Napoli, Fausto Lamparelli è il nuovo questore: il ritorno dell’investigatore che combatté la «paranza dei bambini»

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– Il Viminale ha disposto la nomina del dirigente generale della Polizia di Stato, 63 anni, originario di Benevento, che lascia la Questura di Firenze per assumere la guida di quella partenopea. Subentra a Maurizio Agricola, promosso prefetto e destinato all’incarico di commissario straordinario per l’area di Castel Volturno

– Un ritorno significativo per il nuovo questore, già alla guida della Squadra Mobile di Napoli dal 2014 al 2017, negli anni delle indagini sulle organizzazioni camorristiche del centro storico. Nel suo curriculum anche la direzione del Servizio Polizia Scientifica e del Servizio Centrale Operativo, oltre agli incarichi di questore a Perugia e Firenze

Napoli (Redazione) – Un ritorno nella città che ha segnato una delle stagioni più significative della sua carriera investigativa, questa volta con la responsabilità di guidarne l’intera Questura. Fausto Lamparelli è il nuovo questore di Napoli, nominato dal Viminale nell’ambito di un avvicendamento ai vertici della Polizia di Stato che interessa alcune importanti sedi del Paese.

Il dirigente generale, 63 anni, originario di Benevento, lascia la guida della Questura di Firenze per assumere il prestigioso e delicato incarico nel capoluogo campano, dove aveva già operato tra il 2014 e il 2017 come dirigente della Squadra Mobile.

La nomina, ratificata il 9 ottobre 2026, segna il passaggio di consegne con Maurizio Agricola, promosso prefetto e designato commissario straordinario per l’area di Castel Volturno.

Per il nuovo questore si tratta di un ritorno particolarmente significativo, non soltanto per il legame professionale con Napoli, ma soprattutto per l’esperienza maturata nel contrasto alla criminalità organizzata e alle sue articolazioni più violente.

Durante gli anni trascorsi alla guida della Squadra Mobile partenopea, seguì importanti attività investigative contro i clan camorristici, in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni degli equilibri criminali nel centro storico.

Tra le indagini più rilevanti di quel periodo figurano quelle relative alla cosiddetta «paranza dei bambini», espressione utilizzata per identificare gruppi di giovanissimi esponenti della criminalità organizzata protagonisti di violenti contrasti per il controllo del territorio, in particolare nell’area di Forcella.

Una stagione investigativa complessa, segnata dalla necessità di fronteggiare nuove forme di aggregazione criminale e di ricostruire rapporti, gerarchie e responsabilità all’interno delle organizzazioni camorristiche.

L’esperienza napoletana rappresenta soltanto una parte di un percorso professionale costruito prevalentemente sul terreno delle investigazioni.

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, il dirigente è entrato nella Polizia di Stato nel 1990, avviando una carriera che lo ha portato a ricoprire incarichi di crescente responsabilità.

Dopo le prime esperienze presso la Questura di Bologna, dove ha operato anche nei settori investigativi dedicati ai reati più gravi e al contrasto del traffico di stupefacenti, ha diretto le Squadre Mobili di Ascoli Piceno, Latina, Bari, Genova e Napoli.

Un percorso che gli ha consentito di acquisire una conoscenza approfondita delle dinamiche della criminalità comune e organizzata, confrontandosi con contesti territoriali differenti e con indagini di particolare complessità.

Nel 2018 è stato chiamato a Roma alla direzione del Servizio Polizia Scientifica, struttura centrale della Polizia di Stato impegnata nelle attività tecnico-scientifiche a supporto delle investigazioni.

Successivamente, nel 2019, ha assunto la direzione del Servizio Centrale Operativo (Sco), organismo di vertice deputato al coordinamento delle attività investigative contro la criminalità organizzata, le mafie e i fenomeni delittuosi di maggiore allarme sociale.

Un incarico di particolare rilievo nazionale, che ha ulteriormente consolidato il suo profilo professionale nell’ambito della sicurezza pubblica e della lotta alle organizzazioni criminali.

Nell’ottobre 2023 è arrivata la nomina a questore di Perugia, prima esperienza alla guida di una Questura, seguita nel dicembre 2024 dal trasferimento a Firenze.

Nel capoluogo toscano ha guidato la Polizia di Stato mantenendo un rapporto di collaborazione con le istituzioni locali, prima della nuova destinazione a Napoli.

A Firenze gli succederà Rosaria Amato, proveniente dalla Questura di Verona e prima donna chiamata a dirigere la Questura fiorentina.

Il ritorno del dirigente sannita a Napoli si inserisce in un contesto territoriale particolarmente articolato, nel quale il contrasto alla criminalità organizzata, la prevenzione dei reati, la sicurezza urbana e la tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione rappresentano questioni di costante rilevanza.

La conoscenza già acquisita del tessuto criminale partenopeo e l’esperienza maturata ai vertici delle strutture investigative nazionali costituiscono elementi importanti del profilo del nuovo questore.

La nomina assume inoltre un significato particolare per la Campania, riportando alla guida della Questura napoletana un dirigente originario del Sannio e profondamente legato, anche attraverso il proprio percorso universitario e professionale, al territorio regionale.

Ad attenderlo sarà un incarico di grande responsabilità, nel quale l’azione di prevenzione e repressione dei reati dovrà continuare ad accompagnarsi al dialogo con le istituzioni e alla presenza dello Stato nelle diverse realtà cittadine.

La sicurezza, del resto, non si misura soltanto attraverso i risultati delle operazioni investigative, ma anche nella capacità di costruire fiducia, garantire prossimità ai cittadini e rafforzare il rapporto tra le comunità e le istituzioni.

È su questo terreno che si aprirà la nuova esperienza napoletana del questore: un ritorno che unisce la memoria di importanti battaglie investigative alle responsabilità di una funzione chiamata a interpretare le esigenze di sicurezza di una delle più complesse realtà metropolitane italiane.