrimoni recuperati ai clan.

Il provvedimento, adottato con decreto del presidente della Giunta regionale Roberto Fico, segna un nuovo passaggio nell’attuazione della legge regionale 7 del 2012, che disciplina gli interventi a sostegno del riutilizzo sociale dei beni confiscati.

A esprimere particolare soddisfazione è Vincenzo Santangelo, presidente della Commissione consiliare speciale Anticamorra e beni confiscati della Regione Campania, che sottolinea il valore istituzionale e sociale della ricostituzione dell’organismo.

«Si tratta di uno strumento fondamentale – dichiara Santangelo – per accompagnare e monitorare il percorso di restituzione alla collettività dei beni tolti alle mafie. Un organismo che unisce istituzioni, sindacati, associazioni e realtà del terzo settore impegnate da anni sul territorio. La sua ricostituzione rafforza il lavoro di legalità e di riuso sociale che la Campania porta avanti con determinazione».

L’Osservatorio si configura come uno spazio di confronto e collaborazione tra soggetti istituzionali e rappresentanti della società civile, con l’obiettivo di favorire percorsi concreti di recupero e valorizzazione dei beni sottratti alla criminalità.

Ne fanno parte, tra i componenti istituzionali, il presidente della Sesta Commissione consiliare competente in materia di istruzione, cultura, ricerca scientifica e politiche sociali, il presidente della Commissione speciale Anticamorra o un suo delegato e il commissario regionale antiracket e antiusura.

Per gli enti e organismi territoriali sono stati designati Stefano Lombardi per l’Anci, Giovanni Allucci per Agrorinasce e Antonio Palmese per la Fondazione Pol.i.s.

Articolata anche la rappresentanza delle organizzazioni sindacali e datoriali, con Angelo Menichini per l’Abi, Luigi Maria Rocca per Ance Campania, Raffaele Paudice per la Cgil, Pasquale Niola per la Cisl, Raffaele Marrone per Confapi Campania, Vincenzo Schiavo per Confesercenti Campania e Antonio Rossi per Confimi Ind.

Completano questa componente Simmaco Perillo per Confcooperative, Debora Fortin per Flp-Cse, Francesco Pascale per Legacoop Campania, Giampiero Bellusci per l’Ugl e Camilla Iovino per la Uil.

Particolarmente significativa la presenza del mondo associativo e del terzo settore, da sempre protagonista di esperienze di recupero sociale dei beni confiscati.

Sono stati nominati Emiliano Sanges per Apeiron Cooperativa Sociale, Giuliano Ciano per il Comitato don Peppe Diana, Luca Fratepietro per Arci Caserta, Anna Benedetta Torre per l’associazione Ariete, Angelo Buonomo per Sott’e’ncoppa e Antonio Zacchia per l’Associazione per il Volontariato Casertano.

Designati inoltre Ciro Biondi per Dialogos, Antonio Arzillo per il Centro Nazionale Sportivo Fiamma, Aniello Tuorto per Finetica, Giuseppe Scognamiglio per la Cooperativa Sociale Giancarlo Siani, Mariano Di Palma per Libera, Elisabetta Reccia per Maeditactio e Gaetano Papa per Terra Felix.

Tutti i componenti dell’Osservatorio svolgeranno il proprio incarico a titolo completamente gratuito, un elemento che sottolinea la natura di servizio pubblico e di impegno civico dell’organismo.

«Ringrazio il presidente Fico per aver dato prioritaria attenzione a questo rinnovo – conclude Santangelo – e saluto con favore tutti i nuovi componenti. L’Osservatorio dovrà essere un luogo di confronto concreto e di proposte operative, perché i beni confiscati tornino davvero a essere risorse di legalità, lavoro e sviluppo per i territori».

La ricostituzione dell’organismo rappresenta dunque un’opportunità per consolidare la collaborazione tra istituzioni e società civile, nella consapevolezza che la lotta alle mafie non si esaurisce nella repressione dei fenomeni criminali, ma prosegue nella capacità di restituire dignità e nuove prospettive ai territori.

Ogni bene sottratto alla criminalità e riconsegnato alla comunità non rappresenta soltanto una vittoria dello Stato, ma anche la possibilità concreta di costruire, dove un tempo dominava il potere dei clan, nuove storie di libertà, partecipazione e futuro.