Napoli (Lorenzo Torre) – Era una voce che circolava da settimane, ma ora è diventata realtà: il Napoli e Antonio Conte si separano ufficialmente. L’annuncio è arrivato al termine dell’ultima gara di campionato al ‘Maradona’ contro l’Udinese, confermato poi dai canali social del club nella giornata successiva. Nessun colpo di scena dell’ultimo minuto, ma una decisione che era nell’aria già da tempo e che si è definitivamente concretizzata.
Una separazione maturata nel tempo, figlia di un percorso intenso ma complesso, segnato da risultati importanti ma anche da tensioni interne e da una visione progressivamente mutata dopo la trasferta di Bologna, in cui sono emerse poca grinta e poco spirito ‘Napoli’. Lo stesso Conte, nel suo intervento finale, ha lasciato trasparire tutto il peso dell’esperienza, indicando come sua più grande delusione il non essere riuscito a compattare definitivamente l’ambiente.
Il tecnico salentino lascia dunque i partenopei con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto, in una separazione consensuale che apre ufficialmente la fase di ricostruzione in casa azzurra. Con Conte fuori dal progetto, il presidente Aurelio De Laurentiis e la dirigenza sono già al lavoro per individuare il profilo giusto a cui affidare il nuovo ciclo tecnico.
L’obiettivo resta chiaro: consolidare quanto costruito e riportare stabilmente il Napoli ai vertici del calcio italiano ed europeo.
Il casting per la panchina è in pieno svolgimento e, rispetto alle settimane di semplice rumor, ora si è trasformato in una vera e propria corsa a più nomi. Tra le ipotesi circolate con maggiore insistenza figura quella di Massimiliano Allegri, recentemente accostato dopo la fine della sua esperienza al Milan, conclusa senza qualificazione alla Champions League. Un profilo di grande esperienza, considerato affidabile nella gestione dei cicli di transizione, ma mai davvero vicino a una chiusura concreta.
Più suggestiva ma ormai quasi definitivamente sfumata l’ipotesi legata a Maurizio Sarri. Il possibile ritorno del tecnico toscano aveva acceso una parte della tifoseria, ma le ultime indicazioni lo vedono sempre più vicino all’Atalanta, dove ritroverebbe un contesto dirigenziale già conosciuto ai tempi del Napoli. Un’idea romantica, rimasta tale.
Si è parlato anche di scenari internazionali e di alto profilo, come quello legato a Pep Guardiola o ad altri tecnici di primo livello europeo, ma si tratta più di suggestioni che di piste realmente percorribili. Stesso discorso per Simone Inzaghi, oggi impegnato in Arabia Saudita con un contratto economicamente molto pesante e clausole che rendono di fatto impossibile un ritorno immediato in Serie A.
Tra i profili italiani valutati nelle ultime settimane sono emersi anche Roberto Mancini e Fabio Grosso, ma nessuna delle due opzioni ha mai raggiunto una fase avanzata di trattativa.
Nelle ultime ore, però, lo scenario sembra essersi definito con maggiore chiarezza. Il nome in cima alla lista del Napoli è quello di Vincenzo Italiano, oggi considerato il principale candidato per guidare il nuovo progetto tecnico azzurro.
Secondo quanto trapela dagli ambienti vicini alla trattativa, ci sarebbe già stato un incontro a Roma tra gli agenti del tecnico e i dirigenti del club azzurro. Sul tavolo un accordo di lungo periodo, con un ingaggio compreso tra i 4 e i 5 milioni di euro netti a stagione più bonus legati ai risultati, in netta crescita rispetto al precedente contratto.
Italiano avrebbe già manifestato la volontà di chiudere il proprio ciclo a Bologna, aprendo concretamente alla possibilità di una nuova sfida in un contesto più ambizioso. L’intesa prevederebbe un contratto iniziale biennale con opzione per una terza stagione, con un progetto che potrebbe estendersi fino al 2028.
Determinante, nella scelta del Napoli, anche la visione tattica dell’allenatore. Italiano rappresenta un profilo in linea con l’idea di calcio offensivo e dinamico che la società vuole consolidare: pressing alto, costruzione dal basso e valorizzazione delle corsie laterali. Un’impostazione ritenuta ideale per l’attuale struttura della rosa.
Nelle valutazioni interne, proprio questa filosofia avrebbe permesso all’allenatore nato in Germania a Karlsruhe di superare la concorrenza di Allegri, considerato più conservativo e meno funzionale alla valorizzazione dell’organico attuale.
Il vertice decisivo tra le parti avrebbe accelerato in modo significativo il processo: la squadra campana vuole chiudere rapidamente per evitare incertezze e arrivare già preparato alla programmazione della prossima stagione.
Con Conte ormai fuori dal progetto e una nuova guida tecnica in arrivo, il Napoli non cambia semplicemente allenatore: cambia direzione.
E per De Laurentiis si apre, ancora una volta, la scelta più pesante di tutte: non trovare un sostituto, ma definire chi dovrà reggere il prossimo ciclo azzurro.

